sabato 8 ottobre 2022

Rigassificatori


Da alcuni mesi i rigassificatori sono al centro del dibattito in Italia, a causa del notevole rialzo del prezzo del gas naturale, della guerra in Ucraina e le sanzioni contro la Russia. Si discute, in particolare, dell’opportunità di installare un nuovo impianto nel porto di Piombino in Toscana.

Ma cosa sono i rigassificatori? Si tratta di stabilimenti necessari per poter utilizzare il gas liquefatto che arriva in Italia via nave. Il gas naturale può essere trasportato via nave, ma è conveniente solo se in precedenza viene reso liquido, cioè GNL (gas naturale liquefatto): in questo modo occupa un volume circa 600 volte inferiore e una metaniera può trasportarne una quantità molto maggiore. Una volta giunto via nave negli impianti di rigassificazione, per necessità ubicati sulla costa, il GNL è ritrasformato allo stato gassoso e successivamente immesso nei gasdotti delle rete nazionale.

Più nel dettaglio, il GNL viene trasportato nelle navi a pressione poco superiore a quella atmosferica e ad una temperatura di -162 °C, che serve per mantenerlo liquido. Nei rigassificatori torna allo stato gassoso grazie a un processo di riscaldamento controllato che viene effettuato all’interno di un vaporizzatore che ne consente l’espansione. Il riscaldamento avviene facendo passare il GNL all’interno di tubi immersi in acqua marina, che hanno a loro volta una temperatura più alta.

Ci sono diverse tipologie di rigassificatori, che si differenziano principalmente a seconda della posizione in cui sono collocati: ci sono quelli onshore, sulla terraferma, che dall’esterno somigliano a tanti altri impianti industriali, e ci sono quelli offshore, che invece si trovano in mare a poca distanza dalla costa, collegati da un gasdotto.

A loro volta i rigassificatori offshore si differenziano in isole artificiali, costruite per restare dove si trovano, oppure navi gasiere, cioè fatte per il trasporto di gas, che sono ancorate al fondale e vengono modificate in modo tale da trasformare il GNL. In Italia attualmente ci sono tre rigassificatori funzionanti, uno per tipo: a Panigaglia, vicino a La Spezia, a Porto Viro in provincia di Rovigo e il terzo una nave metaniera al largo della costa toscana tra Livorno e Pisa.

Anche il progetto di rigassificatore a Piombino sarebbe una FSRU, con il vantaggio di poter essere allestito e diventare operativo in tempi ridotti, oltre che di poter essere spostato. Acquistato da Snam, potrebbe trattare 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno, con l’idea di posizionarla nel centro-nord Italia, dove si consuma più gas.

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lunedì 3 ottobre 2022

Overbooking, che cos'è?

È stata un’estate particolarmente problematica per i voi aerei. Si chiama Overbooking. La compagnia aerea vende più biglietti dei posti a bordo: non una bella cosa. Pensi d’avere un volo assicurato e invece non è così. Le compagnie aeree e gli aeroporti, durante la pandemia, hanno tagliato i voli e il personale per ridurre le spese fisse in mancanza di traffico, e così questa è l’estate dei voli in ritardo o cancellati, e delle valigie che vengono consegnate ai passeggeri una o due ore dopo che il loro aereo è atterrato, per il numero inadeguato del personale a terra, in aggiunta al cronico problema del bagaglio smarrito. Tutti fenomeni che quest’anno sono in crescita allarmante.

L’overbooking si verifica quando si vendono più biglietti aerei di quelli disponibili, tanto da non riuscire a rispettare la prenotazione di uno o più viaggiatori. Il perché non è di facile intuizione, eppure la risposta è semplice. L’overbooking tutela da eventuali cancellazioni o modifiche alle prenotazioni. Non a caso i viaggiatori disdicono spesso, o rimandano il viaggio all’ultimo momento. Immaginiamo come ciò avvenga su larga scala. I clienti che prenotano viaggi sono migliaia, e buona parte potrebbe annullare la partenza. In tutti questi casi l’overbooking copre la perdita con le prenotazioni in surplus.

L’overbooking è legale. La compagnia tuttavia, deve rimediare all’inconveniente risarcendo in modo diretto o indiretto lo sfortunato viaggiatore. L’indennizzo consiste generalmente nella fornitura di un biglietto per il primo volo disponibile o di una sistemazione di pari livello.

L’overbooking si previene munendosi di carta fedeltà, diventando clienti Gold con specifici vantaggi (tra cui l’esclusione dall’overbooking), o facendo il check-in online subito dopo l’acquisto del biglietto. La Carta dei diritti del passeggero in vigore dal 2009 riassume le normative italiane e internazionali in tema di overbooking. Il documento prevede che, in caso di overbooking, la compagnia aerea debba rimborsare il prezzo del biglietto, o garantire la partenza con il primo volo disponibile a condizioni comparabili. L’impresa responsabile deve inoltre offrire l’indennizzo delle spese per pasti e bevande consumati durante l’attesa, e, se necessario, un’adeguata sistemazione alberghiera.

mercoledì 28 settembre 2022

I droni per salvare vite umane

Fin dalla loro comparsa i permessi per i volo non sono stati semplici, soprattutto per questioni legate alla privacy e alla sicurezza. Ma oggi la tecnologia dei droni è consolidata e molto presto potranno essere impiegati per scopi nobili, come salvare vite umane.

La potenziale utilità dei 'quadricotteri' in ambito medico, infatti, per il trasporto urgente di plasma, farmaci, dispositivi medici o addirittura organi, ha convinto la Regione Lazio tanto da aprire nuovi finanziamenti in questo campo in accordo con l’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

Diverse aziende, enti e società si sono già messe al lavoro da tempo per dare sempre più concretezza a quella che qualche anno fa era ancora solo una semplice sfida e che ora è sul punto di essere realizzata. Anche AdR (Aeroporti di Roma) ha avviato la costruzione del primo Vertiporto per i taxi-droni o droni salvavita, con l'intenzione di renderlo operativo già dal 2024 per gli scambi tra Fiumicino e la Capitale.

I droni salvavita hanno la particolarità di poter, in situazioni di emergenza, risparmiare il tempo prezioso che si perderebbe in lunghe code di traffico, aumentando le probabilità di successo nelle operazioni di soccorso. Possono raggiungere i 100 chilometri orari di velocità e avere un’autonomia garantita di 50 chilometri.

Le sacche di sangue o i medicinali possono essere stivati all’interno di particolari scompartimenti e, a fronte di un peso di 10 kg al decollo, possono essere trasportate fino a quattro sacche di sangue.

I droni salvavita difatti, proprio per le loro caratteristiche di immediatezza, nonché per la loro possibilità di raggiungere i luoghi più ostici grazie all’utilizzo della via aerea, potrebbero anche tornare utili in aeree disastrate da catastrofi naturali, come terremoti e alluvioni, ma anche in caso di incendi e incidenti stradali: il loro campo di applicazione sarebbe molto vasto.

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mercoledì 21 settembre 2022

50 anni della TV a colori

Solo i “diversamente giovani” se lo ricordano il 26 agosto 1972 sul secondo canale, Rai2 di oggi il primo annuncio a colori e la trasmissione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Monaco di Baviera. Non si trattava ancora di una trasmissione regolare, ma di una “prova generale”. La tecnologia necessaria per trasmettere a colori, presente negli Stati Uniti dal 1954, era a disposizione della Rai già dal 1961. A differenza di quello che sta succedendo in questi anni con il cambio di frequenze e quindi la necessità di acquisti di massa di nuovi televisori, le cronache raccontano che il governo avesse ritardato l’introduzione del colore per la paura che i cittadini si indebitassero per l’acquisto dei nuovi televisori a colori. Infatti gli altri paesi europei erano arrivati al colore già alcuni anni prima.

L’Italia, inoltre, non aveva ancora scelto se adottare la tecnologia in uso in Francia oppure in Germania e c’era chi caldeggiava lo sviluppo e di una tecnologia tutta italiana. Così, in occasione delle Olimpiadi del 1972, vennero provate entrambe le tecniche: un giorno le gare erano trasmesse con il sistema “tedesco”, un giorno con quello “francese”. Il direttore generale della Rai, Ettore Bernabei, aveva fatto installare nel suo ufficio due televisori a colori di tipo diverso, perché si potessero notare immediatamente le differenze, ma in quell'occasione non giunse alla scelta.

Dopo due anni di ulteriori prove tecniche, e la trasmissione delle Olimpiadi di Montreal del 1976, soltanto il 1° febbraio 1977 la Rai iniziò a trasmettere a colori, anche se non in modo completo: molti programmi restarono in bianco e nero per qualche tempo.

Ecco l'annuncio del Canale 2 della prima trasmissione a colori

venerdì 16 settembre 2022

La Storia della Pirelli

La storia della Pirelli, noto marchio italiano di pneumatici, inizia a Milano nel 1872 con l’ingegner Giovanni Battista Pirelli che, per produrre articoli tecnici di caucciù vulcanizzato, fonda la Pirelli & C. In pratica produceva cinghie di trasmissione, tele gommate, manicotti in gomma.

Nel giugno del 1873, ultimata la costruzione della prima fabbrica, si da il via alla produzione. Ben presto però, costatato la grande versatilità del materiale, la produzione si allarga in altri settori quali: giocattoli, tappeti, impermeabili, cavi sottomarini.

Verso il 1890, grazie all'invenzione dello pneumatico per bicicletta, la Pirelli coglie l’occasione e, in collaborazione con la Bianchi, sfrutta immediatamente quest’opportunità. Brevetta lo pneumatico tipo “Flexus” poi, due anni dopo pone in vendita i suoi primi pneumatici per veicoli a motore, prima per motociclette, poi nel 1901 anche per automobili. Per l’epoca fu un successo, la richiesta del mercato aumentava e così la produzione, tanto da costringere l’Azienda a costruire un nuovo stabilimento a Milano Bicocca.

Anche il settore dello sport vede la Pirelli protagonista, ad esempio nel raid Pechino – Parigi del 1907, mentre negli anni venti inizia la sua presenza nelle gare automobilistiche, che continua ancora oggi: dal 2011 è fornitore unico della Formula1. Nel frattempo la Pirelli si espande in Spagna, Argentina, Inghilterra. La sperimentazione e le nuove tecnologie portano l’Azienda a ottenere vari risultati, nei primi anni cinquanta con la produzione del “radiale cinturato”, negli anni ottanta lo “pneumatico ribassato”, il famoso “P7”.

Pirelli possiede ventiquattro fabbriche in dodici paesi ed è presente in più di centosessanta paesi, dando lavoro a più di trentamila persone. E pensare che tutto è iniziato da un tale di nome Giovanni Battista Pirelli, ingegnere di 24 anni, figlio di un panettiere e ottavo di dieci figli.

Video "La Storia della Pirelli in 5 puntate".

domenica 11 settembre 2022

Negli Stati Uniti c’è carenza di insegnanti: alcune scuole pensano alla settimana da 4 giorni

Non ci sono abbastanza insegnanti in diverse aree degli Stati Uniti e le scuole pubbliche cercano soluzioni improbabili per riempire le ore vuote. I motivi sono tanti: le paghe basse, la percezione di uno scarso prestigio sociale e lo stress da pandemia.

Secondo un’inchiesta del Washington Post la carenza di personale è così grave che scuole e istituti si contattano fra loro quando sono a conoscenza di qualcuno pronto a traslocare, per proporgli l’assunzione. Altri plessi ricorrono finalmente a miglioramenti di stipendi: nella contea di Clark, in Nevada, ad esempio, si è deciso di aumentare di 7 mila dollari annui il salario dei docenti e di offrire dei bonus per il trasferimento di 4 mila dollari.

Esausti e sottopagati, i professori americani affrontano però anche il peso di una guerra culturale, dal mancato controllo delle armi, che porta a sempre più frequenti stragi scolastiche, alle limitazioni dei repubblicani nei distretti dove governano, con il divieto di insegnare la storia del razzismo e altri argomenti considerati controversi.

Intanto ci si prepara a raggruppare le classi, raddoppiando il numero di allievi per aula. In alcuni distretti del Texas si riflette su una settimana scolastica da 4 giorni. Ma secondo gli esperti, tutte queste misure tappabuchi, compresa la scelta di usare “educatori” al posto di insegnanti per coprire i ruoli mancanti, non faranno che peggiorare la crisi educativa americana, già grave dopo la fase acuta della pandemia e della didattica a distanza.

martedì 6 settembre 2022

Internet: l'Italia va verso la rete unica in fibra ottica

Tim e Open Fiber (le società proprietarie in Italia della rete internet) hanno firmato un accordo per unire le infrastrutture della rete italiana a banda larga con l’obiettivo di creare un’unica società (con Cassa Depositi e Prestiti) per migliorare la qualità delle connessioni internet ultraveloci. In sostanza hanno iniziato il percorso che porterà alla creazione di una rete unica, di cui si discute da anni. Questa operazione ha lo scopo di velocizzare la sostituzione delle vecchie reti con un’unica rete ultraveloce in fibra, considerato che la connessione in Italia è molto più lenta della media europea. Visionando QUESTA MAPPA noterete come la maggior parte dei comuni abbiano una connessione molto lenta.

Tim in questi anni ha portato la fibra finno agli armadi posizionati sulle strade: il collegamento tra armadio e casa è rimasto in rame, quindi molto più lento, un cosiddetto collo di bottiglia. Si parla di FTTC, Fiber-to-the-cabinet, con fibra fino all’armadio e di FTTH, Fiber-to-the-home, nel caso della fibra che entra direttamente in casa. Tim, che in passato che l’unico operatore telefonico (con nome Telecom) si è sempre opposta all’accordo e quindi in qualche modo alla cessione della sua rete, un tempo l’unica rete esistente. Ma le autorità in questi anni hanno fatto notevole pressione, ritenendo che in regime di libera concorrenza la rete non possa essere in mano ad unico operatore ma debba essere indipendente.

L’idea della rete unica si basa anche sulla necessità di non duplicare gli investimenti infrastrutturali: l’obiettivo è di concentrare gli investimenti in un’unica società e in questo modo rendere più efficiente e capillare la connessione a internet. «C’è bisogno di un’infrastruttura potente e forte nel Paese per poter arrivare dappertutto e questa infrastruttura non può essere nelle mani di un solo operatore, deve essere ovviamente al servizio di tutti e poi gli altri concorreranno», ha detto il ministro per l’Innovazione tecnologica Vittorio Colao.