Durante l’evento Job&Orienta di Verona è emerso un dato impressionante: nel 2025 servono 120mila tecnici specializzati, contro gli 80mila dell’anno precedente. Eppure oltre la metà di queste figure non esiste sul mercato. Perché? Perché i percorsi di studio non sono sempre aggiornati, poco collegati tra loro e non preparano adeguatamente per il lavoro. Ma diciamolo pure non sempre chi frequenta la scuola si impegna al massimo.
Le difficoltà riguardano sia diplomati sia laureati, soprattutto negli indirizzi tecnici: costruzioni, ambiente, meccanica, energia. Anche settori più “pratici”, come termoidraulica o riparazione dei veicoli, faticano a trovare personale formato. Questa situazione si chiama mismatch: cioè domanda e offerta non coincidono. Le aziende avrebbero lavoro da dare, ma mancano le competenze giuste.
Per chi deve scegliere un nuovo percorso di scuola superiore o post-diploma, questo può diventare un’opportunità: ci sono settori pieni di posti e con stipendi in crescita. Però serve formazione seria, moderna e collegata alla realtà. La transizione energetica non è più un tema “astratto”: riguarda quello che mangiamo, come ci spostiamo, come riscaldiamo la casa, cosa compriamo.
Che competenze serviranno domani? Le aziende cercano due tipi di preparazione.
- Orizzontale: sapere come funzionano le rinnovabili, il mercato dell’energia, l'efficienza, strategie contro il cambiamento climatico;
- Verticale: specializzazioni molto specifiche, come la gestione dei data center o dei sistemi di accumulo dell’energia.
C'è un mondo là fuori che sta aspettando giovani in gamba. Siete pronti?

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