Il motivo principale non è la mancanza di tecnologia. I pannelli solari esistono, le turbine eoliche anche. Il vero problema è la rete elettrica. La rete elettrica è il gigantesco sistema di cavi, tralicci, cabine e centrali che trasporta l’energia fino alle nostre case. Possiamo immaginarla come una rete di autostrade. Se però troppe auto cercano di entrare tutte insieme, si crea traffico. Lo stesso succede con l’elettricità.
In molte zone ci sarebbero già aziende pronte a produrre enormi quantità di energia pulita, ma la rete non è abbastanza moderna o potente per trasportarla. Alcune linee sono vecchie, altre sono già “piene”, e spesso mancano nuove cabine e collegamenti ad alta tensione.
C’è poi un’altra difficoltà: le energie rinnovabili non producono sempre nello stesso momento. Il fotovoltaico produce soprattutto quando c’è il sole; l’eolico solo quando soffia il vento. Per questo la rete deve diventare molto più intelligente e flessibile rispetto al passato. Ma non sarà sufficiente: un ruolo chiave lo giocheranno i sistemi di accumulo. Si stanno già diffondendo e saranno sempre più indispensabili in futuro. Perché con la grande diffusione del fotovoltaico, nelle ore di sole si sta verificando un eccesso di produzione mentre in altre ore una carenza: con i sistemi di accumulo la produzione di energia potrà essere distribuita.
Secondo gli esperti oggi i lavori più urgenti sarebbero grandi batterie per accumulare energia, la trasformazione della rete di distribuzione in rete intelligente (smart grid) controllata da computer, sensori e software intelligenti in modo da gestire milioni di piccoli produttori di energia e le previsioni meteo che annunciano sole e vento e quindi produzione oppure la loro assenza . Ecco la differenza con il passato è proprio questa: La vecchia rete era progettata per distribuire energia da pochi produttori (grandi centrali sempre accese con produzione costante) a milioni di utenti: oggi invece la produzione è molto più diffusa e anche imprevedibile perché dipende dal sole e dal vento.
L’Italia sta investendo miliardi di euro per migliorare la rete elettrica, costruendo nuovi collegamenti e modernizzando quelli esistenti. Ma c’è un problema: costruire un parco solare richiede pochi anni e può essere di iniziativa privata, costruire una grande linea elettrica può richiederne anche dieci o più e compete agli enti pubblici. La transizione energetica non dipende solo dalle energie rinnovabili. Dipende anche dalla capacità di creare una rete moderna, intelligente e abbastanza grande da sostenerle.





