lunedì 2 marzo 2026

Avere tanti follower sui social non significa più niente

Essere famosi sui social non è più “cool” come sembra. Fino a pochi anni fa sembrava una regola fissa: più follower hai, più conti. Avere migliaia o milioni di seguaci sui social era visto come un segno di successo, popolarità e importanza. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Anzi, per molti avere troppi follower non è più un vantaggio, ma quasi un difetto.

Chi usa spesso Instagram, TikTok o altri social lo ha notato: cresce il fastidio per profili tutti uguali, super curati, pieni di pubblicità e costruiti solo per piacere agli algoritmi. In mezzo a questo rumore, stanno diventando più interessanti gli account di nicchia: piccoli, imperfetti, non commerciali, a volte persino strani. Profili che sembrano più veri, più liberi, più umani.

Secondo l’esperto di cultura digitale Kyle Chayka, oggi i grandi numeri non dicono più molto. I social sono diventati maturi, pieni di automatismi e di intelligenza artificiale. Molti follower sono bot, account inattivi o comprati. Altri arrivano automaticamente perché una persona è già famosa fuori da Internet. In questi casi, il numero non misura davvero l’influenza o la qualità di ciò che viene pubblicato.

Esiste poi un fenomeno curioso: persone molto competenti nel mondo dei social, come i social media manager, che sul lavoro creano contenuti perfetti, ma sui loro profili personali pubblicano apposta foto storte, testi confusi e senza strategia.

La vera svolta è capire che sui social, se qualcosa è gratis, il prodotto sei tu. Chi vuole guadagnare online deve per forza coltivare un grande pubblico e adattarsi a ciò che funziona meglio per gli algoritmi. Per questo, oggi, avere pochi follower può essere visto come un segno di indipendenza: significa che non dipendi dai like.

Si sta ribaltando un altro mito: non è vero che seguire più persone di quante ti seguano sia imbarazzante. Anzi, potrebbe indicare che sei curioso, che osservi gli altri e che vivi di più fuori dai social, più autenticità nella vita reale.

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