Da un lato possono essere pericolosi per l’ambiente, perché contengono sostanze tossiche come piombo, mercurio o gas refrigeranti. Dall’altro lato sono una miniera urbana, perché al loro interno ci sono materiali preziosi: rame, alluminio, ferro, plastica e perfino piccole quantità di oro e argento.
Come sta andando la raccolta
In Italia la raccolta dei RAEE è in crescita, ma non abbastanza. Ogni anno se ne producono molti più di quelli che vengono raccolti correttamente. In media ogni cittadino consegna circa 6 kg di RAEE all’anno, mentre l’obiettivo europeo è quasi il doppio. Questo significa che molti dispositivi finiscono ancora nei rifiuti sbagliati o restano dimenticati nei cassetti.
In Europa la situazione è migliore rispetto ad altre parti del mondo, ma anche qui non si raggiungono sempre gli obiettivi fissati dall’Unione Europea. Nel mondo, il problema è ancora più grande: i rifiuti elettronici aumentano velocemente, ma solo circa un quarto viene riciclato in modo corretto. Il resto finisce in discariche illegali o viene trattato in modo pericoloso per le persone e l’ambiente.
Dove si portano i RAEE
I RAEE vanno portati negli ecocentri comunali oppure nei negozi di elettronica. Se compri un nuovo elettrodomestico, il negozio deve ritirare gratuitamente quello vecchio. Nei prossimi mesi nella nostra scuola verrà posizionata una colonnina di raccolta in cui potremo depositare i nostri piccoli Raee da smaltire.
Come si riciclano e cosa se ne ricava
Una volta raccolti, i RAEE vengono portati in impianti specializzati. Qui vengono smontati e divisi per materiali. I metalli vengono fusi e riutilizzati, le plastiche riciclate, il vetro recuperato. In questo modo si ottengono nuove materie prime, riducendo l’inquinamento e il bisogno di estrarre nuove risorse dalla Terra.
Riciclare correttamente i RAEE significa proteggere l’ambiente, risparmiare energia e costruire un futuro più sostenibile. Anche piccoli gesti, come buttare un vecchio telefono nel posto giusto, possono fare una grande differenza.






