lunedì 12 gennaio 2026

Dalle cassette a Spotify: la musica che cambia forma

La musica è sempre stata una compagna fedele nelle nostre vite, ma il modo in cui l'ascoltiamo è cambiato radicalmente nel tempo. Se oggi possiamo scegliere tra milioni di brani con un click, non è sempre stato così. Ripercorriamo insieme l'evoluzione dei supporti musicali, dai formati analogici alle piattaforme digitali.

Gli inizi: il vinile e la musica domestica

Nel XX secolo, il vinile dominava le case degli appassionati di musica. Con i suoi 33 giri, permetteva di ascoltare interi album senza interruzioni. Le copertine degli LP erano vere e proprie opere d'arte, e la qualità del suono analogico aveva un fascino tutto suo. 

La rivoluzione portatile: le cassette

Negli anni '60, Philips introdusse la musicassetta, un formato che cambiò il modo di ascoltare musica. Compatte e facili da usare, le cassette permisero alle persone di registrare e condividere la loro musica preferita. Nel 1979, Sony lanciò il Walkman, il primo lettore portatile di cassette, rendendo possibile ascoltare musica ovunque. 

L'era del digitale: CD e MP3

Negli anni '80, il Compact Disc (CD) sostituì progressivamente il vinile grazie alla sua maggiore durata e qualità del suono. Con l'arrivo degli MP3 negli anni '90, la musica divenne digitale e facilmente condivisibile. Dispositivi come l'iPod permisero di portare migliaia di brani in tasca, cambiando per sempre le abitudini di ascolto. 

La musica liquida: lo streaming

Oggi, piattaforme come Spotify, lanciata nel 2008, offrono accesso istantaneo a milioni di brani in streaming. Non è più necessario possedere fisicamente la musica: basta una connessione internet per ascoltare ciò che si desidera, quando si vuole. 

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