Dopo aver presentato cosa sono i principi nutritivi da oggi li esaminiamo uno ad uno, cominciando dalle proteine.
Le proteine sono tra i composti organici più complessi e sono i costituenti fondamentali di tutte le cellule animali (proteine animali) e vegetali (proteine vegetali).
• Proteine vegetali
nei cereali: frumento, orzo, mais, segale, grano saraceno, miglio, farro, kamut;
nei legumi: fagioli, ceci, lenticchie, soia, piselli, fave, cicerchia, lupini e arachidi;
in alcuni tipi di semi: pinoli, mandorle, pistacchi, noci, nocciole.
• Proteine animali
carne, pesce, latte e derivati, uova.
Le proteine sono costituite da unità di base differenti chiamate aminoacidi e svolgono molteplici e specifiche funzioni:
• funzione plastica: costituiscono la struttura delle cellule;
• funzione protettiva: concorrono alla formazione degli anticorpi che ci difendono, neutralizzandoli, da virus e batteri;
• funzione regolatrice: rappresentata da ormoni ed enzimi;
• funzione di trasporto: trasportano nutrienti e altre sostanze nel sangue. Sono importanti per la conduzione degli impulsi nervosi e la contrazione dei muscoli;
• funzione energetica: possono produrre energia in condizioni estreme quando non sono disponibili altri nutrienti più idonei.
Il nostro corpo è in grado di sintetizzare tutte le diverse unità che compongono le proteine, cioè gli aminoacidi, tranne 8 , definiti essenziali, e che sono introdotti attraverso gli alimenti. In base al tipo di aminoacidi presente, le proteine vengono classificate in proteine ad alto valore biologico o complete (proteine nobili) e proteine a basso valore biologico o incomplete.
Le prime contengono tutti gli aminoacidi essenziali nelle quantità ottimali e si trovano negli alimenti di origine animale; le seconde forniscono proteine
con quantità nulle o insufficienti in aminoacidi essenziali e si trovano negli alimenti di origine vegetale. Queste ultime possono ugualmente fornire 15%
proteine di ottima qualità se combinate con altre ricche di aminoacidi. È il classico esempio del "piatto unico" formato dalla combinazione di cereali e
legumi (per esempio, pasta e fagioli).
Un'alimentazione che non copra il fabbisogno proteico ed energetico necessario può causare malnutrizione, con il rischio di utilizzare le proteine per fornire energia e con la conseguenza di ridurre la massa magra. Per contro, l'eccesso di proteine introdotte con la dieta sarà degradato con un surplus di lavoro per il rene, non essendo disponibili nel corpo depositi per l'allocazione delle proteine in eccesso.
VIDEO: LA QUALITA' DELLE PROTEINE
martedì 11 agosto 2015
giovedì 6 agosto 2015
6 agosto, la bomba atomica di Hiroshima
Su ordine del presidente americano Harry Truman, esattamente 70 anni fa, il 6 agosto 1945, alle 8.15 del mattino, l'equipaggio del bombardiere Enola Gay delle Forze armate degli Stati Uniti sganciò su Hiroshima il primo ordigno atomico a uso bellico della storia, chiamato Little Boy, cogliendo di sorpresa la città giapponese, importante centro navale e militare.
Lo spostamento d'aria di eccezionale potenza rase al suolo le case e gli edifici nel raggio di circa 2 km. Ai gravissimi effetti termici e radioattivi immediati (80.000 morti e quasi 40.000 feriti, più 13.000 dispersi) si aggiunsero negli anni successivi gli effetti delle radiazioni, che portarono le vittime a quota 250.000.
Tre giorni dopo fu la volta di Fat Man, la seconda bomba atomica lanciata su Nagasaki, responsabile di 70.000 vittime dirette entro la fine del 1945, più altrettante negli anni successivi. Il 14 agosto successivo, la riunione del governo nel rifugio antiaereo del Palazzo imperiale vide l'imperatore Hirohito annunciare la volontà di arrendersi dopo i drammatici bombardamenti delle due città. L'indomani il suo discorso di resa fu consegnato alla radio, malgrado il tentativo di bloccarlo da parte di alcuni giovani ufficiali dell'esercito.
Lo spostamento d'aria di eccezionale potenza rase al suolo le case e gli edifici nel raggio di circa 2 km. Ai gravissimi effetti termici e radioattivi immediati (80.000 morti e quasi 40.000 feriti, più 13.000 dispersi) si aggiunsero negli anni successivi gli effetti delle radiazioni, che portarono le vittime a quota 250.000.
Tre giorni dopo fu la volta di Fat Man, la seconda bomba atomica lanciata su Nagasaki, responsabile di 70.000 vittime dirette entro la fine del 1945, più altrettante negli anni successivi. Il 14 agosto successivo, la riunione del governo nel rifugio antiaereo del Palazzo imperiale vide l'imperatore Hirohito annunciare la volontà di arrendersi dopo i drammatici bombardamenti delle due città. L'indomani il suo discorso di resa fu consegnato alla radio, malgrado il tentativo di bloccarlo da parte di alcuni giovani ufficiali dell'esercito.
mercoledì 29 luglio 2015
Concorde: unico aereo commerciale a superare la velocità del suono
Molti di voi non avranno mai sentito parlare del Concorde ma è stato veramente uno dei punti più avanzati della tecnologia areonautica. Incredibile se si pensa che i fratelli Wright, costruttori di biciclette, iniziavano a volare solo 50 anni prima.
Quindici anni fa, il 25 luglio del 2000, un Dc 10 della Continental Airlines appena partito dall’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi perse un piccolo pezzo metallico dalla fusoliera. Quell’insignificante frammento sarebbe potuto cadere ovunque senza fare danni e senza passare tristemente alla storia. Cadde invece sulla pista e forò uno pneumatico del volo 4590 dell’Air France in fase di decollo, causando il danneggiamento di un serbatoio, un incendio che tutto il mondo vide sgomento in tv quella sera, la morte di 113 persone e l’inizio della fine dell’aereo di linea più bello e tecnologicamente avanzato che il XX secolo avesse prodotto: il Concorde.
Cento sedili, due per lato con un corridoio centrale, più simile ad un autobus che ad un aereo, stretti e apparentemente scomodi, c’è uno spazio limitato per il bagaglio a mano e la cabina è claustrofobica, alta solo 180 centimetri. Il servizio a bordo era però eccellente, con uova strapazzate all’aragosta e champagne e caviale prima dell’atterraggio.
Nelle tre ore e mezza di viaggio sull’Atlantico non erano previsti intrattenimenti, a parte la disponibilità di otto canali musicali stereo. Alcuni display segnalavano la velocità e la temperatura esterna dell’aria. Quando si stava per superare la velocità del suono, il pilota avvertiva i passeggeri, che percepivano solo un lieve aumento dell’accelerazione. Il volo era sempre tranquillo, grazie alla quota elevata alla quale il Concorde viaggiava: 17 mila metri, priva di turbolenze. Dal finestrino era possibile vedere la curvatura della Terra e gli aerei che 6 mila metri più in basso andavano nella stessa direzione sembravano procedere al contrario.
Sono stati costruiti 20 Concorde. British Airways e Air France ne hanno utilizzati 14 nei voli commerciali per 27 anni, senza inconvenienti di rilievo. L’incidente di Parigi fu causato da un fattore esterno e i progettisti ritenevano che ogni modello avrebbe potuto volare per 30 anni in totale sicurezza.
Oggi alcuni gruppi privati e la stessa Nasa stanno lavorando a prototipi che nel giro di pochi anni consentiranno nuovamente di trasportare passeggeri a una velocità superiore a quella del suono e che rilanceranno uno dei progetti più ambiziosi mai concepiti e realizzati: portare persone dall’Europa all’America in tre ore e mezzo, facendole atterrare un’ora prima di essere partiti.
Il primo Concorde aveva volato il 2 marzo del 1969 ed era entrato in servizio, dopo otto anni di collaudi e di perfezionamenti, il 21 gennaio 1976. I costi del progetto di un aereo passeggeri supersonico erano così elevati che era stato necessario un trattato tra due Stati ambiziosi e visionari, Francia e Gran Bretagna, per realizzarlo. Ma quando i primi modelli uscirono dagli hangar sembrò a tutti che i soldi fossero stati ben spesi: non si era mai visto un aereo così elegante e armonioso, con la lunga e stretta fusoliera, le grandi ali a delta senza piani orizzontali di coda, gli alti carrelli che sembravano zampe, il muso che s’inclinava in basso al decollo e all’atterraggio, come quello di un grande uccello.
Poche persone potevano permettersi di volare sul Concorde - il biglietto costava tre volte quello della prima classe di un aereo normale - ma il suo sogno apparteneva a tutti. Sui giornali popolari di Londra comparivano le dichiarazioni della duchessa di York, Sarah Ferguson, che spiegava compiaciuta come ora, grazie al nuovo aereo, lei potesse accompagnare le figlie a scuola alle 8,30, partire da Heathrow alle 10,30 e arrivare a New York alle 9,30, in tempo per partecipare a una conferenza. In volo a 17 mila metri sull’oceano, l’aereo raggiungeva la velocità di Mach 2, circa 2.170 chilometri orari, e dai finestrini i passeggeri guardavano in basso gli altri aerei di linea, così lenti che parevano viaggiare all’indietro.
I costi di esercizio erano impressionanti: la manutenzione richiedeva 20 ore di lavoro per ogni ora di volo, nel solo rullaggio a terra si consumavano due tonnellate di combustibile e in viaggio se ne 1000 litri per ogni passeggero, il triplo degli altri aerei.
Ora una società privata, l’Aerion, ha annunciato l’imminente entrata in servizio dell’As2, il primo aereo passeggeri supersonico dopo il Concorde. Viaggerà a «soli» Mach 1,6, ma consumerà molto meno e costerà la metà. La Nasa sta a sua volta lavorando a nuovi motori, che risolveranno il problema del «boom» sonico che scuote le mura e i vetri delle case quando si supera la velocità del suono, riducendolo all’amichevole brontolio di un temporale lontano. Il sogno del Concorde potrebbe continuare.
GUARDA IL VIDEO
Quindici anni fa, il 25 luglio del 2000, un Dc 10 della Continental Airlines appena partito dall’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi perse un piccolo pezzo metallico dalla fusoliera. Quell’insignificante frammento sarebbe potuto cadere ovunque senza fare danni e senza passare tristemente alla storia. Cadde invece sulla pista e forò uno pneumatico del volo 4590 dell’Air France in fase di decollo, causando il danneggiamento di un serbatoio, un incendio che tutto il mondo vide sgomento in tv quella sera, la morte di 113 persone e l’inizio della fine dell’aereo di linea più bello e tecnologicamente avanzato che il XX secolo avesse prodotto: il Concorde.
Cento sedili, due per lato con un corridoio centrale, più simile ad un autobus che ad un aereo, stretti e apparentemente scomodi, c’è uno spazio limitato per il bagaglio a mano e la cabina è claustrofobica, alta solo 180 centimetri. Il servizio a bordo era però eccellente, con uova strapazzate all’aragosta e champagne e caviale prima dell’atterraggio.
Nelle tre ore e mezza di viaggio sull’Atlantico non erano previsti intrattenimenti, a parte la disponibilità di otto canali musicali stereo. Alcuni display segnalavano la velocità e la temperatura esterna dell’aria. Quando si stava per superare la velocità del suono, il pilota avvertiva i passeggeri, che percepivano solo un lieve aumento dell’accelerazione. Il volo era sempre tranquillo, grazie alla quota elevata alla quale il Concorde viaggiava: 17 mila metri, priva di turbolenze. Dal finestrino era possibile vedere la curvatura della Terra e gli aerei che 6 mila metri più in basso andavano nella stessa direzione sembravano procedere al contrario.
Sono stati costruiti 20 Concorde. British Airways e Air France ne hanno utilizzati 14 nei voli commerciali per 27 anni, senza inconvenienti di rilievo. L’incidente di Parigi fu causato da un fattore esterno e i progettisti ritenevano che ogni modello avrebbe potuto volare per 30 anni in totale sicurezza.
Oggi alcuni gruppi privati e la stessa Nasa stanno lavorando a prototipi che nel giro di pochi anni consentiranno nuovamente di trasportare passeggeri a una velocità superiore a quella del suono e che rilanceranno uno dei progetti più ambiziosi mai concepiti e realizzati: portare persone dall’Europa all’America in tre ore e mezzo, facendole atterrare un’ora prima di essere partiti.
Il primo Concorde aveva volato il 2 marzo del 1969 ed era entrato in servizio, dopo otto anni di collaudi e di perfezionamenti, il 21 gennaio 1976. I costi del progetto di un aereo passeggeri supersonico erano così elevati che era stato necessario un trattato tra due Stati ambiziosi e visionari, Francia e Gran Bretagna, per realizzarlo. Ma quando i primi modelli uscirono dagli hangar sembrò a tutti che i soldi fossero stati ben spesi: non si era mai visto un aereo così elegante e armonioso, con la lunga e stretta fusoliera, le grandi ali a delta senza piani orizzontali di coda, gli alti carrelli che sembravano zampe, il muso che s’inclinava in basso al decollo e all’atterraggio, come quello di un grande uccello.
Poche persone potevano permettersi di volare sul Concorde - il biglietto costava tre volte quello della prima classe di un aereo normale - ma il suo sogno apparteneva a tutti. Sui giornali popolari di Londra comparivano le dichiarazioni della duchessa di York, Sarah Ferguson, che spiegava compiaciuta come ora, grazie al nuovo aereo, lei potesse accompagnare le figlie a scuola alle 8,30, partire da Heathrow alle 10,30 e arrivare a New York alle 9,30, in tempo per partecipare a una conferenza. In volo a 17 mila metri sull’oceano, l’aereo raggiungeva la velocità di Mach 2, circa 2.170 chilometri orari, e dai finestrini i passeggeri guardavano in basso gli altri aerei di linea, così lenti che parevano viaggiare all’indietro.
I costi di esercizio erano impressionanti: la manutenzione richiedeva 20 ore di lavoro per ogni ora di volo, nel solo rullaggio a terra si consumavano due tonnellate di combustibile e in viaggio se ne 1000 litri per ogni passeggero, il triplo degli altri aerei.
Ora una società privata, l’Aerion, ha annunciato l’imminente entrata in servizio dell’As2, il primo aereo passeggeri supersonico dopo il Concorde. Viaggerà a «soli» Mach 1,6, ma consumerà molto meno e costerà la metà. La Nasa sta a sua volta lavorando a nuovi motori, che risolveranno il problema del «boom» sonico che scuote le mura e i vetri delle case quando si supera la velocità del suono, riducendolo all’amichevole brontolio di un temporale lontano. Il sogno del Concorde potrebbe continuare.
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giovedì 23 luglio 2015
I principi nutritivi
Questo è l'anno dell'expo di Milano: nutrire il pianeta e non possiamo proprio non parlare di cibo. Per alcune settimane allora vi proporrò alcuni spunti di lettura sull'alimentazione.
I principi nutritivi sono sostanze contenute negli alimenti che mangiamo e sono indispensabili alla vita e al metabolismo dl tutti gli organismi viventi. Gli alimenti, sia di origine animale sia di origine vegetale, sono costituiti da sostanze semplici chimicamente diverse, i principi nutritivi appunto, che il nostro organismo assorbe a livello intestinale come prodotto finale della digestione degli alimenti.
Per "nutriente" intendiamo in modo generico quelle sostanze contenute negli alimenti utilizzate dall'organismo per mantenersi in buona salute.
Queste sostanze si suddividono in due gruppi, in base alla loro caratteristica di apportare o meno energia al nostro organismo: i macronutrienti, cioè proteine (o protidi), grassi (o lipidi) e carboidrati (o glucidi), necessari per la produzione di energia e per la crescita; i micronutrienti, rappresentati dalle vitamine (A, complesso B e C, D, E, K) e da alcuni minerali come ferro, rame, zinco e selenio (oligoelementi).
Anche l'acqua è un macronutriente, in quanto pur non fornendo energia né componenti essenziali ci è indispensabile tanto quanto gli alimenti.
I macronutrienti sono come "carburante" per il nostro corpo, mentre i micronutrienti, pur non apportando energia, sono essenziali perché permettono al nostro metabolismo di funzionare in maniera corretta.
In natura, a eccezione dello zucchero comune e dell'olio, non esistono alimenti costituiti da un solo principio alimentare; in ogni alimento naturale, infatti, sono presenti quasi tutti i principi nutritivi distribuiti in percentuali variabili.
Il nostro benessere dipende da un apporto equilibrato di macro e micronutrienti.
L'introduzione nel nostro organismo di una quantità insufficiente o eccessiva di questi nutrienti può causare seri problemi alla salute.
IMPARA DAI CARTOON
giovedì 16 luglio 2015
Il giorno in cui l’Europa si unì sotto il Monte Bianco
Il 16 luglio 1965 un capolavoro di ingegneria segnava l’inizio di una nuova era. Dopo la tragedia del 1999 il tunnel è rinato con l’hi tech, dai sensori ai radar.
Tedeschi dell’Est e russi innalzavano muri, mentre italiani e francesi li frantumavano. Cinquant’anni fa, il 16 luglio 1965, i presidenti Saragat e De Gaulle tagliarono il nastro del tunnel stradale più lungo del mondo, il traforo del Monte Bianco. Fu l’inizio di una nuova era in un’Europa che, ieri come oggi, si divideva tra chi blindava confini e chi voleva abbattere le barriere.
L’inizio del sogno fu una galleria lunga 100 metri scavata nel 1946 dal conte torinese e ingegnere Dino Lora Totino su progetto di Vittorio Zignoli, il coronamento arrivò 19 anni più tardi. Da quel giorno di luglio di mezzo secolo fa, sotto il Monte Bianco, sono transitati più di 68 milioni di veicoli. Il tunnel ha cambiato i destini di molti, spostando le direttrici del traffico commerciale tra Nord Europa e Mediterraneo e concentrandole sulle Alpi. A livello di ingegneria fu un capolavoro: gli scavi, durati otto anni, durante i quali si avanzava fino a un massimo di nove metri al giorno, si conclusero il 14 agosto 1962 con la caduta dell’ultimo diaframma, quando si ritrovarono faccia a faccia gli «uomini talpa» italiani e francesi; in una lunghezza complessiva di 11,6 km.
Ci sono 2500 metri di granito dell’Aiguille du Midi sopra le teste degli automobilisti che attraversano il traforo. La scommessa di poter oltrepassare il Monte Bianco in una manciata di minuti anzichè in tre giorni (tanto era il tempo necessario per sconfinare a piedi) è stata vinta a caro prezzo: 17 operai morirono nei lavori di costruzione del tunnel (tre sotto le valanghe). C’è una terza data che ha segnato la storia della galleria: il 24 marzo 1999, quando un Tir belga carico di farina e margarina entrò con un principio d’incendio al motore. Fu una catastrofe: nel rogo morirono 39 persone, decine di camion e auto vennero sciolti da un calore che, nel cuore del tunnel, raggiunse i mille gradi. I vigili del fuoco di entrambi i Paesi impiegarono due giorni prima di spegnere le fiamme. Due anni più tardi, nel cuore del traforo incenerito, si respirava ancora a fatica.
Italia e Francia diedero il via a lavori da 380 milioni di euro per rifare il tunnel e, soprattutto, renderlo invulnerabile: fino ad oggi è stata vinta anche questa scommessa. La galleria, dalla riapertura nel 2002, è un formidabile concentrato di tecnologia: 35 mila punti di controllo, 37 rifugi termici, 120 telecamere, 12 frequenze radio per messaggi in tre lingue, un cavo termometrico dotato di 3860 sensori, 10 radar che misurano la velocità (è stato introdotto il limite dei 70 km/h) e altri 10 che misurano la distanza dei veicoli (mai inferiore ai 150 metri). Tutto ciò per far scorrere senza ostacoli quel fiume di camion e auto che, 365 giorni l’anno e 24 ore su 24, attraversa la montagna più alta d’Europa in 12 minuti.
Come funziona una fresa per tunnel
Uno dei tunnel più arditi: il tunnel della Manica, 50 km sotto il mare, per collegare Francia e Gran Bretagna
Tedeschi dell’Est e russi innalzavano muri, mentre italiani e francesi li frantumavano. Cinquant’anni fa, il 16 luglio 1965, i presidenti Saragat e De Gaulle tagliarono il nastro del tunnel stradale più lungo del mondo, il traforo del Monte Bianco. Fu l’inizio di una nuova era in un’Europa che, ieri come oggi, si divideva tra chi blindava confini e chi voleva abbattere le barriere.
L’inizio del sogno fu una galleria lunga 100 metri scavata nel 1946 dal conte torinese e ingegnere Dino Lora Totino su progetto di Vittorio Zignoli, il coronamento arrivò 19 anni più tardi. Da quel giorno di luglio di mezzo secolo fa, sotto il Monte Bianco, sono transitati più di 68 milioni di veicoli. Il tunnel ha cambiato i destini di molti, spostando le direttrici del traffico commerciale tra Nord Europa e Mediterraneo e concentrandole sulle Alpi. A livello di ingegneria fu un capolavoro: gli scavi, durati otto anni, durante i quali si avanzava fino a un massimo di nove metri al giorno, si conclusero il 14 agosto 1962 con la caduta dell’ultimo diaframma, quando si ritrovarono faccia a faccia gli «uomini talpa» italiani e francesi; in una lunghezza complessiva di 11,6 km.
Ci sono 2500 metri di granito dell’Aiguille du Midi sopra le teste degli automobilisti che attraversano il traforo. La scommessa di poter oltrepassare il Monte Bianco in una manciata di minuti anzichè in tre giorni (tanto era il tempo necessario per sconfinare a piedi) è stata vinta a caro prezzo: 17 operai morirono nei lavori di costruzione del tunnel (tre sotto le valanghe). C’è una terza data che ha segnato la storia della galleria: il 24 marzo 1999, quando un Tir belga carico di farina e margarina entrò con un principio d’incendio al motore. Fu una catastrofe: nel rogo morirono 39 persone, decine di camion e auto vennero sciolti da un calore che, nel cuore del tunnel, raggiunse i mille gradi. I vigili del fuoco di entrambi i Paesi impiegarono due giorni prima di spegnere le fiamme. Due anni più tardi, nel cuore del traforo incenerito, si respirava ancora a fatica.
Italia e Francia diedero il via a lavori da 380 milioni di euro per rifare il tunnel e, soprattutto, renderlo invulnerabile: fino ad oggi è stata vinta anche questa scommessa. La galleria, dalla riapertura nel 2002, è un formidabile concentrato di tecnologia: 35 mila punti di controllo, 37 rifugi termici, 120 telecamere, 12 frequenze radio per messaggi in tre lingue, un cavo termometrico dotato di 3860 sensori, 10 radar che misurano la velocità (è stato introdotto il limite dei 70 km/h) e altri 10 che misurano la distanza dei veicoli (mai inferiore ai 150 metri). Tutto ciò per far scorrere senza ostacoli quel fiume di camion e auto che, 365 giorni l’anno e 24 ore su 24, attraversa la montagna più alta d’Europa in 12 minuti.
Come funziona una fresa per tunnel
Uno dei tunnel più arditi: il tunnel della Manica, 50 km sotto il mare, per collegare Francia e Gran Bretagna
venerdì 26 giugno 2015
Windows 10 arriva il 29 luglio
Il nuovo sistema operativo di Microsoft sarà una svolta storica per la casa di Redmond ed è anche il prodotto con cui la stessa si giocherà la reputazione nel settore dei tablet e degli smartphone. Sono tante le novità, a partire dalla nuova interfaccia a tiles (mattonelle), riassumiamo le principali in 10 punti.
1. Quanti Windows 10?
Windows 10 sarà disponibile in 7 versioni: Home, Mobile, Pro, Enterprise, Education, Mobile Enterprise e, per la prima volta, una versione IoT (Internet of Things) Core. Le più attese sono Windows Home, per personal computer e tablet, e Windows Mobile per gli smartphone. I server, invece, dovranno aspettare Windows Server 2016. Una versione touch di Office sarà disponibile gratuitamente nelle versioni dedicate a tablet e smartphone.
2. Quando esce?
Non è ancora stata dichiarata la data ufficiale di uscita di Windows 10 ma è molto probabile che sarà un giorno di fine luglio – almeno per i produttori di hardware - in 190 nazioni e 111 lingue. Inizialmente non saranno rilasciate tutte le versioni: quelle per smartphone e tablet non arriveranno prima di ottobre. Intanto, chiunque abbia un account Microsoft può provare una versione beta scaricandola da Insider Windows .
3. (Quasi) gratis
Microsoft ha dichiarato che l’aggiornamento a Windows 10 Home e Pro sui sistemi Windows 7, 8 e Windows Phone 8.1 non piratati sarà gratuito se effettuato entro un anno dall’uscita. Passati i 12 mesi dal lancio si dovrà pagare per l’aggiornamento, ma non si sa ancora quanto. Nelle versioni per schermi touch, inoltre, sarà installato gratuitamente Office.
4. Gli aggiornamenti
Con Windows 10 va in soffitta la “major release” ovvero l’aggiornamento una tantum proposto a intervalli regolari di tempo in cui si raggruppavano tutte le correzioni in un download solo. Ora Microsoft rilascerà aggiornamenti più leggeri e più frequenti e, come abbiamo già raccontato, non chiederà il permesso a nessuno. L’idea è che tutti i Windows 10 in tutto il mondo siano sempre performanti e sicuri.
5. Hello (world)
Windows 10 introduce un nuovo riconoscimento al posto della classica password. L’autenticazione sarà biometrica, con il riconoscimento facciale, dell’iride e dell’impronta del polpastrello ma ci vorrà un lettore apposito o un computer con camera RealSense 3D di Intel.
6. Ciao, come va?
Già introdotta in Windows Phone, l’assistente vocale di Microsoft si preannuncia come una delle grandi novità di Windows 10. Sarà utilizzato non solo dalle applicazioni e dai servizi del sistema operativo ma anche dagli sviluppatori che potranno integrarlo nelle loro applicazioni. Sarà a disposizione per diverse attività, dalla ricerca su Bing alla creazione di un appuntamento o la modifica delle impostazioni.
7. Addio Explorer
Dopo 20 anni di onorata carriera e qualche vicissitudine, il browser di Microsoft lascia il posto a Edge, il nuovo programma di navigazione di Windows 10. Rivedendo completamente l’esperienza di navigazione per adattarsi soprattutto agli schermi touch di tablet e smartphone, Microsoft intende usare Edge e Cortana come biglietti da visita per convincere soprattutto il consumatore.
8. Le app Android e iOS
All’ultima Build 2015 – conferenza Microsoft rivolta agli sviluppatori – la casa di Redmond ha chiarito che le app e i giochi sviluppati per piattaforma Android o iOS potranno essere “portati” più o meno facilmente su Windows 10, ma solo su smartphone e piccoli tablet. Senza dover ricreare da zero le app, gli sviluppatori ricompileranno le loro creature utilizzando un Sdk (software development kit) fornito gratuitamente da Microsoft.
9. Indipendente dallo schermo
Collegando uno smartphone con Windows 10 Mobile a uno schermo tv via Hdmi, la schermata si adatta immediatamente alla nuova dimensione e, con un mouse e una tastiera bluetooth, lo smartphone può essere gestito come un computer grazie a Continuum.
10. Sorella xBox
Se il Pc, o comunque il dispositivo con Windows 10, è collegato alla stessa rete WiFi di una xBox One, sarà possibile giocare in streaming sul Pc i giochi installati nella console senza emulazione. In pratica si tratta di un’estensione su un altro schermo.
1. Quanti Windows 10?
Windows 10 sarà disponibile in 7 versioni: Home, Mobile, Pro, Enterprise, Education, Mobile Enterprise e, per la prima volta, una versione IoT (Internet of Things) Core. Le più attese sono Windows Home, per personal computer e tablet, e Windows Mobile per gli smartphone. I server, invece, dovranno aspettare Windows Server 2016. Una versione touch di Office sarà disponibile gratuitamente nelle versioni dedicate a tablet e smartphone.
2. Quando esce?
Non è ancora stata dichiarata la data ufficiale di uscita di Windows 10 ma è molto probabile che sarà un giorno di fine luglio – almeno per i produttori di hardware - in 190 nazioni e 111 lingue. Inizialmente non saranno rilasciate tutte le versioni: quelle per smartphone e tablet non arriveranno prima di ottobre. Intanto, chiunque abbia un account Microsoft può provare una versione beta scaricandola da Insider Windows .
3. (Quasi) gratis
Microsoft ha dichiarato che l’aggiornamento a Windows 10 Home e Pro sui sistemi Windows 7, 8 e Windows Phone 8.1 non piratati sarà gratuito se effettuato entro un anno dall’uscita. Passati i 12 mesi dal lancio si dovrà pagare per l’aggiornamento, ma non si sa ancora quanto. Nelle versioni per schermi touch, inoltre, sarà installato gratuitamente Office.
4. Gli aggiornamenti
Con Windows 10 va in soffitta la “major release” ovvero l’aggiornamento una tantum proposto a intervalli regolari di tempo in cui si raggruppavano tutte le correzioni in un download solo. Ora Microsoft rilascerà aggiornamenti più leggeri e più frequenti e, come abbiamo già raccontato, non chiederà il permesso a nessuno. L’idea è che tutti i Windows 10 in tutto il mondo siano sempre performanti e sicuri.
5. Hello (world)
Windows 10 introduce un nuovo riconoscimento al posto della classica password. L’autenticazione sarà biometrica, con il riconoscimento facciale, dell’iride e dell’impronta del polpastrello ma ci vorrà un lettore apposito o un computer con camera RealSense 3D di Intel.
6. Ciao, come va?
Già introdotta in Windows Phone, l’assistente vocale di Microsoft si preannuncia come una delle grandi novità di Windows 10. Sarà utilizzato non solo dalle applicazioni e dai servizi del sistema operativo ma anche dagli sviluppatori che potranno integrarlo nelle loro applicazioni. Sarà a disposizione per diverse attività, dalla ricerca su Bing alla creazione di un appuntamento o la modifica delle impostazioni.
7. Addio Explorer
Dopo 20 anni di onorata carriera e qualche vicissitudine, il browser di Microsoft lascia il posto a Edge, il nuovo programma di navigazione di Windows 10. Rivedendo completamente l’esperienza di navigazione per adattarsi soprattutto agli schermi touch di tablet e smartphone, Microsoft intende usare Edge e Cortana come biglietti da visita per convincere soprattutto il consumatore.
8. Le app Android e iOS
All’ultima Build 2015 – conferenza Microsoft rivolta agli sviluppatori – la casa di Redmond ha chiarito che le app e i giochi sviluppati per piattaforma Android o iOS potranno essere “portati” più o meno facilmente su Windows 10, ma solo su smartphone e piccoli tablet. Senza dover ricreare da zero le app, gli sviluppatori ricompileranno le loro creature utilizzando un Sdk (software development kit) fornito gratuitamente da Microsoft.
9. Indipendente dallo schermo
Collegando uno smartphone con Windows 10 Mobile a uno schermo tv via Hdmi, la schermata si adatta immediatamente alla nuova dimensione e, con un mouse e una tastiera bluetooth, lo smartphone può essere gestito come un computer grazie a Continuum.
10. Sorella xBox
Se il Pc, o comunque il dispositivo con Windows 10, è collegato alla stessa rete WiFi di una xBox One, sarà possibile giocare in streaming sul Pc i giochi installati nella console senza emulazione. In pratica si tratta di un’estensione su un altro schermo.
giovedì 25 giugno 2015
Apple Watch esce anche in Italia
Così è nato l’Apple Watch, l’orologio intelligente della Mela, in vendita anche in Italia dal 26 giugno dopo il debutto due mesi fa in Usa, Francia, Germania e altri Paesi. È il gadget del 2015, ma anche un accessorio di moda, il segno di una tecnologia che sempre più entra nella vita di tutti i giorni.
Tutte le versioni, da quella più economica in alluminio a quella superlusso in oro, condividono le stesse funzioni e la stessa cura dei dettagli, nell’hardware, nel software, nell’interfaccia. E' spesso e non proprio leggerissimo, eppure si porta come un normale orologio. Ha un display molto nitido, che normalmente è spento, ma basta fare il gesto di vedere l’ora e si attiva, mostrando una delle tante interfacce possibili: un orologio analogico, un cronografo, immagini animate, disegni, testi. Tutto è configurabile, personalizzabile, programmabile, e le combinazioni sono numerose, così alla fine ognuno ha al polso il suo Apple Watch, diverso da tutti gli altri. Notiamo qui che resiste all’acqua, anche se non è impermeabile, e che la batteria arriva sempre a fine a giornata.
Da solo mostra l’ora e poco più, abbinato a un iPhone, l’Apple Watch diventa un secondo schermo che permette di accedere a molte funzioni direttamente dal polso. Le tante funzioni richiedono un po’ di tempo per essere comprese, ma poi è un piacere chiedere a Siri di fissare un appuntamento sul calendario o di cercare un ristorante: l’assistente vocale è veloce e comprende il parlato senza incertezze. Le notifiche sono discrete, una vibrazione al polso e una breve nota; meglio però scegliere quali attivare con l’app dell’Apple Watch sull’iPhone, altrimenti si rischia di essere travolti da tweet, mail e messaggi. Apple forse non ci aveva pensato, ma il Watch è perfetto per le gita in bici o in scooter, dove le indicazioni, grandi e ben contrastate, permettono di viaggiare senza doversi fermare a controllare il navigatore sullo smartphone.
Numerose le funzioni dedicate alla salute e al fitness: oltre a rilevare il battito cardiaco, l’Apple Watch tiene sotto controllo quanto camminiamo e quante calorie consumiamo; per i più pigri un avviso segnala quando è tempo di alzarsi e muoversi. A ogni obiettivo raggiunto ci aspetta una medaglia: il premio è virtuale, il benessere reale. Con l’orologio di Apple si possono poi leggere le mail, inviare messaggi, telefonare, anche se parlare al polso è un’esperienza straniante.
Può comprarlo solo chi ha un iPhone 5 o superiore. In Italia i prezzi dell’Apple Watch non sono ancora noti, ma in Francia si parte da 399 euro per il modello Sport da 32 mm, passando per i 649 di quello in acciaio, fino a 18 mila per la versione Edition in oro. Non proprio per ragazzi.
Tutte le versioni, da quella più economica in alluminio a quella superlusso in oro, condividono le stesse funzioni e la stessa cura dei dettagli, nell’hardware, nel software, nell’interfaccia. E' spesso e non proprio leggerissimo, eppure si porta come un normale orologio. Ha un display molto nitido, che normalmente è spento, ma basta fare il gesto di vedere l’ora e si attiva, mostrando una delle tante interfacce possibili: un orologio analogico, un cronografo, immagini animate, disegni, testi. Tutto è configurabile, personalizzabile, programmabile, e le combinazioni sono numerose, così alla fine ognuno ha al polso il suo Apple Watch, diverso da tutti gli altri. Notiamo qui che resiste all’acqua, anche se non è impermeabile, e che la batteria arriva sempre a fine a giornata.
Da solo mostra l’ora e poco più, abbinato a un iPhone, l’Apple Watch diventa un secondo schermo che permette di accedere a molte funzioni direttamente dal polso. Le tante funzioni richiedono un po’ di tempo per essere comprese, ma poi è un piacere chiedere a Siri di fissare un appuntamento sul calendario o di cercare un ristorante: l’assistente vocale è veloce e comprende il parlato senza incertezze. Le notifiche sono discrete, una vibrazione al polso e una breve nota; meglio però scegliere quali attivare con l’app dell’Apple Watch sull’iPhone, altrimenti si rischia di essere travolti da tweet, mail e messaggi. Apple forse non ci aveva pensato, ma il Watch è perfetto per le gita in bici o in scooter, dove le indicazioni, grandi e ben contrastate, permettono di viaggiare senza doversi fermare a controllare il navigatore sullo smartphone.
Numerose le funzioni dedicate alla salute e al fitness: oltre a rilevare il battito cardiaco, l’Apple Watch tiene sotto controllo quanto camminiamo e quante calorie consumiamo; per i più pigri un avviso segnala quando è tempo di alzarsi e muoversi. A ogni obiettivo raggiunto ci aspetta una medaglia: il premio è virtuale, il benessere reale. Con l’orologio di Apple si possono poi leggere le mail, inviare messaggi, telefonare, anche se parlare al polso è un’esperienza straniante.
Può comprarlo solo chi ha un iPhone 5 o superiore. In Italia i prezzi dell’Apple Watch non sono ancora noti, ma in Francia si parte da 399 euro per il modello Sport da 32 mm, passando per i 649 di quello in acciaio, fino a 18 mila per la versione Edition in oro. Non proprio per ragazzi.
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