mercoledì 8 aprile 2020

Google Meet Grid View

Google Meet Grid ViewGrazie è una estensione per Chrome creata da Chris Gamble per la sua scuola e pubblicata nel Chrome Web Store a fine marzo 2020, ora, anche con Meet, è possibile avere una griglia con le miniature di tutti i partecipanti a una video lezione.
L’estensione è un semplice script da aggiungere a Chrome che modifica solo la visualizzazione delle anteprime, non raccoglie nessun dato (per una una volta) e pertanto non necessita di alcuna autorizzazione per la privacy.
Dopo averla installata avvia una video lezione con Hangouts Meet da Chrome, vedrai visualizzata in alto a destra l’icona di una griglia.
Per visualizzare tutti gli studenti collegati in una griglia devi semplicemente cliccare sulla nuova icona mostrata in alto a destra, come visualizzato nell’immagine. Per disattivare la visualizzazione a griglia dovrai cliccarci sopra ancora una volta.

martedì 7 aprile 2020

Consigli dallo Spazio

Paolo Nespoli è stato per lungo tempo un astronauta dell'ESA (l'Agenzia spaziale europea) e ha preso parte a tre  missioni spaziali restando a bordo della Iss, la stazione spaziale internazionale, per 313 giorni. Nespoli ora è a Houston, in quarantena volontaria: «Sono sempre in movimento - spiega e per precauzione mi sono confinato in una parte del mio appartamento, isolato, con il bagno a parte. Lontano, ma non troppo, da mia moglie e dai miei figli».
Quando eri in orbita come trascorrevi le giornate e i momenti di relax? I momenti di relax sono pochi nel corso della giornata, calcolata sulle 24 ore terrestri. In pratica, solo alla sera, dopo le 21 e la “pausa cena”. Non ci si annoia mai sulla stazione spaziale, ma la grande attrazione è lo spettacolo offerto dalla cupola a vetri, costruita in Italia, per godere il panorama della  Terra, straordinario, da lassù. Ma ci si può andare uno alla volta. In alternativa, si sta al computer per scambiare email con parenti e amici, oppure guardare film e leggere libri. La biblio-videoteca sulla Stazione è abbastanza fornita.
Cosa fai quando hai nostalgia di parenti e amici? Quella c'è, anche se il lavoro e la concentrazione non ti permettono di distrarti. Ma a fine giornata, quando si fa sentire, è alleggerita dalla possibilità di scambiare email, immagini e di fare video collegamenti. Un po' quello che la tecnologia ci offre oggi sulla Terra e ci fa sentire meno distanti da chi, come in questo periodo, non possiamo vedere.
Un consiglio per chi deve stare a casa tutto il giorno? Darsi un programma della giornata, proprio come sulla Stazione spaziale. Dove però noi eseguiamo compiti che arrivano dalla base. A casa invece dobbiamo pianificare noi. E ai ragazzi consiglio, data la situazione che non permette svaghi fuori casa, di approfittare di questo tempo per studiare quelle materie in cui si è in difficoltà. E poi leggere molti buoni libri, oltre che sfruttare sempre più queste nuove tecnologie della didattica a distanza che, anche quando l'emergenza sarà conclusa, torneranno sempre utili.  

lunedì 6 aprile 2020

Quanti rifiuti produce la nostra famiglia?

Quando andiamo al supermercato facciamo attenzione alle confezioni: il 50% dei nostri rifiuti sono imballaggi. Meglio comprare prodotti sfusi e scegliere i contenitori "formato famiglia" anziché quelli monodose.
Sostituisci le buste in plastica (anche se oggi sono biodegradabili) con quelle in tela. L'inquinamento dei sacchetti in plastica è mostruoso. 
Che gli oceani siano sempre più immense discariche lo dimostra la gigantesca isola galleggiante del Pacifico costituita solo da rifiuti in plastica, gettati in acqua negli ultimi cinquant'anni, che le correnti hanno ammassato in un'area grande come Italia, Francia e Spagna messe insieme.
Per ridurre il tuo contribuito a questa che è la più grande discarica del mondo puoi anche convincere la tua famiglia a seguire una nuova moda. In molti negozi, infatti, (a Saluzzo li trovi) si sta diffondendo sempre più l'abitudine di vendere shampoo e detersivi "alla spina". Basta portarsi un flacone vuoto e riempirlo con quanto ti serve.  Il flacone sarà sempre lo stesso e non andrà ad aumentare la quantità di rifiuti in plastica. In ogni caso fai sempre a te stesso e ai tuoi genitori questa domanda: "Quanti rifiuti produce la nostra famiglia? E quanti di questi possono essere evitati?" Vedrai che con un po' di impegno la quantità può essere ridotta della metà.

sabato 4 aprile 2020

Chewing gum

La gomma da masticare, o chewing gum, ha un'origine antichissima: forse è un po' inaspettata come notizia, eppure il verbo masticare deriva dal termine masticha, che indica una gomma derivata da una pianta dell'isola greca di Chios.
E infatti, ne parla ben 2400 anni fa già Ippocrate.
Certo, poi bisognerà aspettare fino al 1848 perché l'americano John B. Curtis crei il primo chewing gum moderno, basato su un impasto già noto ai nativi locali.
Addirittura la parola "cicca” deriva da un termine usato dagli Aztechi, che significava “cosa appiccicosa”.
La parola "chicles" è stata poi usata per indicare le palline di gomma messe in vendita nel 1866 in un negozio di New York.

venerdì 3 aprile 2020

La guerra al virus passa dal telefonino

Per combattere il coronavirus abbiamo tutti un’arma potente: lo smartphone. Molti Paesi hanno lo hanno usato per monitorare i movimenti delle persone e prevenire nuovi contagi, altri per informare la popolazione, altri ancora per controllare chi non rispetta l’obbligo di rimanere in casa. E non solo. Se qualcuno si ammala, si analizzano i suoi movimenti e si cerca di capire con chi è entrata in contatto, in modo da isolare queste persone e impedire che a loro volta diffondano il virus.
Il contact tracing è adoperato anche in Italia, ma a farlo sono medici e addetti degli ospedali: senza l’aiuto delle tecnologie è una procedura lunga e difficile. Forse il suo uso più aggressivo si è visto in Corea del Sud, dove il governo ha creato una mappa che ognuno può consultare per verificare se è venuto in contatto con persone infettate dal coronavirus. La Cina ha utilizzato anche il riconoscimento facciale e le telecamere a circuito chiuso, oltre ai dati provenienti da stazioni di treni e metropolitane, carte di credito e tutto quanto possibile tracciare. Lo scopo - raggiunto - era far rispettare le disposizioni che imponevano non uscire di casa. A Hong Kong, poi, le autorità hanno controllato alcuni cittadini in quarantena con braccialetti elettronici e un’app. Oggi nel primo focolaio della pandemia un’altra app serve da passaporto virtuale: mostra un codice QR che certifica lo stato di salute e consente di allontanarsi più o meno da Wuhan.
La principale novità viene dall’app creata dal Ministero della salute israeliano che chiede ai  cittadini l’accesso ai dati di geolocalizzazione, li incrocia con quelli dell’indagine epidemiologica e informa in tempo reale gli utenti che sono a rischio o che costituiscono un rischio per   gli altri. Il secondo pilastro del sistema israeliano è il controllo dei cellulari di tutti i cittadini per verificare che i cittadini rispettino la quarantena.
Fra qualche giorno il governo irlandese metterà a disposizione un’app per il tracciamento volontario: si aspetta che il picco dei contagi sarà fra due settimane, quindi è importante sfruttare questo margine di tempo. Anche l’app ufficiale dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità oggi fornisce consigli, in futuro potrebbe essere usata per il contact tracking e aiutare gli studiosi di capire meglio come il virus si muove all’interno delle comunità. Utilizza i dati di Google Maps, un po’ come Waze per il traffico.
Negli Usa, Trump aveva annunciato una collaborazione con Google e con Facebook (smentita da Mark Zuckerberg). Secondo il Wall Street Journal, tuttavia, funzionari governativi stanno già utilizzando i dati di milioni di smartphone per monitorare fino a 500 città e pianificare una risposta alla pandemia.
In Italia A breve dovrebbe arrivare il via definitivo al progetto dell'app di tracciamento italiana. Non sarà facile scegliere tra le 319 proposte di monitoraggio arrivate al Ministero dell’Innovazione, ma il team di 60 esperti che dovrà valutarle c’è già. Il ministro Paola Pisano punta su una soluzione su base volontaria, da testare in un'area territoriale ristretta, magari la Lombardia.

giovedì 2 aprile 2020

La crescita esponenziale

In questi giorni le informazioni sui media di ogni tipo sono abbastanza a senso unico: ilVirus. Forse avrete sentito che al lavoro insieme con il personale sanitario (medici e infermieri) ci sono anche i matematici. Strano? Non molto. Si dice che il virus si propaga con "crescita esponenziale". Cosa significa. Non tutti e non sempre abbiamo le idee chiare anche perchè nelle notizia c'è poca chiarezza. Ecco alcune espressioni che possiamo trovare:
«Eolico in crescita esponenziale, in 40 anni crescerà di nove volte».
«Mendicanti in crescita esponenziale».
«Negli ultimi 10 anni riscaldamento globale in crescita esponenziale».
Come testimoniano queste citazioni, l’espressione crescita esponenziale viene usata spesso in modo generico: è spesso associata al concetto di crescita veloce. Invece non è così.
I fenomeni sottoposti ad una legge di crescita esponenziale non sono infatti caratterizzati da una crescita veloce: al contrario, in una prima fase si osserva una crescita piuttosto lenta, che poi subisce un’accelerazione improvvisa ,la potremmo definire “esplosiva”.
Vi racconterò una storiella simpatica per rendere visivo il concetto di crescita esponenziale.
Narra la leggenda che all’inventore degli scacchi, che presentava in dono al re di Persia il suo nuovo gioco, venne chiesto cosa voleva in cambio del suo regalo. Egli chiese soltanto del riso e disse che la quantità si doveva calcolare mettendo un chicco di riso nella prima casella della scacchiera, 2 chicchi nella seconda, 4 nella terza, 8 nella quarta, e così via, in modo da mettere in ogni casella il doppio dei chicchi messi nella casella precedente. Il simpaticone chiese poi che gli fosse consegnato il contenuto della 64-esima casella. Il re acconsentì prontamente e chiese che fosse portato il riso, rimanendo allibito quando i suoi esperti lo informarono che la quantità di riso richiesta superava di gran lunga le risorse del suo impero!
Facciamo un piccolo calcolo. Stimando che per fare 1 grammo occorrano 50 chicchi di riso,  il peso di 263 chicchi (quelli che dovrebbero trovarsi nella 64-esima casella) è di oltre 200 miliardi di tonnellate. Considerando che la produzione mondiale di riso è circa 800 milioni di tonnellate, capiamo che evidentemente il re non poté soddisfare tale richiesta.
Questa è la vera caratteristica di un fenomeno sottoposto a crescita esponenziale: più è grande la quantità di cui si dispone, più essa si accresce. Se la quantità è piccola aumenta poco, se è media aumenta moderatamente, se è grande aumenta molto.
Dunque immaginiamo che ogni giorno raddoppino i contagiati: se oggi sono 1/4, domani sono 1/2, dopodomani la totalità. Un vero disastro. Questa è vera crescita esponenziale.

mercoledì 1 aprile 2020

Ingorgo in rete: troppi dati

Tutto il mondo la sta sfruttando al massimo e internet rischia il collasso. Creato per non bloccarsi ha però seri problemi. Viviamo giornate complicate, ma grazie a internet possiamo fare video-lezioni, chattare con i compagni di classe, mandare video agli amici, videogiocare, guardare serie TV, fare videochiamate su WhatsApp, ecc. Ma ora che l’epidemia sta raggiungendo sempre più nazioni si sta usando la rete così tanto da rischiare il collasso. L'allarme arriva da Mark Zuckerberg proprietario di Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp: “Se l'epidemia dovesse peggiorare i server, cioè computer che veicolano il traffico, potrebbero non bastare più nonostante abbiamo già raddoppiato la loro capacità”. Ogni postazione digitale Infatti consuma dati e aumenta il traffico. Ognuno di noi può fare qualcosa per migliorare la situazione anche se ci sembra sembra una goccia nel mare. Innanzitutto dobbiamo consumare dati come ci hanno insegnato a fare con l'acqua cioè senza sprecarli. Già da tempo la rete registra piccoli e grandi collassi localizzati. Solo del 2018 è andata in crash, cioè collassata, ben 12600 volte. Ricordiamoci che non è infinita e invincibile ma che, per funzionare bene, ha bisogno di tutti noi.