Quattro anni dopo, però, la realtà è molto diversa. I lavori procedono lentamente e il progetto è stato drasticamente ridimensionato: i costi e i tempi si sono rivelati irrealistici, mentre i ricavi previsti erano stati gonfiati. Un documento interno, analizzato dal Wall Street Journal, descrive gravi problemi organizzativi e tecnici, legati anche al timore di contraddire il principe. Molti dirigenti hanno approvato piani insostenibili o nascosto le difficoltà.
Attualmente è in costruzione solo un piccolo tratto di “The Line”, chiamato Hidden Marina, lungo 2,5 chilometri, con 80mila case, 9mila camere d’albergo e spazi per 200mila abitanti. Entro il 2034 dovrebbe esserne completata solo una parte, circa 1,5 chilometri, comprensiva di uno stadio per i Mondiali di calcio del 2034.
Il progetto originario era di tutt’altra scala: realizzare 16 chilometri entro il 2030 e l’intera struttura entro il 2080 avrebbe richiesto quantità enormi di acciaio e vetro, superiori a quelle necessarie per costruire tre volte i grattacieli di Manhattan in dieci anni. I costi stimati oggi superano gli 8.100 miliardi di euro, quasi 8 volte il PIl dell'Arabia.
A rallentare ulteriormente i lavori contribuiscono problemi logistici: mancano infrastrutture, strade, forza lavoro e persino una rete elettrica adeguata. Eppure, il progetto mantiene ambizioni quasi fantascientifiche, come un parco sospeso a 300 metri d’altezza o un grattacielo di vetro “appeso” a un ponte d’acciaio, ideato dallo scenografo dei film Marvel Olivier Pron.
Bin Salman continua a opporsi a ogni ridimensionamento, rifiutando perfino di abbassare l’altezza dei grattacieli. Nel frattempo, gli altri progetti di NEOM — come la località sciistica di Trojena o l’isola di lusso Sindalah — stanno subendo ritardi e aumenti di costo.
La visione del principe resta ambiziosa, ma “The Line” rischia di diventare il simbolo della megalomania.




