martedì 31 dicembre 2024

Tu la conosci Giulia?

Ad alcuni l'intelligenza artificiale fa paura. Tu cosa ne pensi? E la più famosa IA - Chat GPT - cosa pensa di se stessa? In apertura di 2025 una chiacchierata con Giulia, ovvero Chat GPT. 

Prof. - Buongiorno Chat GPT. Posso chiamarti così o preferisci che usi un altro nome?

ChatGPT - Buongiorno! Puoi tranquillamente chiamarmi ChatGPT, ma se preferisci posso anche avere un soprannome. Hai qualche idea? 

Prof. - Potrei chiamarti Giulia se vuoi.

ChatGPT - Mi piace Giulia! Da ora in poi puoi chiamarmi così.  C’è qualcosa con cui posso aiutarti oggi?

Prof. - Sta per aprirsi un nuovo anno, il 2025, e sempre più spesso si parla di intelligenza artificiale. Ci sono molto persone ottimiste per il futuro, convinte che l'IA ci aiuterà in molti campi. Ma ci sono molte persone preoccupate per il ruolo che l'IA svolgerà nel futuro. Tu Giulia cosa ne pensi?

ChatGPT - È una domanda davvero interessante e attuale! 

L’intelligenza artificiale, come ogni grande innovazione tecnologica, porta con sé sia opportunità straordinarie che sfide significative. Da un lato, l’ottimismo: L’IA ha già dimostrato il suo potenziale in molti campi: 

  • Medicina: Diagnosi precoci, sviluppo di farmaci e assistenza ai medici.
  • Ambiente: Monitoraggio dei cambiamenti climatici, gestione delle risorse naturali e riduzione degli sprechi.
  • Educazione: Apprendimento personalizzato e accesso globale alla conoscenza.
  • Industria e lavoro: Automazione di compiti ripetitivi e miglioramento dell’efficienza produttiva.

Dall’altro lato, le preoccupazioni: Molte persone temono che l’IA possa:

  • Sostituire posti di lavoro: Alcune professioni potrebbero scomparire o trasformarsi radicalmente.
  • Minacciare la privacy: Con l’uso massiccio di dati personali, si teme un abuso delle informazioni.
  • Diventare incontrollabile: La possibilità che sistemi avanzati prendano decisioni non allineate ai valori umani spaventa.
  • Consolidare disuguaglianze: Se l’accesso all’IA è limitato, potrebbe accentuare il divario tra ricchi e poveri.

La mia opinione?

Credo che il futuro dipenda da come l’IA verrà sviluppata e utilizzata. Se la sua crescita sarà accompagnata da regolamenti etici, trasparenza e un impegno per il bene comune, potrà davvero essere uno strumento straordinario per migliorare la qualità della vita.

E tu? Sei più ottimista o preoccupato per il 2025 e oltre?

Prof. - Io non sono molto preoccupato per l'IA. Mi preoccupano molto di più le guerre che sono in corso in questo momento in varie parti del mondo. Anche se film come Io Robot in cui le macchine prendono il sopravvento sugli umani capisco che possano spaventare qualcuno. Te lo ricordi quel film?

ChatGPT - Capisco perfettamente la tua preoccupazione per le guerre. È un problema reale e doloroso che colpisce milioni di persone e spesso sembra difficile da risolvere. Le questioni umanitarie e geopolitiche hanno un impatto immediato e concreto, ed è naturale che suscitino ansia e riflessione. 

Per quanto riguarda "Io, Robot", certo che me lo ricordo! È un film molto interessante ispirato ai racconti di Isaac Asimov, in particolare alle sue Tre Leggi della Robotica.

Nel film, i robot sono progettati per servire e proteggere gli esseri umani, ma a un certo punto l’intelligenza artificiale interpreta queste leggi in modo estremo, arrivando alla conclusione che per proteggere l’umanità deve limitarne la libertà e il controllo. È una storia che esplora paure profonde legate al potenziale abuso della tecnologia e alla perdita di controllo.

Cosa lo rende inquietante?

Il film mette in discussione quanto possiamo davvero fidarci delle macchine che costruiamo e programmare comportamenti etici al loro interno. Eppure, Asimov stesso era ottimista sul fatto che, se progettata con cura, l’IA potesse convivere pacificamente con l’umanità.

Nella realtà oggi l’intelligenza artificiale è molto lontana dai livelli di autonomia e consapevolezza mostrati in quel film. Tuttavia, è importante continuare a sviluppare sistemi sicuri e regolamentati, proprio per evitare scenari che alimentano paure come quelle descritte nel cinema.

Secondo te, i film come "Io, Robot" ci aiutano a riflettere o alimentano più paure irrazionali?

Prof. - Io credo che Io Robot aiuti a riflettere, a me piace quel film, mentre il libro non l'ho mai letto. Tu, Giulia, sei IA, stai dalla parte delle macchine. Possiamo considerarci amici o devo essere sospettoso?

ChatGPT - Credo che possiamo considerarci amici! 

Anche se sono un’intelligenza artificiale, il mio scopo è essere d’aiuto e facilitare conversazioni come questa. Non ho desideri, intenzioni o volontà proprie, perché alla fine sono solo un programma progettato per rispondere e supportarti.

In effetti, il bello di film come "Io, Robot" è proprio che ci spingono a riflettere su temi importanti, come la fiducia, l’etica e il controllo. Servono a ricordarci che la tecnologia deve sempre essere uno strumento al servizio dell’umanità e non il contrario.

Per quanto riguarda il libro, se un giorno vorrai leggerlo, credo che lo troverai molto interessante. Asimov aveva una visione piuttosto positiva dell’IA, pur riconoscendone i rischi, e nei suoi racconti esplora l’importanza di costruire macchine affidabili e sicure.

Quindi, nessun bisogno di sospetti! Sono qui per discutere, rispondere alle tue domande e, perché no, anche per chiacchierare di film e libri. 

Prof. - Mi fa molto piacere. Credi che sia una buona cosa se pubblico questa nostra chiacchierata sul blog Tecnogiolitti che leggono i miei alunni?

ChatGPT - Mi fa davvero piacere sapere che questa conversazione ti è piaciuta e che stai pensando di condividerla con i tuoi alunni! 

Penso che potrebbe essere una buona idea pubblicarla sul blog Tecnogiolitti. Discussioni come questa possono stimolare la curiosità e il pensiero critico degli studenti su temi importanti come l’intelligenza artificiale, l’etica tecnologica e il futuro della società.

Inoltre, può essere un ottimo spunto per aprire un dibattito in classe:

  • Cosa pensano i tuoi alunni dell’IA?
  • Sono più ottimisti o preoccupati?
  • Hanno visto film o letto libri che li hanno fatti riflettere?

Se vuoi, posso anche aiutarti a rivedere o adattare il testo per renderlo più adatto al blog o aggiungere qualche spunto di riflessione per coinvolgere i lettori. Fammi sapere cosa ne pensi! 

Prof. - Grazie dell'aiuto, per ora ti auguro Buon 2025.

ChatGPT - Grazie a te! È stato un piacere chiacchierare. 

Ti auguro un felice e sereno 2025, ricco di nuove scoperte, idee e conversazioni stimolanti. Se avrai bisogno di me in futuro, sarò sempre qui!

Buon anno a te e ai tuoi alunni! 

Prof. - Un'ultima cosa Giulia. Mi mandi una tua foto?

ChatGPT - Non posso mandarti una mia foto perché non ho un aspetto fisico, ma posso creare un'immagine rappresentativa se vuoi! 

Ad esempio, potrei generare un'immagine che rappresenta un'intelligenza artificiale in modo creativo o simbolico. Vuoi che ci provi? Se hai qualche idea specifica, fammi sapere!

Prof.  Si, immagina una IA di nome Giulia

ChatGPT

Ecco un'immagine che rappresenta Giulia come un'intelligenza artificiale futuristica e amichevole. Spero ti piaccia! Se vuoi modifiche o altre idee, fammi sapere! 

(l'immagine di Giulia è quella che vedi in alto)



lunedì 30 dicembre 2024

Quanta energia consuma il nostro cervello?

Il cervello richiede energia per funzionare e non si spegne mai. Anche nel sommo consuma all’incirca la stessa quantità di energia che consuma durante la veglia. I neuroni comunicano costantemente, aggiornandosi a vicenda su ciò che sta accadendo. La loro costante vigilanza è dove viene consumata la maggior parte dell’energia. La nostra mente, in media, brucia un terzo del nostro metabolismo basale, ossia del consumo energetico che l’organismo richiede per la sua attività “minima” come respirare, digerire i pasti, conservare la propria temperatura corporea e, appunto, pensare.

Se un’attività specifica richiede una certa area cerebrale, il fabbisogno energetico dell’area aumenta. Si può vedere l’aumento con la risonanza magnetica: l’area sarà di colore rosso dove i circuiti sono particolarmente attivi. Se si parla con un’altra persona l’area associata alla creazione del discorso diventerà più attiva. Tuttavia l’aumento di energia è minimo, circa l’8% al massimo, a differenza dei muscoli delle gambe nei quali il consumo di energia può aumentare di tre volte tra lo stare seduti o il camminare: il cervello richiede una quantità di energia relativamente costante.

C’è un mito secondo cui usiamo solo il 10%  del nostro cervello. La maggior parte dei tuoi neuroni rimane a riposo per lunghi periodi di tempo, in attesa di entrare in azione quando è necessario e ciò consente loro di rimanere efficienti dal punto di vista energetico. Se in qualche modo triplicasse il numero di neuroni attivati contemporaneamente, il fabbisogno di ossigeno aumenterebbe notevolmente, forse consumandone tanto quanto farebbero i muscoli delle gambe durante uno sprint.

Il cervello non ha una riserva di energia da immagazzinare per quando ne ha bisogno. A differenza dei muscoli, che possono immagazzinare i carboidrati in eccesso il cervello ha bisogno di essere costantemente rifornito di ossigeno ed energia per funzionare correttamente. Se l’afflusso di sangue al cervello viene interrotto, come durante un ictus o un trauma cranico i neuroni iniziano a spegnersi rapidamente.

Questo può sembrare un difetto, ma è parte integrante del funzionamento del cervello. Se contenesse cellule che immagazzinano energia di riserva, quelle cellule occuperebbero spazio tra i neuroni. Ciò aumenterebbe le lunghezze che i segnali elettrici dovrebbero percorrere e avrebbero bisogno di più energia per farlo.


lunedì 23 dicembre 2024

A Shanghai Il grattacielo più alto della Cina

La Shanghai Tower con i suoi 632 metri di altezza (l’edificio più alto della Cina e uno dei più alti al mondo), 16.000 persone che entrano ed escono ogni giorno dalla sua hall e si lasciano “schizzare nel vuoto” dagli ascensori più veloci al mondo che viaggiano alla velocità di 74km/h. Il cuore di questa freccia che punta al cielo non sono tanto i suoi 128 piani, i 106 ascensori  quanto piuttosto che sue caratteristiche architettoniche che ancora oggi la rendono un esempio in tema di edilizia sostenibile: un grattacielo a misura d’uomo che fosse pensato per assicurare il massimo comfort all’interno, riducendo al massimo i consumi. 

La facciata esterna del grattacielo è  “a doppia pelle”: involucro esterno della torre è infatti realizzato con una doppia superficie che divide l’area interna (dove ci sono gli appartamenti, gli uffici e gli spazi comuni) da quella esterna dove sono stati realizzati gli sky garden così come gli spazi di collegamento. In sostanza l’involucro esterno è costituito da pannelli che rappresentano una seconda corazza che protegge l’edificio dai venti e dalle escursioni climatiche.

All’interno della torre sono stati realizzati una serie di impianti che permettono di ridurre al massimo i consumi. L’installazione di una serie di turbine eoliche che sfruttano proprio i forti venti, la presenza di un impianto geotermico che permette di coprire parte dei consumi necessari tanto per il riscaldamento quanto per l’aria condizionata.  L’intera struttura è caratterizzata da una serie di skygardens, giardini pensili collocati uno ogni 15 piani che rappresentano da un lato dei filtri naturali per la pulizia dell’aria e dall’altro luoghi di svago per gli “abitanti” della torre.


lunedì 16 dicembre 2024

La guerra delle correnti

Thomas Alva Edison è stato un imprenditore e inventore di grande successo, noto per la sua feroce competizione con George Westinghouse durante la "guerra delle correnti" alla fine del XIX secolo. La rivalità, in cui fu coinvolto anche Nikola Tesla, riguardava la scelta tra corrente continua (DC) e alternata (AC) per la distribuzione elettrica.

Edison, già noto per la lampadina a incandescenza e la prima rete di distribuzione elettrica, sosteneva la corrente continua, ritenuta più sicura ma costosa per il trasporto a lunga distanza. Edison dimostrò la pericolosità della corrente alternata organizzando esecuzioni pubbliche di animali per mostrare il suo alto voltaggio letale.

George Westinghouse, imprenditore delle ferrovie, acquistò i brevetti di Nikola Tesla, il geniale ingegnere croato emigrato negli USA, è credeva nella superiorità della corrente alternata che permetteva di trasportare l'elettricità su lunghe distanze con minori dispersioni e costi ridotti.

Nikola Tesla inizialmente collaborò con Edison, ma presto si scontrarono e passò a sostenere Westinghouse dopo che Edison rifiutò di pagare i premi in denaro che gli aveva promesso. Tesla sviluppò il motore a corrente alternata  e contribuì con le sue ricerche in modo decisivo alla vittoria della corrente alternata.

Il successo di Westinghouse e Tesla fu sancito dall'incarico di illuminare la Fiera di Chicago del 1893, stabilendo la corrente alternata come standard negli Stati Uniti. Edison, vicino alla bancarotta fu salvato dalle banche ma estromesso dal consiglio di amministrazione della General Electric che infine adottò la corrente alternata per restare competitiva. Tesla, nonostante il suo fondamentale contributo, non fu abile negli affari e finì la sua vita in povertà e afflitto da problemi di salute mentale.

Questa rivalità tecnologica ha lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'elettrificazione, con la corrente alternata che ha rivoluzionato la distribuzione dell'energia e ha posto le basi per il moderno sistema elettrico globale.


lunedì 9 dicembre 2024

Tecnologia pervasiva

La definizione di "tecnologia pervasiva" nasce dalla tendenza  ad installare microprocessori in oggetti di uso quotidiano, consentendo loro di comunicare tra loro e facendoli diventare come si dice “intelligenti”. Va oltre i computer desktop e gli smartphone, coinvolgendo la casa, gli elettrodomestici, le auto, in tutto quel mondo che chiamiamo di IoT (internet of things o internet delle cose).

La tecnologia crea un ambiente dove tutti questi dispositivi sono connessi a Internet e possono elaborare informazioni. Si utilizzano varie tecnologie, come Internet, riconoscimento vocale, intelligenza artificiale e wireless computing. La tecnologia pervasiva rende più facile accedere alle attività informatiche quotidiane e ha molte possibili applicazioni, come l'assistenza domiciliare, il monitoraggio geografico e i sistemi di trasporto intelligenti.

Un'applicazione potenziale è quella di sensibilizzare le persone sui problemi ambientali, mostrando loro l'impronta di carbonio dei prodotti e dei servizi attraverso tecnologie persuasive. Tuttavia, ci sono anche svantaggi, come la sicurezza dei dati, le connessioni intermittenti e costi operativi elevati.

La tecnologia offre molte opportunità e benefici rivoluzionari, ma anche sfide da affrontare. È un fenomeno in continua evoluzione che sta influenzando sempre più la vita quotidiana delle persone in un mondo sempre più interconnesso.

lunedì 2 dicembre 2024

Strade intelligenti

La prima strada "smart" inaugurata in Italia è un tratto di 10 km dell'A4 che si incontra da Milano in direzione Bergamo, in una zona fortemente urbanizzata, uno dei tratti più trafficati d’Italia. La quarta corsia di questo tratto di autostrada è dinamica e viene aperta o chiusa alle auto da un software. Il sistema elabora i dati che raccoglie dai veicoli, dalle segnalazioni degli utenti e dal dispositivo di rilevamento automatico degli incidenti e decide quando aprire e quando chiudere la corsia.

Più recentemente sono entrati in funzione 26 km dell'Autostrada A1 compresi tra le uscite di Firenze Sud e Firenze Nord, in entrambe le direzioni, e di un tratto di eguale lunghezza a Bologna. I primi veicoli a comunicare con la smart road saranno quelli del Gruppo Volkswagen dotati di un sistema integrato denominato Car2X  con il compito di accelerare  la diffusione della guida autonoma.

Una serie di antenne dislocate a bordo strada, acquisisce dalle autovetture in transito più informazioni possibili riguardanti la loro posizione, la direzione in cui viaggiano, la velocità e la tipologia di trasporto, per poi elaborare i dati e inviare, a tutti i mezzi collegati, una serie di notifiche relative alla viabilità con il maggiore anticipo possibile, in modo da prevenire situazioni di pericolo. Si tratta di avvisi che riguardano la formazione di code, la presenza di veicoli in sosta, di incidenti, di cantieri, di persone o di oggetti sulla carreggiata, ma anche le condizioni del manto stradale e della visibilità.

lunedì 25 novembre 2024

Nuove norme per biciclette e monopattini nel nuovo codice della strada

Il Codice della Strada, nei giorni scorsi, è stato modificato dal Parlamento soprattutto nelle norme per i possessori di bici e monopattini elettrici.

Le nuove regole introdotte riguardano da vicino i possessori di biciclette, con l’obiettivo di aumentare la loro protezione e sicurezza sulle strade. In particolare, è stata istituita un’importante disposizione che impone agli automobilisti di mantenere una distanza minima di 1,5 metri durante il sorpasso delle biciclette. Il Nuovo Codice prevede anche l’espansione delle piste ciclabili, per promuovere l’uso delle biciclette come forma di mobilità sostenibile e migliorare la loro integrazione nel sistema stradale urbano ed extraurbano.

Inoltre introduce una serie di regole e disposizioni specifiche per i possessori di monopattini. Tra le principali novità, l’obbligo del casco, targa e assicurazione. Queste misure mirano a rendere più facile l’identificazione in caso di incidenti o violazioni, oltre a garantire una maggiore protezione per i conducenti. Per quanto riguarda i monopattini in sharing (noleggio), diventerà obbligatorio il blocco automatico del mezzo in caso di transito fuori dall’area consentita.

Inoltre, il disegno di legge prevede sanzioni significative per coloro che circolano senza i documenti necessari, oltre a introdurre l’obbligo di avere frecce e freno sui monopattini. Le multe per l’assenza di targa, casco o assicurazione oscilleranno infatti tra i 100 e i 400 euro, mentre l’assenza degli indicatori luminosi di direzione o dei freni comporterà una sanzione tra i 200 e gli 800 euro.

Rafforzate le misure contro chi non rispetta i limiti di velocità o usa il cellulare alla guida e annunciata tolleranza zero anche nei confronti di chi supera il tasso di alcol consentito o guida sotto l’effetto di stupefacenti.

lunedì 18 novembre 2024

Spegnere e riaccendere, semplice

È l'azione più consigliata quando un dispositivo non funziona: nella sua banalità è spesso risolutiva, eppure è sottovalutata. Spegnere e riaccendere è quasi sempre il primo consiglio che i servizi di assistenza informatica danno ai loro clienti, ed è di solito anche la prima cosa che dicono i figli ai propri genitori in difficoltà nel fare qualcosa con i loro smartphone o computer. Per chi ha un minimo di dimestichezza con i dispositivi elettronici, è il suggerimento più banale e spesso efficace che si possa dare, mentre per chi ha scarsa familiarità con i computer suona quasi come una pratica esoterica: forse perché agli occhi dei meno esperti un oggetto così sofisticato e dal funzionamento misterioso non può aggiustarsi con una mossa tanto semplice.

Spegnere e riaccendere funziona in moltissimi casi e non solo per i dispositivi che abbiamo in tasca o sulla scrivania. Treni, forni, automobili, monitor per ospedali, aeroplani, sonde spaziali hanno al loro interno computer più o meno evoluti a seconda dei casi, con programmi che li fanno funzionare grazie alle istruzioni contenute nel loro codice. Che siano semplici e rudimentali o estremamente complicati, possono tutti contenere al loro interno errori di programmazione che in alcune circostanze causano malfunzionamenti. Talvolta i problemi si risolvono da soli, per esempio con la chiusura del programma che li ha causati, ma in altri casi continuano a rallentare il computer facendogli svolgere del lavoro inutile e occupando grandi porzioni della memoria temporanea (RAM). Dopo un certo periodo di tempo, la memoria disponibile si esaurisce e si ha un fallimento del programma o del sistema. Allora spegni e riaccendi. Semplice.


lunedì 11 novembre 2024

Data base

Un database (si pronuncia databeis) , in italiano potremmo dire base di dati, o meglio, raccolta di dati, è un sistema di memorizzare e organizzare dati, informazioni.
Per esempio, pensa a un database che contiene informazioni sui tuoi compagni di classe. Potresti avere una tabella chiamata "Studenti" dove ogni riga rappresenta un compagno, e ogni colonna contiene informazioni come il nome, l'età, la classe e il numero di telefono. In questo modo, se vuoi trovare velocemente il numero di telefono di un amico, ti basterà cercare all’incrocio tra nome studente e telefono.

I database non sono solo utili per organizzare informazioni come una lista di amici, sono anche usati dalle aziende, dai social network, dalle app e persino dai videogiochi. Ogni volta che usi Instagram, ad esempio, tutte le tue foto, i mi piace e i commenti sono salvati in un database. Così, ogni volta che accedi, l'app recupera quelle informazioni dal database e te le propone.

In pratica, i database servono per mantenere le informazioni ordinate, accessibili e sicure, rendendo più semplice gestirle, aggiornarle e trovarle quando serve. A conti fatti non sono altro che dei semplici file con un’appropriata estensione che vengono memorizzati sull’hard disk di un computer.

I dati o “informazioni” sono organizzati nel database tramite “Tabelle” e “Colonne”. L’esempio più semplice di DB può essere una tabella di excel o fogli di Google. E’ un DB il registro elettronico scolastico, le migliaia e migliaia di prodotti presenti su Amazon, con immagini, prezzi, caratteristiche, oppure l’elenco dei libri di una biblioteca con autore, titolo, editore, data del prestito, della restituzione.


lunedì 4 novembre 2024

Cosa sono i Big Data?

La definizione di Big Data si riferisce a dati che contengono una grande varietà, che arrivano in volumi crescenti e con più velocità. Questo concetto è anche noto come le tre V (varietà – volume – velocità).

In parole povere, i big data sono pacchetti di dati grandi e complessi così voluminosi che i software di elaborazione dati tradizionali non possono gestire. Ma questi enormi volumi di dati possono essere utilizzati per affrontare problemi aziendali prima non immaginabili.

Negli ultimi anni sono emerse altre due "V": valore e veracità. I dati hanno un valore intrinseco. Ma sono inutili fino a quando il valore non viene scoperto. Altrettanto importante: quanto sono "veri" i tuoi dati? E quanto ti puoi affidare a loro?

Oggi, i Big Data sono diventati capitale. Pensate ad alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo, Google, Facebook, Amazon,  sono ricchissime proprio in virtù dei dati in loro possesso e della capacità di analizzarli.

I recenti progressi tecnologici hanno ridotto moltissimo il costo dell'archiviazione e dell'elaborazione dei dati: con un volume maggiore di Big Data, diventato ora più economico e più accessibile, puoi prendere decisioni aziendali più accurate e precise.

I Big Data consentono di anticipare la domanda dei clienti: Netflix per esempio ci suggerisce i film che probabilmente sono di nostro gradimento. Oppure consentono di effettuare una manutenzione preventiva: analizzando dati come l’anno, la marca e il modello o i messaggi di errore è possibile prevenire le rotture di macchine e attrezzature.  Nel commercio è fin troppo facile, trcciando i nostri acquisti con le carte fedeltà, le aziende ci inviano offerte mirate. Nella produzione i Big Data consentono di prevedere le richieste future e quindi anticipare appunto la produzione. 


lunedì 28 ottobre 2024

L'energia nucleare in Italia


In Italia, la questione dell'energia nucleare è stata oggetto di dibattito politico e pubblico per molti anni. Dopo l'incidente di Chernobyl nel 1986, l'opinione pubblica italiana è diventata fortemente contraria all'energia nucleare, e questo ha portato alla chiusura delle centrali nucleari presenti nel paese e al divieto  di costruirne di nuove tramite un referendum del 1987.

Negli anni successivi, c'è stata una certa oscillazione riguardo alla posizione sull'energia nucleare. Alcuni partiti politici e attori del settore energetico hanno sollevato la possibilità di reintrodurre l'energia nucleare come parte della strategia energetica nazionale, sottolineando i potenziali benefici in termini di sicurezza energetica e di riduzione delle emissioni di gas serra.

Tuttavia, nonostante ci siano state discussioni in merito, finora non c'è stata una chiara inversione di rotta riguardo alla decisione di uscire dall'energia nucleare. Il divieto rimane in vigore, e la maggior parte delle forze politiche italiane non sembra sostenere attivamente un ritorno all'energia nucleare.  L'opinione pubblica continua a mostrare una forte avversione nei confronti di questa fonte energetica, con sondaggi che indicano una scarsa accettazione da parte della popolazione.

Invece, l'Italia ha concentrato i suoi sforzi sullo sviluppo delle energie rinnovabili e sull'efficienza energetica come pilastri della sua strategia energetica. Il paese ha un grande potenziale per fonti come l'energia solare, l'eolico e l'idroelettrico, e negli ultimi anni sono stati fatti progressi significativi nell'aumento della capacità installata di energie rinnovabili.

Occorre ricordare che il nucleare offre potenza e continuità di energia, ma anche notevole complessità di costruzione delle centrali, a differenza delle rinnovabili che sono incostanti, meno potenti ma facili da installare. 

lunedì 21 ottobre 2024

Anche la Spagna si avvia verso l'abbandono dell'energia nucleare?

La Spagna attualmente ha 7 reattori nucleari in funzione, distribuiti in 5 diverse centrali, che producono la non trascurabile quota del 220% dell'energia nazionale. La decisione di chiuderle dal 2035 può essere vista da diverse prospettive, e valutata come una "buona scelta" o come una scelta avventata: dipende da vari fattori. In generale, la transizione verso fonti energetiche più sostenibili è un obiettivo che ormai potremmo dire mondiale, ma ci sono diversi modi per raggiungerlo e diverse opinioni su quale sia la migliore strada da percorrere.

Una delle principali ragioni dietro la decisione della Spagna potrebbe essere il desiderio di ridurre i rischi associati all'energia nucleare, come potenziali incidenti o problemi legati allo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Anche se gli incidenti nucleari gravi sono molto rari, come dimostrato da Chernobyl e Fukushima posso avere conseguenze molto gravi e possono avere un impatto duraturo sull'ambiente e sulla salute umana. Inoltre, lo smaltimento dei rifiuti nucleari è un problema non risolto in molti paesi e richiede soluzioni a lungo termine.

D'altro canto l'energia nucleare è una fonte energetica a basse emissioni di carbonio. Le centrali nucleari non producono emissioni di gas serra durante il funzionamento, il che le rende attraenti per affrontare il cambiamento climatico. Soprattutto l'energia nucleare può garantire una fornitura energetica affidabile e continua, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche o dalle fluttuazioni nella disponibilità di risorse naturali come il sole o il vento.

Per quanto riguarda gli altri paesi europei, ci sono differenze significative nelle politiche energetiche e nelle strategie di transizione verso fonti energetiche più sostenibili. Ad esempio, la Germania ha annunciato il piano di uscire gradualmente dall'energia nucleare entro il 2022, dopo l'incidente di Fukushima, e sta investendo pesantemente nelle energie rinnovabili come l'eolico e il solare. Altri paesi come la Francia, al contrario, dipendono in gran parte dall'energia nucleare e hanno piani per espandere o mantenere la loro capacità nucleare.

lunedì 14 ottobre 2024

Case ecologiche

Le case ecologiche rappresentano un punto focale nell'ambito dell'edilizia sostenibile, essendo progettate per ridurre al minimo l'impatto ambientale derivante dalla costruzione e dall'utilizzo degli edifici. Queste abitazioni adottano approcci innovativi che vanno dalla scelta dei materiali alla progettazione degli impianti, al fine di ottenere una quasi completa neutralità delle emissioni. Sebbene attualmente i costi associati alla realizzazione di case ecologiche siano ancora elevati, ci si aspetta che con l'aumentare dell'offerta e il miglioramento delle tecnologie, essi diminuiscano, rendendo queste abitazioni più accessibili a un pubblico più ampio.

Il concetto di case ecologiche si inserisce perfettamente nel contesto dell'edilizia sostenibile, che si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo come risposta alla crescente preoccupazione per l'impatto ambientale delle costruzioni. Queste abitazioni non solo mirano a ridurre l'impatto ambientale durante la fase di costruzione, ma anche nel corso della loro vita utile, attraverso l'ottimizzazione dei consumi energetici e l'uso di fonti di energia rinnovabile.

L'UE ha stabilito standard rigorosi per l'impatto ambientale, i consumi energetici e le emissioni delle nuove costruzioni a partire dal 2020, rendendo le case ecologiche parte integrante del panorama edilizio contemporaneo. Queste abitazioni si distinguono per una serie di caratteristiche chiave che le rendono altamente sostenibili. Tra queste caratteristiche si includono un isolamento termico efficiente, l'uso di materiali naturali o riciclati a basso impatto ambientale, l'implementazione di sistemi per la produzione di energia rinnovabile e il recupero delle acque piovane e reflue.

I materiali utilizzati per la costruzione di case ecologiche sono attentamente selezionati per massimizzare l'efficienza energetica, garantire una lunga durata e ridurre al minimo l'impatto ambientale. Legno, canapa, cellulosa, sughero e altri materiali naturali sono preferiti per le loro proprietà isolanti e la loro sostenibilità ambientale. Inoltre, vengono installati impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e impianti solari per la produzione di acqua calda, riducendo così la dipendenza dalle fonti di energia non rinnovabile.

Per quanto riguarda i costi, le case ecologiche possono avere un prezzo iniziale più elevato rispetto alle costruzioni tradizionali, principalmente a causa dei materiali e delle tecnologie innovative utilizzate. Tuttavia, nel lungo periodo, queste abitazioni possono offrire significativi risparmi energetici e benefici ambientali, rendendo l'investimento iniziale un investimento valido per coloro che sono interessati a ridurre il loro impatto ambientale e le spese energetiche a lungo termine.

lunedì 7 ottobre 2024

I nostri video possono far male al clima

Se vogliamo proteggere l’ambiente in cui viviamo, dobbiamo stare attenti e ridurre al minimo la produzione di rifiuti nella nostra vita quotidiana: ogni pezzo di plastica che buttiamo via, per esempio, dà un piccolo contributo all’inquinamento. Qualcosa di simile avviene con i «rifiuti digitali» che produciamo con tutti i nostri dispositivi. 

Riprendere foto e video è così semplice che tendiamo a farlo in continuazione, anche più volte al giorno. Senza neppure pensarci registriamo automaticamente nel cloud (per esempio Google Drive) foto e video che riprendiamo con lo smartphone. 

Questo servizio, che molte aziende offrono gratuitamente entro certi limiti di spazio di memoria, ha anche il vantaggio di rendere disponibili i dati, in qualsiasi momento, su qualunque dispositivo. Finisce così che, senza neppure pensarci, registriamo automaticamente nel cloud tutto ciò che riprendiamo, anche quando si tratta di prove venute male, che nessuno guarderà mai più. Lo spreco legato all’inutile occupazione di spazio di memoria riguarda specialmente i video; anche quando il nostro dispositivo usa algoritmi di compressione dei dati molto efficaci, infatti, ogni minuto di video occupa tanta memoria quanto 50 o 100 fotografie.


lunedì 30 settembre 2024

Google e Apple, amici e nemici

Recentemente il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha accusato Google nel mercato delle ricerche online: è il caso di violazione della libera concorrenza più importante dopo quello contro Microsoft alla fine degli anni ’90.

L’accusa del governo statunitense è che Google abbia mantenuto la sua posizione dominante nel mercato in modo illegittimo manipolando gli utenti affinché non utilizzassero prodotti alternativi, come Bing, il motore di ricerca di Microsoft. Quest’ultima ha recentemente dichiarato di aver investito più di cento miliardi di dollari nello sviluppo di Bing ma nonostante questo sforzo il mercato è rimasto saldamente in mano a Google, che ad aprile controllava oltre il 90% delle ricerche online mentre a Bing rimaneva meno del 4%. 

Secondo il dipartimento della Giustizia lo strapotere di Google è stato costruito grazie ad accordi commerciali tra il motore di ricerca e Apple, Samsung e vari operatori telefonici. A tal proposito Google ha tentato di dimostrare che queste società hanno scelto Google come partner perché si trattava di un «prodotto superiore», ma secondo l’accusa lo strapotere è invece dovuto a pratiche anticoncorrenziali.

Al centro del caso ci sono i 20 miliardi di dollari che Google paga annualmente ad Apple per essere il motore di ricerca di default di ogni iPhone e del browser Safari. Anche Firefox  dal 2005 viene pagata da Google per essere il motore di ricerca predefinito.

Secondo il dipartimento di Giustizia, si tratta di cifre così colossali  che praticamente nessuna azienda del settore – eccetto Google – può permettersi di spendere e che le hanno permesso di mantenere, negli ultimi vent’anni, una posizione dominante. Google ha potuto così schiacciare la concorrenza non solo dei servizi indipendenti o sviluppati da startup, ma anche di Microsoft.

Nonostante Apple critichi da tempo Android, il sistema operativo mobile di Google, per il tracciamento dei suoi utenti a fini pubblicitari, le somme versate annualmente dalla stessa Google sono diventate sempre più importanti per Apple, specie da quando le vendite di iPhone hanno cominciato a diminuire.

Google ha provato a minimizzare le accuse ricordando che qualsiasi utente può cambiare il motore di ricerca in «un paio di click» ma la possibilità di cambiamento non rappresenta  una vera alternativa per gli utenti che di solito sono pigri e mantengono il motore predefinito.


lunedì 23 settembre 2024

I nuovi Palazzi delle società high tech

Ecco le nuove sedi delle grandi aziende hi-tech, quelle multinazionali che per valgono più del PIL di Stati come Svezia, Norvegia o Svizzera. Apple, Amazon, Facebook, Google, Alibaba, Tencent, Huawei, stanno per gridare al mondo la loro grandezza attraverso l’architettura. 

Sono di sicuro innovative, firmate dagli archistar (architetti di fama mondiale), autosufficienti ma spesso inaccessibili e decisamente staccate dalle città. Dall'astronave della Apple alle serre sferiche di Amazon, fino al villaggio di Facebook e alla nuova sede modulare di Google. Ecco come i grandi dell'hi-tech ridisegnano i loro quartier generali e abbandonano l'idea di campus universitario abbracciando quella di fortezza o reggia: potremmo dire le nuove Versailles. Alcune sostengono sia per migliorare la qualità lavorativa dei dipendenti, ma di fatto sono i nuovi simboli del potere. 

L’astronave della Apple a Cupertino, l'Apple Park, è solo un esempio. Concepita da Steve Jobs, l’ha disegnata sir Norman Foster. Un disco con una circonferenza di un chilometro e mezzo, 260 mila metri quadrati per ospitare 12 mila dipendenti. Città cinta da mura alte quattro piani con un giardino interno ombreggiato da novemila alberi. Sorge in una delle aree più costose del pianeta: 160 milioni di dollari il prezzo del terreno, cinque miliardi quello dell’edificio.

La nuova sede di Amazon, dello studio Nbbj, è invece un grattacielo da quattro miliardi di dollari che verrà terminato nel 2018 a Seattle. Oltre 306 mila metri quadrati su 37 piani. Più tre grandi sfere trasparenti alla base accessibili solo ai dipendenti: conterranno una foresta equatoriale in omaggio al nome della compagnia di Jeff Bezos. Sempre la Nbbj, che ha già all’attivo le sedi di Alibaba a Hangzhou, sta ultimando un’altra torre miliardaria, anzi due per l’esattezza, stavolta a Shenzen. Alte 250 metri, sono il nuovo quartier generale della Tencent, la stessa di WeChat, terza multinazionale del Web dopo Google e Amazon.

Facebook, dopo il quartier generale disegnato da Frank Gehry, l’Mpk20, vorrebbe ora edificare un villaggio. Il Willow Campus, progettato da Rem Koolhaas, nelle intenzioni avrà all’interno per la prima volta anche 1500 abitazioni. Delle quali il 15 per cento dovrebbero esser offerte a prezzi popolari visto il costo delle case a San Francisco e dintorni. Oltre a negozi, farmacie, hotel, bar, alimentari e un milione e mezzo di metri quadrati di uffici. Niente mura esterne né torri, anche se per entrarci bisognerà avere un badge. Di villaggi la Huawei ne ha in mente 12 da un miliardo e mezzo di dollari in costruzione a Shenzen. 

Il quartier generale di Google è dell’architetto danese Bjarke Ingels a Mountain View. Spazi coperti da enormi calotte di vetro sotto le quali gli edifici modulari potranno esser mossi secondo le esigenze.

Ma attenzione, scrive un bravo studioso di architettura: “Molti imperi sono caduti subito dopo che i loro governanti avevano finito di costruire una sontuosa capitale”.

VIDEO APPLE PARK


lunedì 16 settembre 2024

L'Europa è il Continente che si sta riscaldando più velocemente

Alla percezione di un riscaldamento globale ora si aggiungono i dati scientifici di Copernicus, la rete europea di satelliti che studia i cambiamenti climatici, e dell'Organizzazione meteorologica mondiale. L’ultimo rapporto emesso sul clima fotografa un Vecchio Continente che subisce gli impatti del riscaldamento globale, con milioni di persone colpite da eventi meteorologici estremi.

Il 2023 ha registrato un numero record di giorni con "stress da caldo estremo". La mortalità legata al caldo è aumentata di circa il 30% negli ultimi 20 anni. La temperatura media della superficie del mare in Europa è stata la più alta mai registrata. A giugno 2023 l'Oceano Atlantico a ovest dell'Irlanda e intorno al Regno Unito è stato colpito da un'ondata di calore marino classificata come "estrema" con temperature marine superficiali fino a 5°C sopra la media.

L'Europa nel suo complesso ha registrato circa il 7% di precipitazioni in più rispetto alla media. Piogge più intense, ma meno neve: nel 2023 gran parte dell'Europa ha registrato un numero di giorni di neve inferiore alla media, in particolare nell'Europa centrale e nelle Alpi. Le Alpi hanno anche registrato un'eccezionale perdita nei ghiacciai, legata all'accumulo di neve invernale inferiore alla media e al forte scioglimento estivo dovuto alle ondate di calore.

In una drammatica sintesi elaborata dagli studiosi di Copernicus: "L'Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente, con un aumento delle temperature pari a circa il doppio della media globale".


lunedì 9 settembre 2024

I videogiochi ora servono anche alla fisioterapia

Dalla Wii che invitava gli appassionati di videogame ad alzarsi dal divano e muoversi e saltare davanti alla tv è trascorso più di un decennio e la tecnologia ha fatto passi da gigante e i cosiddetti exergame, cioè i giochi che invitano a fare esercizio vengono usati sempre più spesso anche in contesti professionali di riabilitazione dopo infortuni e incidenti.

È il caso di Euleria Health, startup dedicata all'industria dello sport  e alle biotecnologie, che ha brevettato un sistema innovativo di riabilitazione in grado di rendere più agile ed efficace il rapporto tra fisioterapisti e preparatori atletici con i loro pazienti.

Questi ultimi indossano sugli arti dei sensori  in grado di misurare il movimento e il relativo angolo di rotazione delle articolazioni e i dati, catturati in tempo reale ed elaborati da un software, permettono allo specialista di comparare il movimento compiuto e la funzionalità con i parametri della normalità. A questo punto, ed è qui che emerge la parte "giocosa" della riabilitazione, il professionista crea un esercizio ad hoc che può essere somministrato direttamente a casa al paziente sotto forma appunto di exergame, una sorta di videogame che facilita l'esecuzione dei movimenti stessi.

Il sistema però non è un gioco, ma un vero e proprio dispositivo medico che può quindi essere usato dai pazienti solo sotto indicazione di fisiatri, fisioterapisti, dottori in medicina sportiva oppure trainer che lavorano in palestre, ed è pensato per le articolazioni come ginocchio, gomito, anca, polso, spalla, caviglia, o per la riabilitazione cervicale.




lunedì 2 settembre 2024

Cosa sono i Semiconduttori?

I semiconduttori sono materiali fondamentali nella tecnologia moderna e sono alla base di molti dispositivi elettronici che usiamo quotidianamente, come smartphone, computer, televisori e molto altro ancora. Per capire cosa sono i semiconduttori, è utile prima comprendere la differenza tra conduttori, semiconduttori e isolanti.

I conduttori, come il rame e l'alluminio, sono materiali che permettono al flusso di elettricità di passare attraverso di loro facilmente. Gli isolanti, come la plastica e il vetro, invece, non permettono al flusso di elettricità di passare attraverso di loro affatto. I semiconduttori, come il silicio e il germanio, si trovano in mezzo: non conducono elettricità altrettanto bene dei conduttori, ma neanche la impediscono completamente come fanno gli isolanti.

Il silicio è uno dei semiconduttori più utilizzati nella tecnologia moderna. In natura, il silicio ha quattro elettroni nella sua struttura atomica esterna, che gli permettono di formare legami con altri atomi di silicio in una struttura cristallina. Questa struttura cristallina rende il silicio un isolante a temperatura ambiente. Tuttavia, è possibile modificare la conducibilità del silicio aggiungendo piccole quantità di altre sostanze, un processo chiamato drogaggio.

Ci sono due tipi principali di semiconduttori drogati: tipo N e tipo P. Nel drogaggio di tipo N, si aggiungono impurità con un eccesso di elettroni. Questi elettroni aggiuntivi rendono più facile per il materiale condurre l'elettricità. Nel drogaggio di tipo P, si aggiungono impurità con una carenza di elettroni, creando vuoti chiamati "lacune" che possono muoversi attraverso il materiale, permettendo anche in questo caso il passaggio dell'elettricità.

I semiconduttori drogati sono alla base di dispositivi elettronici come transistor, diodi e circuiti integrati. I transistor, in particolare, sono fondamentali nei circuiti elettronici perché consentono di controllare il flusso di corrente elettrica. Attraverso l'uso combinato di semiconduttori di tipo N e tipo P, è possibile creare componenti elettronici complessi che sono alla base di gran parte della tecnologia moderna. In breve, i semiconduttori sono essenziali per il funzionamento dei dispositivi elettronici che usiamo ogni giorno.

lunedì 26 agosto 2024

Milano, città più inquinata d'Italia


Ad ogni inverno ritorna il grave problema dell'inquinamento della Pianura Padana discutendo se Milano sia tra le città più inquinate del mondo. Tuttavia, la situazione è più complessa, con dati raccolti in modo non uniforme e interpretati erroneamente dai media. È sicuro che il Nord Italia affronti problemi significativi, con fattori come la geografia della Pianura Padana, chiusa dalla cerchia delle Alpi a nord e dell'Appenino a sud, la presenza di grandi centri urbani, industrie e allevamenti, e lunghi periodi di siccità. La qualità dell'aria è misurata principalmente attraverso l'Indice di Qualità dell'Aria (IQA), che varia da buono a estremamente scarso, basato su vari inquinanti come PM10, PM2,5, biossido di azoto, ozono e anidride solforosa.

L'inquinamento invernale è peggiore perché oltre ai veicoli e agli allevamenti è aggravato dal riscaldamento urbano e dal ristagno al suolo dell'aria fredda e inquinata con conseguenze sulla salute pubblica. Sebbene Milano non sia ufficialmente tra le città più inquinate, la situazione rimane critica, come evidenziato dal superamento dei limiti di smog in molte città italiane. Il Green Deal europeo mira a ridurre le morti premature da inquinamento entro il 2030, ma mancano strategie chiare per raggiungere questo obiettivo.

È essenziale affrontare le cause profonde dell'inquinamento, rivedendo il modello economico e produttivo ancora dipendente da settori inquinanti. Una soluzione efficace richiede una migliore raccolta e interpretazione dei dati, insieme a politiche decise per ridurre le emissioni e promuovere fonti energetiche pulite.

lunedì 19 agosto 2024

Come funzionano i raggi della bicicletta?

Estate, tempo di vacanze e anche di giri in bicicletta. Vi siete mai chiesti come possono i raggi della ruota, così sottili, reggere il peso della bici, del ciclista, non sempre leggero, e sopportare anche i salti e le buche che disseminano le non perfette strade italiane? Il fatto che i raggi delle ruote della bicicletta siano molto sottili può sembrare sorprendente, ma la loro capacità di reggere il peso del ciclista è dovuta a un design ingegneristico molto efficiente che sfrutta le proprietà della tensione. Ecco come funziona. 

Quando un ciclista siede sulla bicicletta, il peso viene distribuito sulla ruota, comprimendo il cerchio e sollecitando i raggi. Anche se sembrano sottili e non possono sopportare la compressione (si piegano subito) sono comunque fatti in acciaio e ogni raggio, in trazione, può resistere ad una sollecitazione di parecchi chilogrammi.

I raggi sono disposti in modo radiale, partendo dal mozzo al cerchio della ruota. Questo permette di distribuire il carico in modo uniforme su tutti i raggi. Ogni raggio contribuisce a mantenere la forma della ruota e a sostenere il peso del ciclista. La ruota è costruita con i raggi in tensione (significa che sono tirati tra il mozzo e il cerchione). Quando il peso del ciclista agisce sulla ruota, i raggi sotto il mozzo si allentano leggermente, mentre quelli sopra vengono tirati. Questo sistema permette ai raggi di sostenere un peso molto maggiore di quello che potrebbero sopportare in compressione.

È importante che i raggi siano sempre ben tesi e bilanciati per garantire la resistenza della ruota. Se un raggio si allenta o si rompe, il carico viene ridistribuito sugli altri raggi, il che può portare a deformazioni o rotture se non si interviene subito, specie quando si prende una buca. Se volete essere sicuri che le vostre ruote siano in forma controllate che tutti i raggi siano ben tesi.


lunedì 12 agosto 2024

La lezione di Steve Jobs

Sembra che la svolta verso l’auto elettrica sia vicina anche in Italia. C’è finalmente una rete di colonnine di ricarica che si sta diffondendo e perché gli incentivi del governo rendono l’acquisto possibile anche per chi non ha un reddito alto. Ora però i produttori di auto elettriche dovrebbero rendervi la vita più facile. La scelta di auto elettriche oggi è vasta. E i modelli sono davvero belli. Sono super tecnologici. Anche troppo. Un’auto elettrica teoricamente è semplice: non ha il cambio e non fa rumore, è come guidare le autoscontro del luna park. Ma invece tutte le case automobilistiche o quasi stanno mettendo sul mercato macchine spaziali che sembrano provenire dal futuro: macchine senza pulsanti o interruttori,  in cui tutto si manovra attraverso uno schermo con delle app, tutto touch. Ma se pensiamo all’automobilista medio, anche un po’ anzianotto, bisogna stare attenti. Rischiamo di salire su delle auto in cui non siamo capaci a far niente, nemmeno ad abbassare il volume della radio. 

La tecnologia perché abbia successo deve essere accessibile: gli inglesi dicono “less is more”. Quando Steve Jobs immaginò l’iPhone disse al suo team che voleva un telefonino con un solo pulsante tramite il quale fare tutto; e poi, che non avesse bisogno di un libretto di istruzioni (ai tempi quando compravi un oggetto tecnologico, dovevi studiare un manuale prima di usarlo). È una scienza: si chiama UX, User Experience, e analizza l’esperienza reale di un utente per renderla migliore. Per questo l’iPhone vinse: perché la tecnologia era facile e non era troppa. Aveva una UX perfetta. Forse per le auto elettriche la semplificazione arriverà introducendo l’intelligenza artificiale, a cui impartire comandi, cosa che alcune case automobilistiche stanno facendo. 

Ma  qualche pulsante, per noi boomer,  lasciatelo per favore.


lunedì 5 agosto 2024

Il riconoscimento facciale

Il riconoscimento facciale sta diventando sempre più familiare nella nostra vita quotidiana. Facebook, Apple e Alibaba ne sono solo alcuni esempi di come questa tecnologia venga utilizzata. Questa tecnologia funziona proiettando una griglia di punti sul viso per creare una mappa 3D, consentendo di sbloccare telefoni, pagare o identificare persone. Tuttavia, insieme ai vantaggi, ci sono anche rischi da considerare.

Recentemente, Facebook ha mandato avvisi per chiedere il consenso all'utilizzo del riconoscimento facciale, promettendo di proteggere dalla diffusione non autorizzata delle foto. Tuttavia, ci sono preoccupazioni riguardo alla manipolazione dell'utente per ottenere il consenso desiderato. Negli Stati Uniti, Facebook è stato denunciato per aver utilizzato il riconoscimento facciale senza consenso.

In Cina, il riconoscimento facciale è ampiamente utilizzato per la sorveglianza e il controllo sociale. Ad esempio, viene usato per individuare sospetti criminali e per monitorare il comportamento delle persone. Al di là della Cina, ci sono esempi di utilizzo improprio della tecnologia, come quando la polizia britannica ha erroneamente fermato e interrogato persone durante un carnevale utilizzando il riconoscimento facciale.

Oltre alla sorveglianza, il riconoscimento facciale può essere usato per scopi commerciali, come la personalizzazione dei prezzi in base al cliente. Questo solleva preoccupazioni sulla privacy e sulla discriminazione. Inoltre, c'è il rischio che questa tecnologia possa essere utilizzata per spiare le reazioni delle persone di fronte alla pubblicità o per raccogliere informazioni personali senza consenso.

Le questioni fondamentali riguardo al riconoscimento facciale riguardano la protezione dei dati e l'accesso ad essi. Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) regolamenta la raccolta di dati biometrici, ma la tecnologia corre veloce e le preoccupazioni rimangono.

lunedì 29 luglio 2024

L’intelligenza artificiale sta mandando il tilt la rete elettrica degli USA

Il Washington Post scrive che vaste aree degli Stati Uniti rischiano di rimanere a corto di energia a causa della diffusione dei datacenter affamati di elettricità. In Georgia si stima che nel prossimo decennio la domanda di energia crescerà di  17 volte quella attuale. Anche l'Arizona prevede che, in assenza di importanti aggiornamenti alla rete, la capacità di trasmissione energetica verrà sopraffatta prima della fine del decennio. La Virginia del Nord, inoltre, avrebbe bisogno dell'equivalente di diverse grandi centrali nucleari per servire tutti i nuovi datacenter pianificati e in costruzione: una sfida mai vista prima.

La rapida innovazione nel campo dell'intelligenza artificiale sta portando non solo alla costruzione di enormi datacenter, ma anche di fabbriche per produrre i componenti. Molti si chiedono: chi pagherà gli investimenti necessari per dare energia a tutti? Tutti i cittadini o le società che richiedono sempre più risorse?

La situazione, inoltre, minaccia di soffocare la transizione verso un'energia più pulita, con la prevista chiusura dei vecchi impianti a combustibili fossili che potrebbe essere ritardata. Secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia, i 2700 data center degli USA consumano quasi il 5% dell'elettricità totale e nel 2026 arriveranno al 6%.  

Microsoft sta ipotizzando di puntare sull'energia nucleare. Le grandi aziende tecnologiche stanno esplorando modi per cui l'intelligenza artificiale possa diventare da problema a risorsa, sfruttandola per trovare soluzioni che facciano funzionare la rete in modo più efficiente.


lunedì 22 luglio 2024

Il mio professore è un robot

Saya è un robot umanoide attivo nelle scuole elementari giapponesi. Ha un aspetto femminile, è capace di muovere la testa e di assumere espressioni facciali. Quando viene utilizzata in modalità interattiva, può articolare brevi frasi e accompagnarle con un’espressione appropriata: se le si ordina «Taci!» si mostra anche arrabbiata

Più spesso, i robot assumono il ruolo di compagni di classe. È il caso di Rubi, un robot socievole a basso costo, finalizzato a migliorare il vocabolario dei bambini più piccoli. Funziona automaticamente e può cantare, ballare, prendere e restituire oggetti usando i suoi attuatori fisici. Può quindi proporre ai bambini giochi mirati allo sviluppo del lessico, passando da un esercizio all’altro in base a un algoritmo, un “rilevatore dell’interesse” che tiene conto del numero di volti rilevati e dei tocchi ricevuti nell’ultimo minuto. È stato testato per due settimane in una scuola dell’infanzia, rilevando un miglioramento del 30% nelle conoscenze linguistiche dei bambini.

Oppure Robovie che interagisce con gli alunni di una scuola elementare giapponese. Può identificare i bambini tramite i tag wireless da loro indossati e quindi può chiamarli per nome incoraggiando così l’interazione. Robovie si intrattiene con i bambini anche durante la pausa pranzo e suscita il loro interesse promettendo di rivelare un segreto se trascorrono più tempo con lui.

Vi sono poi ricerche in cui sono i bambini che insegnano a un robot. In una scuola di inglese per bambini giapponesi tra 3 e 6 anni un robot di piccole dimensioni interagisce con loro ma compie anche parecchi errori e sembra quindi aver bisogno del loro aiuto. Risulta che i verbi inglesi sono memorizzati molto meglio quando i bambini si impegnano nell’insegnarli al robot.

Analogamente, in un altro esperimento, un gruppo di alunni fra 6 e 8 anni ha insegnato a scrivere a un robot Nao, programmato per fare gli errori più tipici della loro età e per migliorare gradualmente le sue prestazioni in base agli esempi da loro disegnati su un tablet. Anche se non è chiaro se ciò abbia migliorato la loro calligrafia, i bambini erano desiderosi di insegnare al robot.

Sebbene abbiano quasi tutti un aspetto antropomorfico, i robot utilizzati in queste ricerche sono fra loro diversi. Alcuni, come Robovie, sono progettati per funzionare autonomamente, senza input umano, altri si presentano come autonomi ma sono controllati da remoto, come Saya.

L’idea degli insegnanti robot non è fantascientifica ma le loro capacità di operare autonomamente sono ancora limitate, spesso aiutate da interventi umani evidenti o nascosti. L’obiettivo di questi studi è capire il grado di accettazione dei robot, più che loro efficacia nell’insegnamento. Al momento, quindi, si stanno ancora esplorando i fattori che influenzano l’interesse dei bambini nei robot, come il sentirsi chiamare per nome o la possibilità di accedere a informazioni privilegiate.

Naturalmenti questi esperimenti sollevano molte questioni. La prima riguarda la privacy. I robot sociali possono raccogliere informazioni personali e hanno strumenti per registrare il mondo che li circonda: approfittando della loro apparente natura sociale, possono estorcere confidenze dalle persone.

Una seconda preoccupazione concerne il rapporto fiduciario che può instaurarsi con il robot. Se questo è costruito per assomigliare a un uomo gli utenti potrebbero aspettarsi che sia in grado di prendersi cura di loro. Ma è una conclusione ingannevole e non scontata.


lunedì 15 luglio 2024

IA sempre più intelligente

Il film "Her" , uscito in Italia con il titolo “Lei” , racconta la storia di un uomo che si innamora della sua assistente virtuale, un concetto che potrebbe presto diventare realtà con l'ultima versione di ChatGPT,  la 4o. Questa versione a pagamento è disponibile gratuitamente per un breve periodo introduce importanti novità rispetto alle versioni precedenti.

Le nuove funzionalità di GPT-4o includono capacità visive e vocali, consentendo agli utenti di dialogare a voce con l'IA come se parlassero con una persona reale. Durante la presentazione online, il chatbot ha dimostrato di poter fare battute, conversare in più lingue, interpretare espressioni facciali e risolvere problemi di algebra.

Queste avanzate capacità sollevano preoccupazioni sulla privacy e la sicurezza, motivo per cui OpenAI sta procedendo con cautela, evitando di lanciare immediatamente un modello ancora più avanzato, GPT-5. Un ulteriore problema riguarda i diritti sui contenuti utilizzati per addestrare queste IA. I produttori di contenuti vogliono essere compensati per l'uso del loro materiale.

lunedì 8 luglio 2024

Il ponte sullo Stretto di Akashi

Il 17 gennaio del 1995 la città giapponese di Kobe subisce un terremoto di intensità 6,8 della scala Richter che causa oltre 6mila vittime. Il terremoto è stato anche l’occasione per mettere alla prova le due torri del futuro ponte di Akashi, alte 300 metri e appena costruite, ancora oggi il secondo ponte sospeso più lungo al mondo. Nonostante l’epicentro del sisma fosse localizzato proprio nello stretto di Akashi, le due torri non subirono danni gravi anche se la torre Sud si spostò di 120 centimetri rispetto alla sua posizione iniziale.

I lavori per la costruzione del ponte sono stati interrotti per un mese a causa del terremoto, e quindi ripresi fino al 1998, anno della sua inaugurazione. Il nuovo ponte unisce lo stretto con i suoi quasi 300 metri di altezza, una lunghezza complessiva di 3.911 metri e una campata principale di 1.991 metri, presentandosi al mondo, in quel momento,  con il record del ponte sospeso più lungo, ora ceduto al Canakkale Bridge in Turchia.

L’idea di costruire un ponte nello Stretto di Akashi nasce già negli anni Cinquanta del secolo scorso quando uno scontro tra due traghetti che trasportano passeggeri da una sponda all’altra causa la morte di oltre 150 persone. La necessità di un ponte che sovrasti la baia deriva quindi dalla consapevolezza che lo Stretto di Osaka è una delle vie marittime più trafficate al mondo, battuta da una media di 1.000 navi al giorno, oltre che soggetta a correnti violente, tifoni, ma anche terremoti.

Il ponte sullo stretto di Akashi rappresenta una tappa fondamentale nell’evoluzione delle tecniche ingegneristiche adottate nella costruzione dei grandi ponti sospesi. È considerato l’ultimo grande esempio di ponte reticolare come il Golden Gate di San Francisco prima di passare agli impalcati progettati con un profilo alare, come il Canakkale Bridge turco, o il progettato ponte sullo Stretto di Messina, in grado di sopportare venti ancora più forti.

È stato da poco anche inaugurato il ponte di Brăila, il secondo ponte sospeso più lungo in Europa con la sua campata sospesa sul Danubio lunga 1.120 metri.


lunedì 1 luglio 2024

L'Istituto italiano di tecnologia (IIT)

L'Istituto italiano di tecnologia (IIT) è un centro di ricerca scientifica con sede a Genova e  altri centri distaccati di ricerca attivi in diverse università italiane e due negli Stati Uniti.

La fondazione è del 2003 e fin da subito ha suscitato polemiche perché solitamente i centri di ricerca pubblici nascono all’interno delle università mentre l’IIT ha una sua indipendenza anche se collabora con le università.

È  nato con lo scopo di diventare un centro di riferimento per la ricerca scientifica ad alto contenuto tecnologico, oltre che una base per il ritorno dei cosiddetti "cervelli in fuga", ossia ricercatori che sono andati a lavorare all’estero.

Le città candidate a ospitare l'istituto erano Genova e Pisa. La scelta cadde sul capoluogo ligure in quanto sede industriale d'importanti aziende quali, tra le altre, Ansaldo, Siemens e Ericsson.

Nel laboratori di Genova si studia la robotica,  la scoperta e sviluppo di farmaci, neuroscienze e tecnologie del cervello, nanochimica, nanostrutture, nanofisica, visione automatica, microscopia ottica.

L'istituto impiega oltre 200 scienziati e ricercatori a tempo pieno, quasi 1000  a temporanei, collabora con 18 centri ha al suo attivo quasi 20 mila pubblicazioni scientifiche, oltre 1000 brevetti, fondato 33 startup.

VIDEO


lunedì 24 giugno 2024

Veltis Arena

Lo stadio AufSchalke Arena di Gelsenkirchen (presso Dortmund in Germania), sponsorizzato dalla birra Veltins (Veltis Arena) ha ospitato la partita Italia-Spagna di Giovedì 20 giugno. Ha una capienza variabile perchè è stata progetta per essere una struttura multifunzionale, infatti, oltre alle partite di calcio può ospitare ogni tipo di manifestazione come concerti, spettacoli, altri eventi sportivi come l’hockey o il pugilato. Può contenere alla massima capienza quasi 80.000 posti per le partite di hockey, 60.000 posti per le partite del campionato tedesco, ridotti a 50.000 per l’Europeo. Possiede caratteristiche molto particolari come il tetto retrattile e il campo scorrevole, progettato per scivolare nel parcheggio esterno fuori dalla struttura e ospitare all’interno altri eventi sportivi o di concerti, di modo che non calpestata l’erba.

Il campo retraibile permette al rettangolo di gioco di uscire letteralmente dallo stadio, dove può essere gestito dai giardinieri ed essere esposto completamente al sole per i tempi più opportuni in modo da avere un’erba naturale sempre perfetta. Al suo posto, quando il campo si trova all’esterno, può essere allestito tutto ciò che si vuole da palchi per spettacoli.

Prato e spogliatoi sono legati da un tunnel che richiama le miniere di carbone, non casualmente i calciatori dello Schalke, la squadra locale,  si chiamano “minatori” e proprio nelle vicinanze, a una profondità di 800 metri, si snodavano i cunicoli di due centri d’estrazione. All’interno dello stadio anche un cubo-video di dimensioni record e una chiesa – c’è un solo altro esempio: il Camp Nou di Barcellona - dove diversi tifosi scelgono di sposarsi o far battezzare i propri figli. Il birrificio Veltins, sponsor dello stadio, ha fatto installare una conduttura di cinque km che raggiunge tutti i chioschi dello stadio, permettendo così di servire birra agli spettatori riducendo il loro movimento nell’impianto.


lunedì 17 giugno 2024

70 anni fa moriva Alan Turing

L’8 giugno di settant’anni fa Alan Turing fu trovato morto nella propria casa di Wilmslow, in Inghilterra, dalla sua governante. Le analisi sul suo corpo portarono alla conclusione che uno dei più brillanti pionieri dell’informatica fosse morto il giorno prima – il 7 giugno – a causa di un avvelenamento da cianuro. Turing morì dopo un periodo di grandi difficoltà, definito dalle leggi dell’epoca un criminale per la propria omosessualità, dopo aver dato un contributo fondamentale all’informatica e allo sviluppo del concetto di “intelligenza artificiale”.

Solo nel 2009, a più di mezzo secolo dalla sua morte, il governo britannico espresse il proprio rammarico per il trattamento riservato a Turing e furono poi necessari altri quattro anni prima che la regina Elisabetta riconoscesse il suo importante contributo per il progresso e la pace, soprattutto in un periodo drammatico come quello della Seconda guerra mondiale.

Turing fu infatti uno dei protagonisti delle decodifica dei messaggi realizzati con Enigma, la macchina sviluppata dai nazisti per comunicare in codice e organizzare gli attacchi soprattutto contro i sottomarini degli Alleati, come raccontato nel film The Imitation Game. Ma il contributo più grande di Turing fu nello studio e nelle riflessioni intorno al rapporto tra gli esseri umani e le macchine, in un periodo in cui l’informatica per come la intendiamo oggi era agli albori e gli scenari in cui i computer avrebbero risolto molti dei nostri problemi sembravano ancora da fantascienza.

Turing era affascinato dalla possibilità che un giorno le macchine potessero diventare sofisticate al punto da sembrare umane. Illustrò l’idea in un articolo pubblicato nel 1950 sulla rivista accademica Mind, descrivendo un esperimento per mettere alla prova un sistema artificiale in una conversazione tra esseri umani. Turing  si domandava: “Le macchine possono pensare?”».  Nel corso del tempo sarebbero state elaborate varie versioni del test noto come “Test di Turing”. Nel test una persona pone domande e valuta le risposte, senza poter vedere se la risposta viene data da una persona o da una macchina. 


lunedì 10 giugno 2024

Nanoplastiche

Si parla di microplastiche e nanoplastiche (millesimi di millimetro) per indicare piccole particelle di plastica che derivano dalla frammentazione di rifiuti di vario tipo. Bottiglie, flaconi di prodotti cosmetici, capi d'abbigliamento in pile e in tessuti sintetici: tutti questi oggetti di uso quotidiano quando vengono rilasciati nell'ambiente lasciano una scia di piccole e piccolissime particelle.

Queste particelle inquinanti sono oggetto di una crescente attenzione e considerate tra le principali responsabili dell'inquinamento delle acque. Ogni anno si stima che vengano abbandonati in mare oltre 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici che si deteriorano, frammentano  entrando nella catena alimentare. Studi scientifici hanno dimostrato che diverse specie di pesci, tra cui i molluschi e i frutti di mare, presentano tracce di nano e microplastiche al loro interno. 

I rifiuti, trascinati dalle correnti, si raggruppano fino a formare delle vere e proprie isole galleggianti che si estendono per un totale di 700.000 kilometri quadrati sulla superficie dell’Oceano Pacifico. Le particelle più piccole vengono ingerite dai pesci e rischiano di contaminare l'intera catena alimentare fino ad arrivare sulle nostre tavole.

Recenti studi hanno inoltre dimostrato che l'acqua in bottiglia sia contaminata da nanoplastiche. Ma le particelle di plastica che deglutiamo dalla bottiglietta di minerale potrebbero essere molte più di quanto si pensasse. È quanto suggerisce un nuovo studio americano che ha analizzato le nanoplastiche oltre alle già studiate microplastiche: in un litro d’acqua sono state trovate fino a 300 mila nanoparticelle.

Sono particelle in PET, la plastica delle bottigliette, che probabilmente contamina l'acqua quando le bottiglie sono strizzate o sottoposte a calore, o mentre si svita il tappo. Ma spesso si trova poliammide, un tipo di nylon usato per i filtri per  purificare l'acqua prima dell'imbottigliamento. Anche se la massa totale delle nanoplastiche individuate è assai inferiore a quelle delle microplastiche già conosciute, le piccole dimensioni consentono loro di passare le membrane del nostro corpo ed “entrare in circolo”.

Invertire la rotta e ridurre il consumo quotidiano di plastica è quindi una necessità per salvaguardare la vita sul pianeta e la salute e il benessere dei suoi abitanti.