giovedì 6 dicembre 2012

I Vigili del Fuoco

Logo_del_Corpo_Nazionale_dei_Vigili_del_Fuoco.svg.pngIl 4 dicembre ricorre la festa di Santa Barbara, tradizionalemnte ricordata come la protettrice dei pompieri. Ripercorriamo allora la storia dei Vigili del Fuoco.


E' una storia antica perché antico è l'uomo, antico è il fuoco, antiche sono le calamità naturali; ed è evidente che il bisogno di difesa contro la minaccia degli elementi avversi è nato con l'uomo ed è stata questa difesa una delle prime manifestazioni della società umana sin dalle origini della sua primordiale organizzazione.


Fu Augusto che diede a Roma una vera e propria difesa contro il fuoco, con criteri organizzativi e funzionali di notevole interesse tecnico. Roma ebbe, infatti, un Corpo speciale di guardie notturne sotto il comando di un 'Prefectus Vigilum'. Tale Corpo, denominato Militia Vigilum Regime,  era organizzato in sette Coorti di 'Vigiles' e 49 Centurie (sette per ogni coorte) per un totale di circa 7.000 uomini; ogni coorte assicurava il servizio nel territorio di due regioni (Augusto aveva diviso Roma in 14 regioni) collocando una caserma (statio) in una di esse, ed un distaccamento (excubitorium) nell'altra. In Trastevere, nei pressi del ponte Garibaldi, esiste ancora oggi un'antichissima costruzione della fine del II secolo d.C., distinta da un'iscrizione corrosa dai secoli. L'iscrizione indica che quell'edificio, nell'epoca romana dell'Impero, era adibito ad excubitorium dellaVII coorte dei 'Vigiles', preposta al controllo della XIV regione Transtiberim.


Sorvolando sui cenni storici riferentesi ai secoli successivi deve però citarsi fugacemente l'origine del famoso Corpo dei Sapeurs-Pompiers di Parigi, perché esso ha costituito l'organizzazione tipica alla quale, nei secoli XIX e XX, tutti i paesi civili si sono ispirati come ad un modello.


Fu nel 1699 che l'industriale Dumourrier-Duperrier propose ed ottenne di costituire, egli stesso, un servizio completo ed autonomo antincendio, valendosi dei suoi operai. Da questa organizzazione, ideata e realizzata da un industriale, nacque poi, oltre un secolo dopo, e precisamente il 18 settembre 1811, il Corpo dei Sapeurs-Pompiers che della struttura organizzativa del Dumourrier-Duperrier conservò le caratteristiche fondamentali. Il Reggimento dei Sapeurs-Pompiers di Parigi è ancora oggi in Francia è il fulcro tecnico ed organizzativo intorno al quale si svolge e dal quale prende vita tutta la difesa antincendio di quel Paese.


L'unità d'Italia trovò, in materia di servizio antincendio, una situazione quanto mai varia e certo non brillante: ai pochi Corpi pompieristici locali a carattere volontario e limitati alle circoscrizioni comunali, facevano riscontro vaste zone, addirittura intere regioni, completamente prive di qualsiasi difesa organizzata contro il fuoco. I pompieri comunali, là dove esistevano, erano ancora organizzati con concezioni ed ordinamenti quasi medioevali e tutto il complesso antincendio italiano appariva anacronistico, insufficiente, mal distribuito, alla mercè dei mezzi e delle tradizioni locali. Pochi, pochissimi Corpi, e solo quelli delle grandi città, ma neppure di tutte le grandi città potevano rispondere alle esigenze di un'efficace difesa antincendio.


Occorre arrivare al 1935 prima che questo problema così importante, sia riconosciuto in Italia a carattere nazionale.

sabato 1 dicembre 2012

Il motore verde e il piccolo miracolo italiano

7342653-illustrazione-ecologico-con-auto-verde-stilizzata--immagine.jpgÈ un piccolo quiz. Chi ha costruito la prima automobile elettrica omologata in Italia? Quale vettura alimentata a batteria ha vinto la gara indetta dalla Fia, la federazione automobilistica internazionale? E qual è riuscita a entrare nel Guinness dei Primati per aver percorso 500 chilometri con un solo pieno di elettroni?


La risposta a queste tre domande, è seppellita nella storia. «Se la ricordano in pochi», ammette ridendo Marco Loglio, pescato sul telefono cellulare mentre è a Shenzhen, in Cina, dove vive da quasi dieci anni. Questo emigrante dell'innovazione è stato, fino a poco fa, vicepresidente della cinese Thunder Sky, un colosso delle batterie agli ioni di litio, che sono l'anima e il cuore dei nuovi veicoli elettrici che quasi tutte le case automobilistiche stanno per portare sul mercato. Oggi, Loglio lavora per il Sk Group, colosso coreano dell'energia e delle telecomunicazioni che intende buttarsi anche nelle batterie. E collabora con la svizzera Mes, l'unica ad aver già sviluppato una gamma completa di componenti per auto elettriche. «L'auto elettrica è la mia passione», dice candidamente, all'età di 55 anni.


Ne ha ben donde. Nell'89, quando ne aveva 34, legge su «Quattroruote» di un concorso per auto elettriche. Laureato in filosofia, non ne sa granché. Ma l'amico Giuseppe Bassani, sì. Insieme si buttano nell'impresa. «Partecipammo al concorso, ma senza vincere», racconta. Però l'anno successivo, la Torpedo di Loglio e Bassani – ecco la risposta esatta a quelle tre domande – vince il concorso della Fia. «Il fatto incredibile è che gareggiammo contro gente del calibro di Mercedes, Toyota e Honda, che avevano investito miliardi. Noi, che avevamo investito solo milioni, vincemmo». Una gara di non sola velocità, ma anche e soprattutto di durata.


Il motore elettrico funziona. Il guaio sono le batterie. «Quelle al piombo della Torpedo erano care e pesantissime», commenta Loglio. «Nel frattempo, la tecnologia è andata avanti. E i costi, un tempo proibitivi, sono calati. Già nel 2000, avevo intuito che i cinesi avrebbero battuto tutti, ecco perché sono venuto qui. È andata proprio così. Ma le auto che si apprestano a debuttare sul mercato saranno ancora solo per appassionati o ambientalisti convinti: i prezzi sono ancora alti e le performance non eccelse». La batteria dei sogni è vicina, ma non vicinissima. E qualche consumatore potrebbe restare scottato. «La Tesla, l'auto elettrica californiana, ha dentro il cofano 6.800 batterie. Purtroppo, non credo che avranno una lunga durata».


Loglio giura che c'è ancora qualche Torpedo in circolazione, che funziona ancora. Ma l'azienda Torpedo Auto Elettriche, con sede a Bergamo, non ha avuto lunga vita. «Dopo aver modificato delle Seat Marbella, fummo convocatidalpresidentedella Volkswagen. Uscimmo dall'incontro con un foglio in mano: la casa di Wolfsburg ci assicurava l'assistenza e la vendita delle Seat Torpedo tramite la loro rete». Una Marbella costava sei milioni e una Torpedo – ovvero una Marbella col cuore elettrico – dodici milioni. «Ne abbiamo vendute qualche centinaio. Ma è stata a lungo l'auto elettrica più venduta in Europa».


Loglio si è ricostruito una vita professionale a Shenzhen: «Non sono diventato ricco, ma mi diverto come un pazzo», assicura. Forse perché il suo sogno di vedere un giorno sulle strade flotte di auto elettriche, pulite e silenziose, è più vicino che mai. E fa di tutto per avvicinarlo. «Il problema è che ogni casa automobilistica va per conto suo», lamenta Loglio. «Chi ha un voltaggio da 280, chi da 440, chi da 500. Senza uno standard internazionale, l'elettricità non potrà mai sostituire la benzina. Perché senza uno standard non c'è vera concorrenza, non ci sono le economie di scala e solo un sacco di inconvenienti per i consumatori». Ci sono dei tavoli di discussione, ma nessuna seria iniziativa.


E il Guinness dei Primati? «Avevo individuato un'azienda russa che costruiva batterie per i satelliti», racconta. «Facemmo un prototipo con la loro tecnologia, riuscendo a battere tutti i record: 500 chilometri con una sola carica». Un altro, antico primato della Torpedo che rappresenta tutt'oggi il sogno segreto di Loglio, dell'intera industria delle batterie e di tutte le case automobilistiche del mondo.


«È certamente raggiungibile, quasi a portata di mano. Ma ci vuole uno standard per accelerare la ricerca e abbassare i costi», insiste l'emigrante dell'innovazione. In Cina è quasi mezzanotte e Loglio è reduce da una lunga giornata di lavoro. «Mi scusi, la devo salutare: la mia batteria è quasi scarica». Meno male che è la batteria del telefono. Fosse quella dell'automobile, sarebbero dolori.

giovedì 29 novembre 2012

Auto elettriche: i nuovi motori verranno installati nelle ruote

protean_electric.jpgLa Protean Electric ha brevettato un nuovo sistema di installazione dei motori delle auto elettriche che potrebbe presto cambiare il volto al settore: la società ha infatti predisposto un sistema di propulsione presente direttamente all’interno dei cerchi ruota, con evidenti possibilità di miglioramento delle performance delle vetture.


Il brevetto della Protean Electric ha suscitato l’interesse di investitori di mezzo mondo, con decine di milioni di dollari già impiegati da parte di fondi statunitensi e cinesi, che puntano a creare nel breve termine il primo sistema commercializzabile In-Wheel Electric Drive.


Secondo quanto affermato dalla stessa azienda, inoltre, il nuovo sistema sarebbe di facile implementazione anche in modelli già esistenti, visto e considerato che non necessita di ulteriori componenti meccanici, contraddistinguendosi altresì per una flessibilità certamente molto elevata.


In questo modo, affermano dalla società, si può migliorare l’efficienza nel risparmio di carburante, incrementare la coppia, aumentare la potenza e, complessivamente, permettere una migliore manovrabilità ai veicoli nuovi e a quelli esistenti.

martedì 20 novembre 2012

Giornata mondiale dell'infanzia

giornala internazionale-anteprima-600x254-811662.pngE' dedicato alla Giornata Internazionale per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenti il Doodle Google di oggi. Mister Google decide così di celebrare la ricorrenza sancita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, per la prima volta il 20 novembre 1989. E' il 23esimo anniversario, dunque, e forse è il momento più opportuno o, per converso, più paradossale in cui potesse verificarsi. In tv, sul web, sui giornali, infatti, siamo inondati di scene brutali, provenienti dalla Striscia di Gaza.


Centinaia di bambini innocenti trucidati e lasciati per terra, senza vita, nello stesso luogo in cui pochi minuti prima stavano giocando. E' per questo che, in occasione di una ricorrenza simbolica come questa, ci si augura possa prevalere un po' di buonsenso. Un barlume di lucidità che spinga i signori della guerra a mettere la parola fine.


Ieri, intanto, l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza in Italia ha lanciato un monito in previsione del 20 novembre: "Investire nei bambini e negli adolescenti per superare la crisi in Italia": ha scritto, preannunciando la presentazione di una campagna di comunicazione dedicata alla ricorrenza.

lunedì 19 novembre 2012

Legno di Cirmolo (Pino Cembro)

pino_cembro_ramo.jpgIl legno di cirmolo è dimostrato essere un toccasana per dormire bene. Lo sanno bene le popolazioni delle valli alpine dove molti letti e camere da letto sono arredate proprio il pino cembro (pinus cembra). Nella nostra valle Varaita abbiamo il bosco di pino cembro più esteso presente sull'arco alpino (il bosco dell'Alevè)


Questo pino cresce oltre i 1500 metri e fino ai 2400 di altezza ed è un albero molto forte capace di sopportare i venti alpini, la neve e il freddo. E’ noto da secoli per le sue proprietà: riesce a far diminuire i battiti cardiaci e dunque viene considerato l’alleato perfetto del sonno. Infatti, in passato, era uso preparare culle per neonati e bambini proprio con il legno del cirmolo.


Ovviamente vi sono derivati dal cirmolo come oli, saponi, imbottiture e appunto il legno usato per oggettistica e sculture, pannelli per le pareti o per pavimenti ma anche per confezionare con i trucioli cuscini che favoriscono il sonno; c’è anche l’olio essenziale usato per curare stiramenti, strappi muscolari e contusioni.


In passato era anche molto usato per arredare, vi si costruivano sopratutto armadi avendo notato che i vestiti si mantenevamo molto bene al suo interno. È stato dimostrato scientificamente l’effetto benefico del legno di pino cembro, impiegato nella costruzione di mobilio, sull’uomo. Il profumo del legno di pino cembro, anche se gradito agli uomini, non altrettanto lo è per gli insetti nocivi. Il legno di pino cembro si mantiene per decenni e tiene lontano le tarme da armadi e cassetti. I gustosi pinoli del pino cembro erano impiegati una volta, nella zona alpina, come prezioso alimento. L’olio di pino cembro aiuta inoltre a rilassarsi ed è di giovamento nei raffreddori.


Veniamo all’uso dei trucioli nei cuscini per favorire il sonno: ci sono diversi negozi con la vendita on line che hanno tra le loro offerte anche bambole, orsetti e ninnoli o imbottiti con trucioli di legno o in legno di cirmolo da regalare ai bambini per assicurare loro un sonno tranquillo.


Infine l’uso dell’olio essenziale di cirmolo è indicato sia per profumare delicatamente la casa, ha un retrogusto dolce e la prima sensazione che si ha è di essere in un bosco alpino.

domenica 18 novembre 2012

Riciclo batterie auto elettriche

batt.jpgCome fare a smaltire le batterie delle auto elettriche? Trasformandole in generatori elettrici casalinghi! Attualmente uno dei nei dei veicoli a zero emissioni è legato proprio allo smaltimento delle batterie al termine del loro ciclo di vita. Un punto a sfavore che però ha già pronta una soluzione, fornita da General Motors e ABB.


Le due aziende, infatti, hanno condotto un'esperimento e montato insieme cinque batterie usate della Chevrolet Volt in una unità modulare in grado di fornire due ore di energia elettrica ad alcune case americane. E General Motors ne ha dimostrato anche il funzionamento. Durante l'evento di presentazione, lo scorso 14 novembre, il prototipo ha fornito infatti 25 kW di potenza e 50 kWh di energia per alimentare tutte le luci di supporto e le attrezzature audiovisive in una struttura di "off-grid", in cui il 100% della potenza dell'impianto è stata originata dalle vecchie batterie della Volt attraverso il sistema di archiviazione ABB Inverter Energy.


Il sistema, una volta perfezionato, potrebbe essere utilizzato per alimentare un gruppo di case o anche piccoli edifici commerciali in caso di black out, o durante un'interruzione di corrente, vista la limitata disponibilità di energia al momento messa a disposizione (solo 2 ore). Ma l'idea potrebbe anche consentire lo stoccaggio di energia durante i periodi “a basso costo” per un uso successivo, durante i picchi di domanda. Con un evidente vantaggio economico. Il sistema di GM infatti potrebbe un giorno essere usato per ridurre i costi dell'energia e migliorare la qualità della erogazione della potenza.


“In molti casi, quando la batteria di un EV (Veicolo Elettrico, NdR) ha raggiunto la fine della sua vita in un'applicazione automotive, ne è stato usato solo il 30% o meno. Questo lascia una enorme quantità di 'vita' che può essere utilizzata da altre applicazioni” ha detto Pablo Valencia, responsabile di GM per la gestione del ciclo di vita della batteria.


“Abbiamo dimostrato oggi quanto velocemente questo concetto di ricerca si stia trasformando in realtà”, ha continuato Allen Burchett, vicepresidente di ABB per lo sviluppo delle imprese nel Nord America. “Il sistema di batterie ABB-GM Volt è il primo al mondo a sfruttare le batterie delle auto il più possibile per l'alimentazione di backup delle case e di altre attività commerciali”.


Auto elettriche, ecologiche due volte, sia durante che alla fine della loro vita.

giovedì 8 novembre 2012

Il Louvre

Louvre-1.jpgVeniva inaugurato l'8 novembre 1793 ed è diventato uno dei più grandi e prestigiosi musei del mondo.


Il Louvre ha origine da una fortificazione fatta costruire da Filippo Augusto al momento della sua partenza per la Crociata del 1190, al fine di proteggere la riva destra in sua assenza. 


Successivamente, nel XIV secolo, la fortezza fu abbellita da Carlo V che ne fece una residenza secondaria, ma solo con Francesco I, nel 1515, il Louvre divenne la dimora principale dei sovrani di Francia. Il re sostituì il torrione con un cortile lastricato e fece rinnovare l’intero palazzo dall’architetto Pierre Lescot. Poco più tardi, Caterina de’ Medici fece costruire un nuovo palazzo nella zona antistante il Louvre che era stata precedentemente occupata da fabbriche di tegole (tuiles): il palazzo prese per l’appunto il nome di Tuileries. La sovrana pose, inoltre, le basi di un ambizioso progetto, quello di ingrandire ulteriormente il Louvre a spese di edifici privati e di collegarlo alla nuova residenza. Il progetto fu realizzato a partire dal 1594 da Enrico IV, che curò il collegamento alle Tuileries attraverso la Grande e la Piccola Galleria.


In seguito furono diverse le modifiche o le aggiunte all’edificio, ma l’evento che caratterizzò maggiormente la trasformazione dell’area fu la distruzione del palazzo di Caterina de’ Medici, seguito agli eventi rivoluzionari, e la realizzazione al suo posto dei giardini omonimi.


Il Louvre perse la sua funzione di residenza reale all’epoca di Luigi XIV che spostò la corte nel nuovo palazzo di Versailles e nell’edificio, a partire dal 1793, fu realizzato il Muséum Central des Arts.


Nel 1981, solo pochi mesi dopo la sua nomina a presidente della Repubblica Francese, François Mitterand propose di rinnovare e rendere più funzionali le strutture museali del Louvre. Il progetto venne affidato all’architetto sino-americano Pei e incontrò da subito numerose difficoltà. La prima fu rappresentata dalla necessità di spostare il Ministero delle Finanze, che aveva sede nell’ala Richelieu, per poter consacrare definitivamente e completamente l’antico palazzo reale a museo. La riluttanza al trasferimento a Bercy, da parte del ministro, creò un po’ di tensione in ambito politico ma i suoi tentativi di opposizione furono vani: ormai il progetto aveva preso il volo.


Così, venti anni di lavoro e un investimento di un miliardo di euro, hanno migliorato la presentazione delle opere e hanno dato vita ad una città sotterranea che, con biglietteria, luoghi di ristoro e boutique di vario genere, è oggi il corollario adeguato ad uno dei più grandi e visitati musei del mondo.


Come accesso alla Ville Louvre, Pei ideò una monumentale piramide di vetro. Naturalmente la creazione di quest’opera tanto imponente e moderna nella vecchia Cour Napoléon diede adito a non poche critiche che definirono il progetto un “Grande Errore”, osteggiando “La geometria glaciale” della Piramide e temendo che queste nuove costruzioni potessero degenerare in una sorta di Disneyland parigina – in un’epoca in cui, tra l’altro, il parco dei divertimenti non esisteva ancora.


Ma come già era successo un secolo prima con la Tour Eiffel, nonostante le critiche aspre, il monumento ha riscosso, sin dall’inaugurazione nel 1989, un gran successo.