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lunedì 11 settembre 2023

12 settembre, Giornata Mondiale senza sacchetti di plastica

Tonnellate di borse di plastica, che fluttuano indisturbate tra fondali marini e superficie, intrappolando o venendo accidentalmente ingerite da pesci, tartarughe e tante altre specie acquatiche.

Per sensibilizzare tutta la popolazione su questa enorme problematica, ed eliminare completamente il consumo di questi oggetti, dodici anni fa è stata istituita la prima giornata mondiale senza sacchetti di plastica.

La creazione di una giornata mondiale che si ripete ogni anno, ha lo scopo di invitare le persone a servirsi di borse riutilizzabili invece che di sacchetti usa e getta in plastica.

Gli oceani, che assorbono quasi un terzo dell’anidride carbonica che produciamo, sono sempre più in crisi. Vengono infatti inquinati ogni anno da oltre 13 milioni di tonnellate di plastica tra bottigliette, mascherine, guanti, flaconi di detersivi e borse monouso.

Sui fondali marini si annidano quasi due milioni di pezzi di microplastiche per metro quadrato. Queste particelle minuscole vengono ingerite da pesci e crostacei, finendo direttamente sulle nostre tavole.

Al loro posto è meglio utilizzare comode shopper realizzate con fibre tessili. Le borse in tessuto, inoltre, risultano molto resistenti rispetto alle borse di plastica, che rischiano di rompersi facilmente ed essere gettate senza neanche venire utilizzate.

Anche i sacchetti con cui si conservano i cibi (ad esempio quelli per i surgelati) possono essere sostituiti con barattoli in vetro, facilmente sterilizzabili dopo ogni uso.


giovedì 8 giugno 2023

8 giugno, giornata mondiale degli oceani

L'8 giugno si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani, l'occasione per promuovere la conoscenza sulle grandi distese d'acqua salata del Pianeta, riflettere sui benefici che ci forniscono e sulla necessità di tutelarli. Siamo circondati da un "mondo" di acqua, della cui importanza e vastità molto spesso non ci rendiamo conto. Per questo abbiamo bisogno della Giornata Mondiale degli Oceani, per ricordare quanto gli oceani siano di fondamentale importanza per noi e per il Pianeta e quali "servizi" ci offrono.

Prima di tutto occorre tenere a mente il detto che afferma che “ogni respiro su due che facciamo lo dobbiamo all'oceano” perché produce il 50% dell'ossigeno del pianeta. L'oceano funge poi da "deposito di carbonio" e assorbe il 30% delle emissioni di CO2 rilasciate nell'atmosfera. Ma regola anche il clima attraverso le correnti, trasportando calore dai tropici verso i poli, influenzando la temperatura delle regioni costiere e lo spostamento delle masse d'aria. La corrente del Golfo, ad esempio, rende più mite il clima dei paesi europei che si affacciano sull'Oceano Atlantico. È poi "casa" di centinaia di migliaia di specie differenti e, non da ultimo, l'oceano nutre miliardi di persone: circa il 17% delle proteine animali che ingeriamo viene infatti dal mare, una media che in alcuni paesi arriva al 60%.

Ma le grandi distese di acqua salata sono oggi in crisi. Sono minacciate dall'inquinamento, dal sovrasfruttamento delle risorse ittiche, dalla plastica (si stima un peso complessivo di 2,3 milioni di tonnellate), dall'eutrofizzazione (causata da eccessivi apporti di sostanze fertilizzanti usate per l'agricoltura e poi trasportate dai fiumi), ma anche dalle nuove frontiere del deep sea mining, ovvero le attività di estrazione di minerali dai fondali marini. La lista di ciò che oggi minaccia gli oceani potrebbe continuare, ma la domanda da porsi è: qualcosa sta cambiando? O almeno, c'è la volontà di cambiare? Secondo le Nazioni Unite sì: "the tides are changing" - la marea sta cambiando - è lo slogan scelto dall'ONU per la giornata mondiale degli Oceani di quest'anno.