mercoledì 27 aprile 2022

Samantha Cristoforetti torna in orbita

Al  Kennedy Space Center della NASA in Florida, 9:52 ora italiana, il razzo Falcon 9 di SpaceX si è staccato dalla piattaforma di lancio ed è decollato con il suo preziosissimo carico, cioè la navetta Crew Dragon (battezzata per l'occasione "Freedom") con a bordo i 4 astronauti della "Crew-4", l'equipaggio che comprende anche l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti.

La missione si chiama Minerva, e sarà la seconda di lunga durata per la nostra "AstroSamantha", che nella Stazione spaziale internazionale era già stata una prima volta nel 2014, in occasione della missione Futura. Samantha Cristoforetti sarà accolta sulla Stazione Spaziale dal collega astronauta dell'ESA Matthias Maurer e avrà un breve passaggio di consegne in orbita prima che Matthias ritorni sulla Terra con l'equipaggio Crew-3.

Durante la sua missione, l'astronauta italiana ricoprirà il ruolo di capo del segmento orbitale statunitense, assumendo la responsabilità di tutte le operazioni all'interno dei moduli e dei componenti statunitensi, europei, giapponesi e canadesi della Stazione Spaziale. Supporterà circa 35 esperimenti europei e molti altri internazionali in orbita.

Samantha Cristoforetti ha al suo attivo diversi primati nella sua carriera di volo spaziale. È stata la prima astronauta a preparare una tazza di caffè nello spazio, la sua missione Futura del 2014 è stata la più lunga missione spaziale europea, con 199 giorni, finché non è stata superata 6 anni dopo dalla missione Alpha di Thomas Pesquet, inoltre la Cristoforetti è stata anche la prima astronauta a tenere un blog durante l'addestramento e la missione, dove ha condiviso esperienze e aggiornamenti che sono ancora consultabili online.

A proposito: in occasione della missione Minerva, Samantha sarà la prima astronauta in assoluto a condividere contenuti "spaziali" sulla piattaforma di social media TikTok, rendendoli disponibili a un pubblico più ampio. Potete seguire anche voi la prima… tiktoker spaziale, qui: https://www.tiktok.com/@astrosamantha.

Segui QUI le fasi di lancio

sabato 16 aprile 2022

Inquinamento e povertà

Il problema dell'inquinamento è strettamente collegato con quello della povertà e del sottosviluppo. Molti dei paesi più poveri al mondo sono caratterizzati da elevati livelli di inquinamento dell'ambiente. La povertà determina spesso un aumento dei rischi ambientali a danno delle popolazioni. Un paese povero è spesso caratterizzato da condizioni igienico-sanitarie scarse, dove l'acqua non è potabile e dove la capacità di tutelarsi di fronte alle minacce provenienti da sostanze inquinanti è generalmente di molto inferiore rispetto a quella dei paesi più ricchi e sviluppati. Inoltre, la capacità di questi paesi di produrre l'energia "pulita" necessaria a sostenere processi industriali e di urbanizzazione sostenibili per la popolazione più povera è quasi inesistente. I poveri dipendono infatti da fonti di energia "sporche" per cucinare e riscaldarsi e lo stesso dicasi dei carburanti utilizzati per i mezzi di traporto utilizzati.

L'Africa subsahariana è l'area al mondo dove vi è la maggior concentrazione di poveri in termini relativi: il 40% della popolazione vive con meno di 1,25 dollari al giorno. La maggior parte della popolazione rurale in Africa subsahariana dipende da mezzi di produzione dell'energia di tipo tradizionale, in genere legname, la cui combustione è alla base di un significativo incremento dell'inquinamento ambientale e dei relativi danni alla salute. Si tratta di un paradosso , se si considera che buona parte dei paesi africani è dotato di risorse idriche tali da poter sviluppare energia elettrica in maniera adeguata e sostenibile al fabbisogno di una percentuale elevata dei loro cittadini. Tuttavia, la persistente instabilità politico-militare, l'assenza di adeguati investimenti infrastrutturali e la cattiva gestione delle risorse pubbliche da parte dei governi di molti paesi africani non hanno favorito lo sviluppo.

Tuttavia, il tema dell'inquinamento non è un problema solo dei paesi più poveri. Il Ghana, ad esempio, è uno degli Stati africani portato ad esempio per la significativa crescita economica che ne ha caratterizzato almeno gli ultimi 15 anni. Il reddito pro capite dei ghanesi è almeno 5 volte maggiore dei paesi più poveri dell'Africa occidentale. Tuttavia, anche in Ghana il tema l'inquinamento ambientale costituisce una piaga dal notevole impatto in termini igienico-sanitari. La discarica della capitale, famosa per il riciclo delle apparecchiature elettroniche, è stata classificata fra i 10 luoghi più inquinati al mondo.

GUARDA IL VIDEO SULLA DISCARICA DI AGBOGBLOSHIE



giovedì 7 aprile 2022

Crisi energetica e dipendenza dal gas russo


Isolamento termico degli edifici ed elettrificazione dei consumi per il riscaldamento domestico sono per Legambiente la soluzione da attuare subito per ridurre i consumi di gas, e quindi anche la dipendenza da quello russo, per diminuire le emissioni climalteranti migliorando la qualità dell’aria e per alleggerire il costo della bolletta. Se il nostro Paese percorresse contemporaneamente queste due strade, intervenendo ogni anno sul 3% delle costruzioni, passando da un consumo medio per il riscaldamento di 136 kWh/m2/anno a circa 50 kWh/m2/anno e sostituendo le caldaie a gas con caldaie elettriche (pompe di calore) i consumi di gas si potrebbero ridurre nel giro di tre anni di oltre 5 miliardi di metri cubi all’anno per arrivare al 2030 a ben 12 miliardi di metri cubi, pari alle importazioni dalla Russia e con risparmio di 22 milioni di tonnellate di C02.

Nella nostra Penisola il 65% delle abitazioni utilizzano caldaie a gas per il riscaldamento. L’attuale crisi  ha messo in evidenza la fragilità di un sistema energetico largamente basato sulle importazioni di gas. Tutti i paesi europei e le città stanno cambiando rotta, anche l’Italia ha tutto l’interesse a scegliere questa strada vietando l’utilizzo del gas il prima possibile, come hanno già fatto Francia, Irlanda, Belgio.

Gli occhi sono tutti puntati sulla Sardegna che potrebbe diventare uno dei laboratori più interessanti. La Sardegna è ad oggi l’unica regione italiana non ancora collegata alla rete nazionale del gas. Questa condizione deve essere sfruttata come un’opportunità per sperimentare gli effetti delle azioni di elettrificazione, mettendo in abbinamento l’isolamento degli edifici, l’installazione delle pompe di calore e la produzione di energia solare ed eolica. La Sardegna può puntare ad essere la prima isola green del mediterraneo, puntando su efficienza e rinnovabili, riqualificazione edilizia.

venerdì 1 aprile 2022

EXPO - Esposizioni Universali

La storia delle esposizioni universali inizia nel 1851 quando l'Inghilterra decide di ospitare un’ Expo che mostri la sua potenza industriale. Da allora sono state in tutto 34 le esposizioni universali, le prime 22, prima del 1933, sono definite storiche.

Alla prima Expo di Londra, chiamata Grande esibizioni dei lavori dell'industria di tutte le nazioni, manca l'Italia, non ancora diventata nazione, ma ci sono il Granducato di Toscana e lo Stato pontificio. L'evento - per cui gli inglesi costruiscono il Crystal Palace, un edificio di vetro e ferro che verrà distrutto dal fuoco il 30 novembre 1936 - è un grande successo. I visitatori sono oltre sei milioni e i guadagni consentono di far partire i lavori per il Victoria & Albert Museum, per il Museo della Scienza e il museo di Storia naturale di Londra.

Quattro anni dopo, nel 1855, è la volta di Parigi, poi la manifestazione torna a Londra, fra le novità il caucciù utilizzato per fabbricare gomma. Nel 1867 di nuovo Parigi che conquista circa 15 milioni di visitatori, mettendo in mostra, fra l'altro, gli ascensori Otis e segnando la comparsa sulla Senna dei bateaux mouches per i turisti. Nel 1873 l'esposizione è ospitata a Vienna nella zona del Prater.

Nel 1876 per la prima volta sono gli Stati Uniti ad organizzare l'Expo, a Philadelphia, in una edizione con circa 11 milioni di visitatori che ha segnato, fra l'altro, la presentazione al grande pubblico del ketchup e due anni dopo, nel 1878, l'Expo torna a Parigi: i visitatori possono ammirare il fonografo di Edison e anche la testa della Statua della Libertà, che ora svetta a New York. Poi Melbourne in Australia e otto anni dopo Barcellona in Spagna.

Nel 1889 l’Expo forse più famosa di tutte, visitata da 32 milioni di persone. Per il centenario della rivoluzione francese gli organizzatori approvano la costruzione di una torre in ferro di 324 metri, la torre Eiffel, che doveva essere smontata dopo la manifestazione ed è ancora oggi simbolo di Parigi e della Francia.

Nel 1893 l'Expo si trasferisce negli Stati Uniti, a Chicago, per celebrare i quattrocento anni dalla scoperta dell'America. I visitatori sono oltre 20 milioni, gli edifici costruiti molteplici, fra questi la prima ruota panoramica in metallo del mondo. Fra le invenzioni in mostra una cucina elettrica con lavapiatti, il primo tapis roulant e anche il rullino per la macchina fotografica inventato dalla Kodak.

Nel 1900 a Parigi i visitatori  possono fra l'altro apprezzare il cinematografo dei fratelli Lumière. Ancora oggi la città porta i segni di questa esposizione, in vista della quale sono stati costruiti la Gare de Lyon, la Gare d'Orsay (che ora ospita il musée d'Orsay), il Petit Palais, il Grand Palais e anche il ponte Alessandro III.

Nel 1904 la manifestazione si tiene a Saint Louis per celebrare i cento anni dall'acquisto della Louisiana da parte degli Stati Uniti. Vengono presentati il telegrafo senza fili,  gli hot dog e lo zucchero filato.

Nel 1906 tocca all'Italia con una esposizione a Milano dedicata ai trasporti  in cui si celebra il traforo del Sempione, che ha permesso il collegamento diretto in treno fra Milano e Parigi. Ancora oggi si possono vedere alcune delle eredità lasciate dall'Expo come il parco Sempione, e l'acquario civico, uno dei 225 nuovi edifici costruiti per l'occasione.

Nel 1911 è la volta di Torino per i cinquant'anni dell'unità d'Italia: fra gli eventi dell'esposizione l'inaugurazione del campo volo di Mirafiori con la Gara d'aviazione Roma-Milano. Nel 1915 a San Francisco nel 1915 per celebrare il completamento del canale di Panama.

Nel 2000 Expo arriva in Germania ad Hannover, nel 2010 a Shanghai, per l'edizione dei record, 73 milioni di visitatori, nel 2015 è la volta di Milano, nel 2020 toccava a Dubai, ma a causa della pandemia si è svolta quest’anno, conclusa ieri 31 marzo.

I 15 padiglioni più belli di Dubai 2020 (2022)



mercoledì 30 marzo 2022

Smart city: cos’è?

Il termine Smart City è ormai diventato di moda e si riferisce alla città del futuro, in cui, grazie all’utilizzo dell’innovazione tecnologica, è possibile ottimizzare e migliorare le infrastrutture e i servizi ai cittadini rendendoli più efficienti.

Coinvolge trasporti pubblici e mobilità, gestione e distribuzione dell’energia, illuminazione pubblica, sicurezza urbana,  gestione e monitoraggio ambientale,  gestione dei rifiuti, manutenzione degli edifici pubblici come scuole, ospedali, musei ecc.

Ma il significato di smart è più ampio, fa riferimento sì a una città intelligente, ma soprattutto a una città sostenibile, efficiente e innovativa, una città in grado di garantire un’elevata qualità di vita ai suoi cittadini grazie all’utilizzo di soluzioni e sistemi tecnologici.

Oggi il 75% della popolazione europea vive nelle città. Un dato destinato a crescere anche a livello mondiale. Stando ai rapporti delle Nazioni Unite, entro il 2050 il 70% della popolazione globale vivrà in città. Pur occupando uno spazio al 2-3% del totale terre emerse, per via di questa concentrazione di persone e attività, le città sono responsabili del 70% delle emissioni di anidride carbonica e sostanze inquinanti nonché di un’importante consumo energetico e hanno quindi un forte impatto sui cambiamenti climatici. La città del futuro invece deve avere un basso impatto ambientale ed una elevato benessere per i cittadini.

Nella smart city i cittadini partecipano allo sviluppo della città e alle decisioni dell’amministrazione locale: la rete ha un ruolo fondamentale per permettere la segnalazione di un problema o una richiesta. I cittadini sono una risorsa attiva per far funzionare la città, anche nell’ottica della sicurezza. Inoltre l’utilizzo di tecnologie di videosorveglianza e altre tecnologie innovative permette un maggiore controllo delle diverse aree urbane e una diminuzione della criminalità.

 Una città intelligente deve anche puntare sull’uso delle energie rinnovabili e su sistemi intelligenti di gestione dei rifiuti in un’ottica di economia circolare. Importante anche il ruolo delle aree verdi e dei parchi, perché anche il capitale ambientale va ottimizzato e reso efficiente.

Perché una città sia efficiente, più vivibile e intelligente, bisogna andare verso soluzioni che snelliscano il traffico e riducano l’inquinamento.

giovedì 17 marzo 2022

Greenpeace, Legambiente e WWF: 10 proposte al Governo su rinnovabili ed efficienza per eliminare la dipendenza dal gas

L’esplosione della drammatica guerra in Ucraina e la preoccupazione di molte persone per l’aumento delle bollette impone di accelerare la transizione energetica del nostro Paese dai combustibili fossili alle energie rinnovabili  come unica soluzione per uscire dalla dipendenza dal gas, a partire da quello della Russia. Per questo Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia avanzano 10 proposte al governo per affrontare in modo la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento del gas.

Si tratta di interventi da mettere in campo nei prossimi mesi e che permetterebbero di dimezzare il consumo di gas entro fine 2026, sviluppando l’eolico offshore e a terra, il fotovoltaico sui tetti, anche nei centri storici, e sulle aree compromesse (discariche, cave, etc), il moderno agrovoltaico che garantisce l’integrazione delle produzioni agricole con quella energetica, la produzione del biometano, gli accumuli, i pompaggi e l’ammodernamento delle reti.

Negli ultimi mesi il tema energia è molto dibattuto, con varie cause, ultima fra le quali la guerra in Ucraina. Le tre associazioni ritengono che le proposte avanzate dal governo non siano abbastanza audaci, per far transitare il Paese definitivamente verso le energie pulite: si parla infatti di costruire nuovi rigassificatori, di aumentare gli acquisti di gas da altri fornitori in alternativa al gas russo, di valutare con attenzione i più recenti sviluppi e studi sull’energia nucleare.

Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia ritengono che la soluzione sia la riduzione dei consumi di gas, con un forte sviluppo delle fonti rinnovabili, concrete politiche di risparmio energetico ed efficienza energetica in edilizia.

Ecco le principali proposte per liberare l’Italia dalla dipendenza dal gas:

  • Aggiornare il piano per l’energia e per il clima l’obiettivo della produzione del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2035
  • Sbloccare le richieste di nuovi impianti di produzione da  fonti rinnovabili in attesa di autorizzazione
  • Sviluppare la produzione di biometano
  • Facilitare l’autorizzazione per il fotovoltaico sui tetti dei centri storici
  • Abbandonare progressivamente le caldaie a gas

mercoledì 9 marzo 2022

Computer, tablet e smartphone, effetti sugli occhi

La massiccia diffusione di smartphone e computer che ha caratterizzato gli ultimi anni ha generato tutta una seria di nuove problematiche visive legate alluso ed all’abuso di schermi luminosi.

Alle otto ore che molti passano davanti al PC al lavoro, se ne aggiungono almeno altre due o tre trascorse a guardare il cellulare per vedere gli ultimi aggiornamenti sui social degli amici, un video di YouTube e così via.

Tutto questo può portare alla “sindrome da visione al computer”: bruciore agli occhi, affaticamento della vista, mal di testa e dolori al collo dovuti alla posizione della testa per fissare il monitor. Oltretutto gli schermi di smartphone e tablet ad alta definizione, disponibili solo da qualche anno, invitano ad una visione ancora più ravvicinata, con la conseguenza potenziale di acuire il problema visivo.

La luce non ci aiuta solo a vedere, ma è anche un importante mezzo per regolare i ritmi biologici e influisce sul nostro benessere generale. Il sentirci o meno svegli, concentrati e produttivi e l’essere pieni di energia e in salute, dipende anche dalla luce. La luce ultravioletta ad esempio influisce sulla produzione di vitamine. L’esposizione alla luce intensa, e in particolare alla porzione di luce blu, influisce sul nostro equilibrio ormonale. In condizioni di forte illuminazione esterna, il corpo secerne serotonina – nota anche per essere uno degli “ormoni della felicità” – e cortisolo, un ormone dello stress. Entrambi ci fanno sentire svegli e attivi. La melatonina invece è considerata l’ormone del sonno e ci fa sentire stanchi e dormire profondamente quando è buio.

Recentemente è stato evidenziato che buona parte dei problemi a carico degli schermi digitali di computer e smartphone è dovuto alla luce blu che essi emettono. In pratica la luce blu porta a un più rapido invecchiamento della vista, e il suo eccesso può provocare disturbi del sonno e della concentrazione. La luce blu è fondamentale per facilitare il risveglio del nostro corpo la mattina ma causa difficoltà nel 

La luce blu è quindi anche in grado di influenzare i neurotrasmettitori di quello che viene chiamato il tratto retino ipotalamico responsabile della regolazione del nostro ritmo circadiano, che controlla tutti i nostri processi biologici – sonno-veglia, secrezione ormonale e così via – generando un’alterazione sia fisica che comportamentale.

Il nostro sistema visivo è stato concepito e si è evoluto nei millenni, ma è ancora quello che privilegia la visione da lontano: se abbiamo sempre uno schermo fisso davanti a noi ciò genera stanchezza.

Quando poi si osserva a lungo uno schermo si chiudono gli occhi con minore frequenza. In condizioni normali apriamo e chiudiamo gli occhi tra le 17 e le 20 volte al minuto, mentre quando lavoriamo al computer passiamo a 5-8 volte: una minore frequenza nella chiusura delle palpebre contribuisce al senso di secchezza e affaticamento.

Pc, tablet e smartphone possiedono ormai tutti il filtro luce blu. Su Windows si chiama luce notturna: occorre entrare nelle impostazioni di Windows, nella scheda Sistema e poi in Schermo. Cliccando su impostazione luce notturna è possibile attivarla ma soprattutto programmarla con l’orario voluto.

Ma ricordatevi che esistono anche buoni libri e giochi in scatola per passare le serate.