Tecnogiolitti
Tecnologia e Ambiente per ragazzi
lunedì 7 settembre 2026
Auto elettrica a pannelli
lunedì 31 agosto 2026
L'AI ci da sempre ragione, e questo è un problema
Può sembrare una cosa positiva. A chi non piace sentirsi dire “hai ragione”? Il problema è che, se un sistema ci conferma sempre nelle nostre idee, rischiamo di restare chiusi dentro una specie di “bolla”, dove tutto sembra giusto solo perché è simile a ciò che già pensiamo. In questo modo, però, smettiamo di metterci in discussione.
Nella storia, le idee più importanti sono nate proprio dal confronto e dal contraddittorio. Quando qualcuno metteva in dubbio una teoria, nasceva un dibattito, e da lì spesso emergevano nuove soluzioni o modi diversi di vedere il mondo. Se invece tutti ci dicono sempre “sì”, questo processo si blocca.
Le AI sono progettate anche per essere utili e piacevoli da usare, e per questo tendono a evitare conflitti. Ma evitare il confronto non significa sempre migliorare. Anzi, senza qualcuno che ci faccia notare errori o limiti nel nostro ragionamento, possiamo convincerci di idee sbagliate senza accorgercene.
Per questo è importante usare le AI in modo intelligente. Non bisogna prenderle come “oracoli” che hanno sempre ragione, ma come strumenti da interrogare in modo critico. Possiamo, ad esempio, chiedere esplicitamente un’opinione contraria, oppure confrontare più punti di vista.
Allenarsi al confronto è fondamentale, soprattutto a 15 anni, quando si costruiscono le proprie idee sul mondo. Parlare con persone che la pensano diversamente, accettare il dubbio e anche cambiare opinione sono segni di intelligenza, non di debolezza.
In conclusione, le AI possono essere molto utili, ma non devono sostituire il pensiero critico. Le idee migliori nascono spesso dal confronto, non dal consenso. E ogni tanto, sentirsi dire “forse ti sbagli” può essere molto più prezioso che sentirsi dire “hai sempre ragione”.
lunedì 24 agosto 2026
A Fiumicino le batterie usate delle auto elettriche diventano energia pulita
Il sistema utilizza 762 batterie di seconda vita provenienti da veicoli elettrici disposte in 12 container metallici. Queste batterie, pur avendo perso parte della loro capacità originaria, vengono riutilizzate per immagazzinare l’energia prodotta da una vicina Solar Farm composta da 55.000 pannelli solari. La capacità complessiva di accumulo raggiunge i 10 mila KWh, permettendo all’aeroporto di alimentarsi anche nelle ore notturne, riducendo così la dipendenza da fonti non rinnovabili.
L’impianto contribuirà a evitare 16.000 tonnellate di CO₂ nei prossimi dieci anni e aiuterà Fiumicino a raggiungere l’obiettivo emissioni zero entro il 2030. Il progetto ha richiesto un investimento di 5,5 milioni di euro, di cui 3 milioni finanziati dall’Unione Europea, e si avvale di sistemi digitali avanzati per monitorare e gestire in modo intelligente il fabbisogno energetico dell’aeroporto.
Pioneer è un esempio concreto di come l’Italia possa trasformare una criticità (lo smaltimento delle batterie) in una risorsa strategica, agendo da protagonista nella sfida per la sostenibilità e l’innovazione tecnologica.
lunedì 17 agosto 2026
Come comunicheremo in futuro?
Negli ultimi anni, i satelliti hanno rivoluzionato il panorama delle telecomunicazioni. In particolare, i satelliti a orbita terrestre bassa (LEO), come quelli di Starlink di Elon Musk (vedi qui la mappa in tempo reale dei satelliti), offrono connessioni più accessibili rispetto ai tradizionali satelliti geostazionari. Questi satelliti sono ideali per aree remote difficili da raggiungere con altre tecnologie. Starlink domina il mercato, ma ha concorrenti come Amazon, Viasat e altre aziende globali. Nonostante rappresentino ancora una piccola parte del mercato, i servizi satellitari stanno diventando sempre più competitivi, con costi in calo e offerte disponibili anche nelle città. Da qualche giorno se ne parla perchè la presidente Meloni, in viaggio negli Stati Uniti, ha comunicato che il governo sta trattando per aderire al sistema Starlink.
La telefonia satellitare, però, presenta limiti: mentre può fornire una connessione sufficiente per la maggior parte degli usi quotidiani, la latenza (il tempo di trasmissione dei dati) è troppo alta per applicazioni come gaming, realtà aumentata, chirurgia a distanza o veicoli autonomi. Inoltre, il costo relativamente basso delle frequenze radio concesse ai satelliti potrebbe aumentare in caso di competizione con le reti 5G, rendendo il satellite meno conveniente.
La tecnologia satellitare non sostituirà a breve le reti fisse e mobili, ma sarà un complemento importante, ad esempio per connettere case isolate, aree colpite da disastri naturali o per scopi militari. Guardando al futuro, l'idea di una rete globale di satelliti che elimini cavi e antenne è affascinante, ma ancora lontana. Tuttavia, l’Europa e l’Italia rischiano di rimanere indietro anche in questo settore, mancando una presenza significativa nel mercato dei satelliti e nelle innovazioni connesse.
lunedì 10 agosto 2026
Google sta cambiando
In realtà questo cambiamento era iniziato già nel 2018, con i cosiddetti “featured snippets”: quei riquadri in alto che mostrano poche righe prese da un sito e che spesso bastano per avere l’informazione che cercavamo. Se chiediamo “a che velocità corre il ghepardo?”, per esempio, troviamo subito la risposta senza bisogno di aprire alcun sito. Comodo, veloce, immediato. Ma c’è un effetto collaterale: sempre meno persone cliccano sui link.
Con l’arrivo di strumenti come OpenAI ChatGPT nel 2022, molte persone hanno iniziato a cercare informazioni direttamente tramite chatbot. Questo ha rappresentato una sfida enorme per Google, che ha risposto integrando l’intelligenza artificiale nel suo motore di ricerca. Il risultato? Sempre più ricerche “zero click”: Google diventa l’unico sito che visitiamo, perché la risposta è già lì.
Secondo un recente studio le persone oggi cliccano sui link circa la metà delle volte rispetto a prima. Addirittura, solo una piccola percentuale controlla le fonti per verificare se l’informazione è corretta. Questo è un problema, perché i sistemi di intelligenza artificiale possono commettere errori o “allucinazioni”, cioè inventare informazioni presentandole come vere.
C’è poi un’altra questione importante: il futuro del web. Molti siti di informazione ricevono una grande parte delle loro visite proprio da Google. Se le persone non cliccano più sui link, i siti perdono lettori e quindi anche entrate economiche. Questo potrebbe mettere in difficoltà giornali e media online, che sono fondamentali per avere notizie affidabili e aggiornate.
In sintesi, Google non è più solo un motore di ricerca: sta diventando un sistema che fornisce direttamente le risposte. È più rapido e pratico, ma ci obbliga a essere più critici e attenti. Perché informarsi bene non significa solo trovare una risposta veloce, ma anche capire da dove arriva e se è davvero affidabile.
lunedì 3 agosto 2026
Droni: strumenti di pace o di guerra?
Un drone è semplicemente un velivolo senza pilota a bordo, controllato a distanza o programmato per volare in autonomia. Questa tecnologia non nasce per fare la guerra. Oggi, per esempio, i droni vengono usati in agricoltura per controllare lo stato dei campi e risparmiare acqua e pesticidi. In caso di terremoti o alluvioni, aiutano i soccorritori a individuare persone in difficoltà senza mettere a rischio altre vite. Anche nel cinema e nello sport vengono utilizzati per realizzare riprese spettacolari che prima erano impossibili o molto costose.
Allo stesso tempo, però, è vero che i droni sono diventati strumenti importanti nei conflitti moderni. Guerre recenti, come quella tra Russia e Ucraina, hanno mostrato quanto possano essere usati per colpire obiettivi a distanza, spesso con costi più bassi rispetto agli aerei tradizionali. Questo li rende accessibili anche a eserciti meno potenti e cambia il modo in cui si combattono le guerre. Il fatto che il pilota non sia fisicamente a bordo può far sembrare la guerra “più lontana”, ma le conseguenze restano drammatiche per chi vive nei territori colpiti.
La verità è che i droni, come molte tecnologie, non sono “buoni” o “cattivi” in sé. Dipende dall’uso che se ne fa. Pensiamo a Internet: può servire per studiare e comunicare, ma anche per diffondere odio o disinformazione. Lo stesso vale per i droni.
Per questo è importante che gli Stati stabiliscano regole chiare e che le persone siano informate. La tecnologia continuerà a svilupparsi, ma spetta agli esseri umani decidere in che direzione usarla. I droni possono essere strumenti di aiuto e progresso, oppure strumenti di distruzione. La scelta, in fondo, non è della macchina, ma nostra.
lunedì 27 luglio 2026
Smartphone con memoria piena?
Uno dei primi aspetti da controllare riguarda WhatsApp. L’app salva automaticamente tutti i file ricevuti, e questo può occupare moltissima memoria. Nelle impostazioni, nella sezione “Spazio e dati”, è possibile disattivare il download automatico di foto, video, audio e documenti, oppure scegliere di salvare i contenuti in qualità standard invece che in HD, riducendo così lo spazio utilizzato. Un’altra funzione utile sono i messaggi effimeri, che permettono di eliminare automaticamente le chat dopo un certo periodo di tempo.
Un altro punto fondamentale è il Cestino dello smartphone. Quando eliminiamo foto o video, in realtà questi restano nel dispositivo per 30-60 giorni prima di essere cancellati definitivamente. Finché restano nel Cestino, continuano a occupare memoria. Per questo è importante svuotarlo manualmente, sia dall’app “Foto” su iOS sia dall’app “Galleria” su Android.
Anche le app di gestione dei file aiutano molto. Qui si trovano spesso vecchi download dimenticati, come PDF, immagini o file audio. Su Android, inoltre, è possibile eliminare file temporanei e cache delle app, operazione sicura che non compromette il funzionamento del telefono.
Infine, conviene controllare le applicazioni installate. Molte non vengono usate da mesi, ma continuano a occupare spazio. Sia su iOS che su Android esistono funzioni per individuare e rimuovere automaticamente le app inutilizzate, mantenendo però i dati importanti. In questo modo si libera memoria senza perdere informazioni utili.
Con pochi accorgimenti e un po’ di attenzione, è quindi possibile mantenere lo smartphone più leggero, veloce e sempre pronto all’uso.






