In Italia stiamo installando tantissimi pannelli solari. È un bene per il pianeta, ma crea un paradosso. Nelle ore centrali della giornata, tra le 11:00 e le 15:00, il sole scotta e i pannelli producono una quantità mostruosa di energia. Il problema? C'è troppa energia e nessuno che la usa.
Senza grandi batterie per metterla da parte, che pure sono in costruzione, questa elettricità viene sprecata: i gestori della rete sono costretti a "spegnere" i pannelli solari. In Europa buttiamo via così tanta energia pulita che potremmo illuminare un'intera metropoli come Londra.
Oltre alla costruzione di grandi impianti di accumulo (batterie) che tuttavia hanno bisogno di tempo (due o tre anni) per fermare questo spreco sono nate le CER (Comunità Energetiche Rinnovabili).
Servono a condividere l'energia a livello locale per l'elettricità. Sul tetto della scuola ci sono i pannelli fotovoltaici: se la scuola facesse parte di una comunità energetica alle 13:00, quando le lezioni finiscono, la scuola non consuma nulla ma i pannelli producono al massimo. Invece di mandare quell'energia verso la rete nazionale ad alta tensione, quindi lontano, l'elettricità transita solo sulla rete locale ed entra nelle case dei vicini che fanno parte della CER, cioè della stessa comunità.
L'energia non viaggia per chilometri, resta nel quartiere e viene consumata all'istante. Lo Stato premia questo "gioco di squadra" concedendo un incentivo, cioè un contributo economico. Il segreto per il futuro è diventare "cacciatori di sole": risparmiare energia oggi vuol anche dire consumare nelle ore di sole invece che in altre ore, perchè in quel momento c'è un eccesso di energia.

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