Il sistema utilizza 762 batterie di seconda vita provenienti da veicoli elettrici disposte in 12 container metallici. Queste batterie, pur avendo perso parte della loro capacità originaria, vengono riutilizzate per immagazzinare l’energia prodotta da una vicina Solar Farm composta da 55.000 pannelli solari. La capacità complessiva di accumulo raggiunge i 10 mila KWh, permettendo all’aeroporto di alimentarsi anche nelle ore notturne, riducendo così la dipendenza da fonti non rinnovabili.
L’impianto contribuirà a evitare 16.000 tonnellate di CO₂ nei prossimi dieci anni e aiuterà Fiumicino a raggiungere l’obiettivo emissioni zero entro il 2030. Il progetto ha richiesto un investimento di 5,5 milioni di euro, di cui 3 milioni finanziati dall’Unione Europea, e si avvale di sistemi digitali avanzati per monitorare e gestire in modo intelligente il fabbisogno energetico dell’aeroporto.
Pioneer è un esempio concreto di come l’Italia possa trasformare una criticità (lo smaltimento delle batterie) in una risorsa strategica, agendo da protagonista nella sfida per la sostenibilità e l’innovazione tecnologica.

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