venerdì 23 giugno 2017

Android, breve storia

Android nasce nel 2003 dalla neofondata società Android  che aveva come cofondatore Rubin. Egli affermò che quello che stava creando era un sistema operativo “per dispositivi più consapevoli della posizione e delle preferenze del loro proprietario”.
Per i primi due anni di vita la situazione finanziaria della Android non fu delle migliori,  la situazione migliorò quando nel 2005 la società venne acquistata da Google, il quale aveva deciso di entrare nel mercato mobile.
Il robottino verde venne presentato al pubblico  nel 2007 ed il primo telefono equipaggiato con Android era l’HTC Dream che uscì nel  2008.
Con il seguito dagli anni Android fu aggiornato sempre a nuove versioni introducendo funzionalità, maggiore stabilità e sicurezza.
Fin dal principio Android è stato etichettato con dei numeri che indicavano la versione e dalla versione 1.5 vennero poi affidati dei nomi di dolci in ordine alfabetico. I termini AstroBoy e Bender erano usati in privato per le prime due versioni in quanto inizialmente il team di sviluppo voleva dare nomi di robot della televisione o del cinema ad ogni versione di Android. La  versione 1.2 fu chiamata Petit Four (piccoli dolcetti) . Così la tradizione continuò: Cupcake, Donut, Eclair, Froyo, Gingerbread, Honeycomb, Ice cream Sandwich, Jelly Bean, KitKat, Lollipop, Marshmallow e Nougat.
Android negli anni è passato dagli smartphone ai televisori (Android TV) agli occhiali (Google Glass), dagli orologi da polso (Android Wear) alle macchine (Android Auto). 

Essendo un OS basato su Linux e open source, il suo codice sorgente è libero a tutti gli sviluppatori.  Ogni azienda crea una diversa interfaccia grafica e aggiunge funzionalità e applicazioni proprie. Questo crea una certa difficoltà nella diffusione degli aggiornamenti e alcune volte ritardi incredibili.
Android è oggi il sistema operativo più diffuso nel mondo, basti pensare che nel Novembre del 2016 in Italia contava il 79.1% dei dispositivi mobili, rispetto a Apple IOS con 16.4% e Windows 4.0%.

giovedì 22 giugno 2017

Roam like at home: cos'è?

Il 15 giugno 2017, può considerarsi una data storica per le telecomunicazioni in Europa: il roaming internazionale diventa gratis quando si viaggia nei paesi dell’Unione Europea. Questo vuol dire che potrete spostarvi in altri paesi dell’UE e continuare ad utilizzare il vostro smartphone esattamente come se foste in Italia.
Nonostante i legittimi dubbi iniziali il roaming diventa davvero gratuito, potrete usare serenamente lo smartphone anche all’estero e, in linea di massima, tutto quel che dovrete fare sarà abilitare l’apposita opzione per il roaming sul vostro dispositivo. Tuttavia, ci sono alcune piccole norme e vincoli che potrebbe valer la pena approfondire.
Nonostante si fatichi a crederci, è tutto vero e non sembrano esserci fregature. L’Unione Europea ha spinto moltissimo per il cosiddetto roam like at home (conosciuto anche come RLAH), ossia la condizione che permetterà a tutti i cittadini europei di spostarsi di paese in paese senza preoccuparsi troppo della propria tariffa: insomma, attraversare i confini nazionali adesso è (quasi) indifferente nell’utilizzo dello smartphone.
Ogni utente può continuare ad utilizzare il proprio smartphone quando si trova all’estero, attingendo da minuti, SMS e dati inclusi nel pacchetto con il proprio operatore. Non ci sono limiti per chiamate ed SMS (vale a dire che se in Italia avete chiamate ed SMS illimitati, li avrete anche all’estero) ma possono esserci alcune restrizione sull’utilizzo dei dati. In ogni caso tenete presente che non è detto che i limiti descritti sotto vengano applicati dagli operatori: il vostro gestore potrebbe anche darvi all'estero tutti i GB che avete a disposizione in Italia senza sovrapprezzi.
Le condizioni roam like at home permettono agli operatori esteri di applicare un sovrapprezzo se nel paese d’origine pagate 1 GB meno di 3,85€. Questa cifra si abbasserà negli anni a venire.
Questa clausola ci riguarda da vicino, poiché gli italiani sono tra i clienti che pagano meno per navigare da mobile, quindi facciamo ulteriore chiarezza.


lunedì 19 giugno 2017

Fotovoltaico galleggiante: mega progetto in Cina

Il fotovoltaico può servire, oltre che a produrre energia pulita dal sole, anche a riqualificare ex siti minerari fortemente inquinati. Come nel caso del sito di Huainan, nella provincia di Anhui in Cina, che è ha ospitato per decenni una miniera di carbone e che, tra non molto, diventerà la sede del più grande impianto fotovoltaico galleggiante del mondo.

Come in quasi tutte le miniere di carbone abbandonate, anche a Huainan è nato un lago inquinato: scavando in cerca del combustibile fossile più sporco di sempre, infatti, l'industria mineraria normalmente pompa dalle profondità del sottosuolo acqua dolce di risalita. Che è spesso inquinata dalle sostanze chimiche utilizzate per scavare e dai metalli che naturalmente si trovano sotto terra. Quando la miniera viene chiusa e abbandonata quest'acqua non viene più pompata e portata via e, così, in pochi anni si viene a formare un lago artificiale fatto di acqua inquinata. Un sito inutilizzabile per la stragrande maggioranza delle attività economiche, ma non per il fotovoltaico.

Enormi zattere ancorate con dei cavi al fondale ospitano i pannelli solari fotovoltaici mentre, tra una zattera e l'altra, sono stati piazzati gli inverter che convertono l'energia a corrente continua prodotta dai pannelli solari in energia a corrente alternata che può viaggiare nella rete elettrica nazionale cinese. Il nuovo progetto dovrebbe essere ultimato entro l'anno.

17 Giugno - Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità

Sabato 17 giugno si è celebrata la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, promossa annualmente dall’Onu in occasione dell’anniversario dall’approvazione della Convenzione per la lotta contro la desertificazione e la siccità. Ratificata da 200 Paesi nel lontano 1994, tale appuntamento offre ogni anno temi di approfondimento differenti. Lo slogan scelto per il 2017 è: ‘La nostra terra. La nostra casa. Il nostro futuro’.
I numeri relativi all’Italia fanno riferimento a uno studio del CNR secondo il quale il 21% del territorio nazionale è a rischio desertificazione, di cui il 41% localizzato nelle regioni meridionali, in particolare: in Sicilia (70%), in Puglia (57%), in Molise (58%), in Basilicata (55%), mentre in Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania tra il 30 e il 50%.
La situazione è allarmante ed è destinata a peggiorare col passare degli anni a causa del crescente aumento di temperatura e della riduzione delle precipitazioni che – secondo gli esperti – si è accentuata durante la stagione invernale e primaverile.

lunedì 22 maggio 2017

È vero che il nostro Pianeta si sta riscaldando?

Gli scienziati su questo argomento sono quasi tutti d'accordo. In Italia, i dieci anni più caldi degli ultimi due secoli sono tutti successivi al 1990. Il record è stato nel 2003 quando, in Europa e soprattutto in Francia, sono morte centinaia di persone, la maggior parte anziane. Ma anche il 2001 e il 2007 sono stati anni molto caldi.
L'incremento del clima è generalmente dovuto a fattori naturali come le variazioni di energia solare, le eruzioni vulcaniche, le emissioni di metano dalle grandi paludi e l'aumento della temperatura terrestre nel normale alternarsi delle fasi glaciali e interglaciali. Ma gli studiosi sostengono che, oggi, la colpa è soprattutto nostra. Facendo grande uso di combustibili fossili, come il petrolio, gli uomini avrebbero innalzato nell'atmosfera i livelli di anidride carbonica, uno dei gas che esce dalle ciminiere delle industrie, dai camini per il riscaldamento delle case e dai tubi di scappamento delle automobili. Questo gas ha una particolarità. Lascia entrare i raggi solari che riscaldano il Pianeta, ma non fa uscire il calore che la Terra restituisce dopo che si è riscaldata (un po' come succede nelle serre utilizzate dai contadini e dai fioristi per proteggere le piante). Ecco perché a questo fenomeno è stato proprio dato il nome di Effetto Serra. In questo modo la temperatura sale, surriscaldando il clima.
Bene, si potrebbe pensare. Niente più inverni, né gelate. Solo caldo e mare. Purtroppo non è così semplice. Il surriscaldamento ha diversi effetti: provoca, per esempio, lo scioglimento dei ghiacciai, sia quelli dei Poli sia quelli di montagna. Per questo motivo, e anche perché i liquidi aumentano di volume quando la temperatura cresce, il livello dei mari sta salendo, minacciando di far sparire le isole che stanno sul pelo dell'acqua come le Maldive e intere città come Venezia e New York. Inoltre, è sufficiente che la colonnina di mercurio aumenti di pochi decimi di grado per far "sballare" il clima: in certe zone della Terra le piogge e i temporali sono sempre più forti e causano alluvioni, in altre la siccità porta carestie e miseria. Con il caldo molte malattie, come la malaria, rischiano di diffondersi con più facilità.
Ma i problemi riguardano anche gli ecosistemi. Cosa succederà se le piante sbocceranno con grande anticipo e gli insetti che le devono impollinare non saranno pronti? Insomma, i guai del surriscaldamento sono tanti e dobbiamo cercare di ridurre le emissioni quanto prima. Per essere precisi, bisogna dire che l'anidride carbonica non è l'unico gas serra, anche se è il più importante. Nell'elenco finiscono anche il metano, prodotto per esempio dalle discariche a cielo aperto e dai peti degli animali d'allevamento (fa ridere, ma è davvero così. Si è calcolato che una mucca con le sue puzzette e i suoi ruttini produce chili di metano ogni giorno. Al mondo ci sono oltre un miliardo di bovini.., basta fare due conti), poi i perfluorocarburi e gli idrofluorocarburi, gas che vengono utilizzati per produrre frigoriferi, condizionatori e bombolette spray.

domenica 21 maggio 2017

L'importanza della colazione

Fine della scuola, esami in vista: per affrontarli al massimo della condizione ci si può aiutare anche con l'alimentazione. Regola numero uno, non trascurare la prima colazione. Sembra che un'alimentazione corretta al mattino migliori le performance scolastiche e aiuti ad affrontare lo stress. 
Mangiare qualcosa di dolce la mattina è gratificante ma soprattutto aumenta la produzione
di serotonina che ha un effetto calmante. Poi ci vogliono carboidrati per avere energia, ad esempio pane e biscotti, anche se il mix ideale è cereali (che sono carboidrati), latte o yogurt e un frutto.
Caffè con moderazione. In alternativa orzo o tè, dolcificati con un cucchiaino di zucchero. Mai saltare la colazione, piuttosto mangiare qualche biscotto con un bicchiere di latte o una merendina, se proprio si è di corsa.

sabato 13 maggio 2017

Google 18

Il 27 settembre scorso Google è diventato maggiorenne. Era il 4 settembre del 1998 quando Larry Page e Sergey Brin fondavano la società destinata a rivoluzionare Internet. Per festeggiare questo importante traguardo passiamo in rassegna una serie di progetti futuristici di Google nel corso degli anni, alcuni più fortunati altri meno.
Tra i più controversi ci sono senza dubbio i Google Gtass. In grado di produrre la realtà aumentata o registrare immagini, sembravano destinati ad un enorme successo. Invece finora non si è andati oltre al prototipo, e la produzione è stata fermata a inizio 2015. Un fallimento? O piuttosto uno stop in attesa di quello che sarà la rivoluzione del futuro?
Il progetto Project Loon ha invece l'affascinante e folle idea di utilizzare dei palloni aerostatici per creare nella stratosfera, a 25 km di altitudine, una sorta di rete che riceve le comunicazioni provenienti da terra, le fa viaggiare da un pallone all'altro e le rispedisce in superficie dove si collegano alla Rete. In questo modo Project Loon coprirà le zone sperdute del mondo, dove cavi e fibra ottica non arrivano, e permetterà di ripristinare le comunicazioni nelle aree colpite da disastri naturali.
Altro progetto apparentemente folle ma senza dubbio rivoluzionario è Project Ara. Si tratta di un telefono componibile: una piattaforma su cui innestare singoli moduli autonomi, dalla fotocamera al processore, in modo da ottenere la configurazione desiderata, cambiando solo pezzi necessari.
Non possiamo poi non ricordare Google Car, uno dei progetti più noti e avanzati. Il veicolo elettrico e completamente robotizzato di Google è in grado di guidare in completa autonomia e sicurezza grazie ad un software che sa riconoscere i pericoli. Il passeggero non può intervenire se non in casi di estrema necessità, interagendo con i comandi dell'auto. L'arrivo sul mercato è previsto per il 2020, probabilmente sotto forma di tecnologia da rivendere ai produttori di auto.
Infine ricordiamo Google Libri, un'enorme e digitale biblioteca. Books contiene decine di milioni di volumi, consultabili (nella loro interezza o in parte) direttamente dal computer.