Il grafico qui sopra confronta le emissioni di CO₂ equivalente tra un’auto elettrica (EV) e una a combustione interna (ICE), suddivise per fasi del ciclo di vita: dalla produzione alla rottamazione, passando per l’uso quotidiano su strada (qui ipotizzato su 150.000 km).
Cosa scopriamo? Le prime fasi di produzione sono simili per entrambe: acciaio, alluminio, elettronica incidono in modo quasi uguale. La differenza principale riguarda la batteria: produrla richiede moltissima energia, e questo si riflette in un’impronta iniziale più alta per l’auto elettrica. Ma il vero punto critico è l’uso del veicolo: qui l’auto a benzina emette oltre 27.000 kg di CO₂ in 150.000 km, mentre l’elettrica, se alimentata con energia al 50% pulita (come in realtà avviene), si ferma a circa 1.200 kg.
Questo significa che, anche se parte in svantaggio, l’auto elettrica recupera e supera ampiamente nel tempo l’auto a combustione, dal punto di vista ambientale. In gergo si chiama carbon break-even point, il punto in cui le emissioni "risparmiate" durante l’uso compensano quelle iniziali della produzione. Infine, non bisogna dimenticare che anche altre parti dell’auto, come elettronica, materiali leggeri e dispositivi intelligenti, contribuiscono in modo significativo all’impatto ambientale, qualunque sia il tipo di motore. Alla fine dobbiamo concludere che le auto elettriche sono migliori amiche dell'ambiente.

Nessun commento:
Posta un commento