lunedì 3 giugno 2024

Economia lineare - economia circolare

Negli ultimi tempi si sente tanto parlare di “economia circolare”. Ma che cos’è l’economia circolare? Per rispondere a questa domanda dobbiamo partire dalla contrapposta e purtroppo attuale “economia lineare”. L’economia lineare consiste, semplificando, nell’ “usa e getta”. La gran parte degli oggetti che usiamo quotidianamente ha una vita molto breve: li usiamo e, quando non li vogliamo più, li buttiamo via. La loro vita può essere più o meno lunga, ma alla fine la conclusione è sempre la stessa: la pattumiera.

Secondo il modello dell’economia lineare, la vita di ogni prodotto è scandita essenzialmente da cinque tappe: estrazione, produzione, distribuzione, consumo e smaltimento. Questo vuol dire che l’industria estrae le materie prime vergini, le trasforma per produrre beni di consumo utilizzando lavoro ed energia, distribuisce i prodotti al consumatore, il quale, dopo averli utilizzati, procede allo smaltimento degli “scarti” e, quindi, dei prodotti stessi ormai diventati “rifiuti”.

Purtroppo questa vita dei prodotti, nonostante le differenti e ingenti quantità di materie prime vergini utilizzate per la loro produzione, l’energia utilizzata (e anche l’inquinamento prodotto) per la loro realizzazione, è piuttosto breve. Basti pensare che la vita di un bicchiere di plastica può durare anche solo il tempo di un semplice sorso d’acqua!

E’ oggi riconosciuto a livello mondiale che questo impiego delle risorse, unito alla costante crescita demografica, all’aumento dei consumi e all’utilizzo spesso poco efficiente delle risorse, non è più sostenibile. Se questa tendenza dovesse continuare all’attuale ritmo, nel 2050 ci troveremmo ad aver bisogno di due pianeti. Per questo dobbiamo essere tutti capaci di lasciare l’economia lineare e passare ad un altro tipo di economia: l’economia circolare.

L’economia circolare consiste nel conservare il più a lungo possibile il valore dei materiali e dell’energia utilizzati per fabbricare i prodotti, in un’ottica di condivisione, prestito, riparazione, ricondizionamento, ma anche recupero e riutilizzo che portano a “mantenere in vita” i prodotti il più a lungo possibile e a ridurre al minimo la produzione di rifiuti e soprattutto il loro smaltimento in discarica.

L’Unione Europea nel 2018 ha emanato nuove norme che aiutano a produrre meno rifiuti attraverso misure di prevenzione e di responsabilità del produttore al fine di realizzare prodotti più facilmente separabili o differenziabili, misure contro l’obsolescenza programmata dei prodotti, sistemi di cauzione-rimborso per una raccolta più efficiente di prodotti e materiali usati. La riduzione dei rifiuti dovrebbe passare anche da pratiche di “simbiosi industriale”, basate sul presupposto che quello che è scarto per una ditta può essere una risorsa per un’altra azienda.

Una volta che il prodotto ha però terminato la sua funzione, l’economia circolare, in accordo con la gerarchia dei rifiuti, ci chiede di reintrodurre i materiali di cui il bene è composto nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.

La strada è lunga, difficile e nuova, ma è necessario percorrerla se vogliamo un mondo sostenibile.


lunedì 27 maggio 2024

Grandi navi portacontainer

Per capire se una nave portacontainer è più grande di un'altra non basta considerare la lunghezza o la stazza ma bisogna guardare ai Teu, acronimo di Twenty Equivalent Unit. È la misura standard nel trasporto marittimo che corrisponde alle dimensioni del container usato per il trasporto delle merci. Si tratta di un parallelepipedo lungo circa 6 metri, largo e alto circa 2,5 metri. La maggior parte dei container attualmente utilizzati hanno lunghezza di 6 o 12 metri, il primo corrisponde a 1 Teu, il secondo a 2 Teu. Ecco perché nel mondo marittimo, per capire la 'potenza' di una portacontainer si guarda al numero massimo di Teu trasportati in una sola navigazione. E sono numeri spaventosi.  Al vertice delle compagnie container più grandi al mondo c'è Msc, 716 navi) seguita dalla danese Maersk. Irina e Loreto di Msc sono le due portacontainer più grandi del mondo, realizzate in Cina. Sono lunghe 400 metri (4 campi grandi calcio messi infila) e possono impilare i container fino a 25 strati di altezza, assicurando una capacità di oltre 24 mila Teu. Un tir porta 2 teu, quindi il carico di queste navi occupa 12 mila tir.  Se invece guardate il carico in tonnellate una di queste navi può portare 650 mila Fiat Panda.

lunedì 20 maggio 2024

150 anni di Guglielmo Marconi

Guglielmo Marconi, uno degli italiani più illustri, premio Nobel, è nato a Bologna il 25 aprile di 150 anni fa eppure in giro non ci sono celebrazioni adeguate. La Rai stasera e domani manda in onda una miniserie. Quel giorno il mondo letteralmente si fermò: tutte le stazioni radio, dagli Stati Uniti all’Australia, osservarono due minuti di silenzio, un omaggio mai visto prima e mai ripetuto dopo per l’uomo che aveva inventato il wireless, non solo la radio, come si dice abitualmente, ma proprio le comunicazioni senza fili. Anche quelle dei nostri smartphone.

Marconi fu un gigante: come inventore e come imprenditore. Una via di mezzo fra Steve Jobs ed Elon Musk: la Marconi Company, fondata a Londra quando aveva 23 anni, era come la Apple o la Tesla dell’epoca. È stato il primo a collegare l’Europa e il continente americano senza fili; uno dei fondatori della mitica BBC; l’uomo che venne universalmente indicato quale vero salvatore dei superstiti del Titanic, visto che aveva appena inventato il telegrafo senza fili che consentì di trasmettere l’SOS dopo l’impatto con l’iceberg.

E però in Italia quasi ce ne vergogniamo. Il motivo è chiaro: Guglielmo Marconi era iscritto al partito fascista e ha avuto rapporti con Mussolini fino alla morte. Questa sua scelta ha reso complicato celebrarlo anche perché il suo compleanno cade proprio il 25 aprile, giorno della Liberazione. Era iscritto per convinzione e o per convenienza? Si sa, era un imprenditore, gli affari dovevano continuare: gli studiosi sono divisi sul suo essere fascista convinto o per opportunità. Era certamente un conservatore, non un antifascista e non rinnegò mai nulla. Mussolini non si fidava di nessuno e faceva controllare dalla polizia segreta moltissime persone, anche Marconi. Cercò anche di aiutare la figlia di Heinrich Hertz (il padre delle onde elettromagnetiche che ispirò la sua invenzione) fuggita in Inghilterra per motivi razziali.

lunedì 13 maggio 2024

Le reti neurali

Una rete neurale è un metodo di intelligenza artificiale che aiuta i computer ad apprendere come processare dati in modo simile al cervello umano. Questo processo, chiamato deep learning, utilizza nodi interconnessi o neuroni disposti in strati, simili alla struttura cerebrale. Il suo obiettivo è creare un sistema adattivo che possa apprendere dagli errori e migliorare continuamente, affrontando problemi complessi con maggiore precisione, come riconoscere volti o riassumere documenti.

Le reti neurali sono importanti perché consentono ai computer di prendere decisioni intelligenti con una limitata assistenza umana. Possono apprendere gestendo relazioni complesse e non lineari. Questo permette loro di fare generalizzazioni e collegamenti, comprendere dati non organizzati e svolgere attività come il riconoscimento facciale e la diagnosi medica attraverso immagini.

Queste reti sono utilizzate in diversi settori, come la visione artificiale, il riconoscimento vocale, l'elaborazione del linguaggio naturale e i motori di raccomandazione. Ad esempio, nella visione artificiale, le reti neurali consentono ai computer di distinguere e riconoscere immagini in modo simile agli esseri umani. Nel riconoscimento vocale, aiutano gli assistenti virtuali ad analizzare il discorso umano, consentendo attività come la trascrizione automatica delle conversazioni.

L'architettura di una rete neurale è ispirata al cervello umano, con neuroni artificiali interconnessi su tre livelli: input, nascosto e output. Le reti neurali profonde, un tipo avanzato, hanno molti livelli nascosti con milioni di neuroni interconnessi: il loro addestramento richiede milioni di esempi di dati.


lunedì 6 maggio 2024

Motor Valley

La "Motor Valley" è un termine utilizzato per riferirsi a una regione in Italia che è nota per essere la patria di alcuni dei marchi automobilistici più prestigiosi al mondo. Questa zona è situata nell'Emilia-Romagne e ospita diverse aziende automobilistiche e motociclistiche di fama mondiale, contribuendo in modo significativo all'industria automobilistica italiana. Ecco alcuni di questi famosi marchi.

Ferrari: Una delle case automobilistiche più iconiche al mondo, famosa per le sue auto sportive di lusso.

Lamborghini: Conosciuta per la produzione di supercar di alta gamma.

Maserati: Altro marchio di lusso specializzato in auto sportive e di lusso.

Ducati: Un produttore di motociclette di prestigio, rinomato per le sue moto ad alte prestazioni.

Pagani: casa più recente è conosciuta per la produzione artigianale di hypercar di lusso. Fondata da Horacio Pagani, l'azienda ha sede a Modena.

La Motor Valley è un'attrazione per gli appassionati di automobili e moto, offrendo musei, stabilimenti di produzione e eventi legati al mondo dei motori. Questa regione è un punto di riferimento per gli amanti del settore automobilistico e rappresenta un pezzo importante della storia e della cultura italiane legate al mondo dei motori.


lunedì 29 aprile 2024

Chi sono i Data Broker?

I Data Broker si occupano di recuperare online dati e informazioni per poi elaborarli, interpretarli e analizzarli. L’obiettivo è vendere o scambiare questi dati con aziende terze interessate a profilare gli utenti della rete per meglio individuare chi rientra fra i potenziali clienti propria attività e capire così a chi inviare determinate pubblicità o suggerire prodotti specifici.

È un vero e proprio mercato dei Big Data, dove gli attori coinvolti sono i Data Broker – con il ruolo di intermediari – le aziende che hanno un’attività di tipo commerciale e gli investitori pubblicitari. Gli utenti, che poi siamo tutti noi che navighiamo in rete, sono del tutto ignari di essere oggetto di analisi.

Il primo passo da capire è che qualsiasi azione un utente faccia online lascia una traccia: che sia l’inserimento di una parola in un motore di ricerca, l’acquisto di un prodotto tramite e-commerce, l’iscrizione a un gruppo su Facebook o la condivisone di un post, un like.

Tutte queste informazioni all’apparenza banali sono in realtà molto preziose e costituiscono la fetta principale dei dati che vengono raccolti. Per chi lavora nel settore sono infatti facilmente reperibili e vanno ad aggiungersi alle informazioni più personali che ci riguardano in prima persona. Tra queste troviamo: nome, sesso, mail, età, telefono, indirizzo, ecc.

In più ci sono da ricordare tutti quei dati considerati riservati, ma che invece si trovano liberamente in database “pubblicamente disponibili”. Parliamo ad esempio di tutti i siti istituzionali. Infine tutte le applicazioni gratuite una volta installate sul telefono, chiedono il consenso per registrare la posizione del dispositivo, scaricare la rubrica o raccogliere altri dati relativi all’utente.

Le fonti utilizzate, quindi, sono tante ed estremamente diverse tra loro proprio per permettere ai Data Broker di disporre di informazioni il più dettagliate e affidabili possibile. Dopo aver raccolto i dati, i Data Broker li rielaborano per creare delle categorie di profili raggruppati in base a diversi criteri.

Possono, per esempio, elaborare dei pacchetti di utenti suddivisi per fasce di età, oppure individuare persone accomunate dagli stessi interessi (come abbigliamento sportivo o prodotti per il corpo) o ancora delineare i profili che dispongono di un certo tipo di reddito e che quindi possono potenzialmente permettersi un determinato livello di spesa.

Le informazioni così organizzate vengono poi vendute alle aziende che possono utilizzarle a proprio vantaggio. Lo scopo principale di questa attività è quindi legato al marketing: grazie ai dati si capisce chi è maggiormente propenso all’acquisto e a chi conviene suggerire inserzioni pubblicitarie.

Dietro la raccolta di dati, però, c’è anche un obiettivo secondario: è infatti molto utile per compiere indagini e fare studi di settore non particolarmente invasivi. Una pratica che mette in luce comportamenti e caratteristiche non solo dei consumatori, ma anche di società ed enti non fisici.

Le informazioni raccolte provengono sempre da fonti pubbliche e accessibili, per questo sembrerebbe assolutamente lecito ricavarle e conservarle. A maggior ragione se i dati arrivano da post o azioni compiute attraverso i Social Network, dove l’utente è pienamente consapevole di essere esposto a un pubblico e visibile da chiunque. Bisogna però fare una precisazione: i dati sì, sono accessibili, ma non possono mai essere usati per scopi differenti da quelli originari.

Chi lavora come Data Broker ha a che fare ogni giorno con algoritmi, numeri e statistiche per questo è un tipo di professione particolarmente adatta a chi studia Matematica o Economia e ha una forte passione per l’analisi. 


lunedì 22 aprile 2024

Chi studia vive di più

Molte variabili sono notoriamente in grado di influenzare la qualità e l’aspettativa di vita. Tra queste, le abitudini, la dieta, la possibilità d’accesso alle cure, lo stato economico, l’ambiente familiare. Tutti questi aspetti si legano in modo più o meno significativo con un altro importante parametro: l’educazione, o, per meglio dire, il numero di anni di istruzione portati a termine dall’individuo. Le analisi sono concordi: in poche parole, chi studia di più vive più a lungo.

È  chiaro che, con un grado superiore di istruzione, il soggetto tenderà a sviluppare abitudini di vita più sane, perché più conscio, non sempre ma in genere si, degli effetti che alcuni vizi hanno sulla salute. Qui bisognerebbe aprire una parentesi sull’obesità, che non sempre si comporta come gli altri parametri in esame; ma almeno per quanto riguarda il fumo e l’abuso di alcool queste abitudini nocive prevalgono nelle persone con un grado di istruzione inferiore.

Chi studia di più avrà uno status socioeconomico più elevato, potendo accedere a posizioni lavorative più prestigiose. Si tratta inoltre di persone che si trovano all’interno di una solida rete sociale, mentre l’isolamento porta ad una salute peggiore ed una mortalità più precoce. Infine, chi studia più a lungo avrà anche un maggiore accesso alle cure o l’accesso a cure migliori. Anche se in un Paese come l’Italia l’effetto di quest’ultimo fattore dovrebbe essere minimo, ci sono ancora importanti differenze in termini di accesso alle cure.

L’educazione che si riceve ha davvero il potere di cambiare completamente la vita di una persona. Non solo in termini di opportunità lavorative, ma anche per quanto riguarda le reti sociali, le abitudini, la qualità e la durata della vita. Proprio perché l’educazione che riceviamo è così importante, dobbiamo impegnarci per garantire a tutti accesso ai gradi superiori di istruzione, senza che gli altri fattori sociali ed economici siano d’ostacolo ad una mente volenterosa.