lunedì 20 febbraio 2017

Che cos'è la biodiversità?

È la varietà degli organismi vegetali e animali presenti negli ecosistemi, cioè negli ambienti naturali del Pianeta. Bisogna tenere presente che, sebbene la gente conosca soprattutto mammiferi, uccelli, pesci, anfibi e rettili, la maggior parte delle forme di vita è poco appariscente.
Gli insetti nel loro insieme rappresentano la più grande biodiversità documentata tra tutti gli esseri viventi. La cosa incredibile è che in ogni istante, nel mondo, si contano almeno un miliardo di miliardi di insetti vivi. Le formiche da sole, che si stima siano in tutto 10 milioni di miliardi, messe insieme pesano complessivamente quanto tutte le persone che abitano il mondo.
Ciò che rende così speciale il Pianeta Terra è che ospita milioni di forme di vita diverse.
Questo ne fa il posto più incredibile di tutto l'Universo conosciuto.

sabato 14 gennaio 2017

L'intelligenza cambia nel corso della vita

Tra diventare più belli, più giovani o più intelligenti, cosa scegliereste? Chiudete gli occhi e pensateci un attimo. Fatto? Bene. Se siete  furbi avrete optato per la terza risposta: più intelligenti. Non possiamo cambiarci i connotati, né modificare l'età anagrafica. Ma il cervello sì, quello possiamo plasmarlo, trasformarlo, migliorarlo. Il che può rivelarsi una formidabile spinta per il rendimento scolastico, la carriera lavorativa.
Per decenni gli scienziati hanno creduto che l'intelligenza fosse un po' come l'altezza: quella che si raggiunge al termine dello sviluppo si stabilizza e rimane tale per il resto della vita. Idem per il quoziente intellettivo. Sembrava assodato che a 18 anni i giochi fossero ormai fatti, in termini di abilità di pensiero. E invece no l'intelligenza può acuirsi nel tempo. Perché «il cervello è come un muscolo: più lo alleni, più si rafforza.
Nell'ultimo secolo il quoziente intellettivo si è alzato di oltre 30 punti nelle nazioni sviluppate.  I figli ottengono punteggi più alti dei genitori, e ancora più alti rispetto ai nonni, con un vantaggio, in media, di tre punti ogni 10 anni. Un guadagno così massiccio, rapido e su larga scala non si poteva certo spiegare con un improvviso perfezionamento genetico della specie umana. L'evoluzione agisce su centinaia di migliaia di anni, non in qualche lustro.
La società è cambiata radicalmente dopo la rivoluzione industriale: migliori condizioni di vita e di salute, più istruzione scolastica,  figli meglio accuditi, maggiori svaghi creativi, professioni sempre più qualificanti, e un incessante progresso scientifico e tecnologico, sono le cause di questo balzo cognitivo.
Ma quello che conta di più è che ognuno può guadagnare punti di quoziente intellettivo nell'arco della propria esistenza.
A parità di Dna, più un bambino è stimolato, più connessioni neurali si creano nel suo cervello e tanto più sarà capace di sprigionare il massimo del suo potenziale genetico.
Parlare ai figli sin da neonati, leggere favole, incoraggiare il gioco, la manipolazione, la socializzazione, esercitarli al calcolo, fare indovinelli o portarli a vedere una mostra sono attività che contribuiscono a crescere ragazzi più arguti». Perché la materia grigia viene, letteralmente, plasmata da piccoli, con miliardi di nuovi collegamenti fra i neuroni della corteccia cerebrale. Ed è qui, in questa fittissima rete su cui sfrecciano gli impulsi elettrochimici, che nascono le idee e il pensiero.
Ma poiché ciascuno è anche artefice del proprio destino, le scelte individuali possono rendere una fortuna in termini di potenziamento mentale (si possono guadagnare 10 punti e oltre): scegliere amici brillanti, sposare una persona più intelligente e trovare un lavoro che non spenga il cervello. Imparare una nuova lingua, leggere un libro, sionare uno strumento.
Certamente utile è poi l'esercizio fisico, che ossigena il cervello, stimola la formazione di nuovi neuroni e previene le malattie neurodegenerative.

venerdì 25 novembre 2016

Internauti INTERNATI

La notizia mi sembra clamorosa: in Cina 24 milioni di ragazzi, dai 13 ai 18 anni, sono dipendenti da Internet. Passano le giornate incollati allo schermo, trascurano gli studi per giocare on line, rubano per pagare le scommesse.Hanno smesso anche di dormire, si stanno rovinando la salute.
Per disintossicarli, il governo di Pechino li ha spediti nei campi di rieducazione: caserme dove i giovani sperimentano la disciplina dura e usano la ramazza al posto della consolle. Il percorso di cura ha molte caratteristiche militari: i pazienti indossano la divisa mimetica, corrono all'alba, fanno esercitazioni fisiche estenuanti.
Tao Ran, il colonnello che dirige una base, dice che l'eroina digitale provoca danni cerebrali, calo della vista, dolori, disordine alimentare: sintomi comuni a chi si droga. E annuncia di aver guarito 8 mila ragazzi in 10 anni. Sarà, ma il numero dei guariti mi sembra esiguo. E poi un mese di cura costa 7 mila yuan, cioè un sacco di soldi in Cina.
Davvero non ci sono altri metodi più efficaci e meno estremi per curare questi ragazzi? E
che fine ha fatto quell'antico precetto che diceva: meglio prevenire che curare?

martedì 8 novembre 2016

New Delhi chiusa per smog

Non si vede l’alba da almeno una settimana. Ogni tanto si scorge una sfera incandescente che affonda in un abisso di polvere. È il sole. Il sole di Delhi che soffoca nel peggior smog degli ultimi 20 anni, a livello di allarme «severo»: 1800 scuole pubbliche chiuse per tre giorni, costruzioni e abbattimenti edilizi interrotti per 5 giorni, proibiti i generatori a diesel per 10 giorni, sospesi tutti gli incontri sportivi. 
C’è chi si non riesce a dormire perché gli bruciano i polmoni anche dentro stanze con l’aria condizionata, chi trova smog nei corridoi di alberghi e palazzi. 
Chi può permetterselo scappa dalla città. Auto e furgoncini carichi di valigie, alla ricerca di una boccata d’aria pulita dopo giorni a tossire dentro le mascherine anti-smog. Molti decidono di andarsene per sempre da Delhi, non riuscendo più a convivere con malattie polmonari, malesseri e insonnia. Fuga da quella Delhi che doveva essere, sì, una seconda Pechino, ma che per il momento dai cinesi ha ereditato solo l’inquinamento record, che ha fatto anche chiudere la centrale a carbone di Badpur.
Parliamo di un livello di polveri salito 15 volte oltre il livello di sicurezza indiano e 70 volte oltre quello dell’Organizzazione mondiale della sanità: 900 microgrammi per metro cubo, visibilità sotto i 400 metri. Cifre paragonabili al Grande Smog di Londra del 1952 che causò la morte di 4 mila persone. E chi non può scappare, sfila per protesta con cartelli che dicono: «Non siamo Hiroshima».
Chi sono i colpevoli? Con il raffreddarsi dell’aria, l’inquinamento peggiora sempre e le cause sono, oltre al traffico, anche i molti fuochi a cielo aperto, le fabbriche e la cementificazione di una città, 18 milioni di abitanti, già sovrappopolata. Il tutto peggiorato dalla siccità. La causa principale sono gli agricoltori del Punjab, Stato confinante dove in questa stagione bruciano la parte del grano che rimane in terra dopo il taglio delle spighe. «Siamo in una camera a gas» ha detto Kejriwal, disperato. Dal satellite si vedono enormi nuvoloni neri che dalle campagne, spinte da venti provenienti da nord, portano veri e propri Godzilla di fumo alti chilometri fin sopra la metropoli. 
E poi c’è stato il Diwali, la Festa delle Luci, forse la più importante celebrazione induista annuale, quando moltissime città si trasformano in un orgia di botti, deflagrazioni e fuochi d’artificio, seguiti da dense onde di caligine.
La soluzione migliore al momento pare sia il «cloud seeding», ovvero la pioggia artificiale. Si tratta di spruzzare sale o ioduro d’argento dai jet sulle nuvole per causare condensa e precipitazioni. Probabilità di successo: poche.
Naturalmente, essendo in India, non può mancare l’aspetto religioso e pop. Da giorni è in viaggio verso Delhi il «Baba Ambiente», guru che promette di bruciare legni sacrificali speciali (altro fumo?) per «scacciare il Demone dell’Inquinamento», acquietando così 330 milioni di divinità dell’induismo. Intanto la nuova moda sui social è quella degli «smogfies»: farsi selfie nello smog indossando mascherine che poco possono fare per ridurre l’avvelenamento da polveri sottili.

domenica 6 novembre 2016

Car sharing e car pooling

Il car sharing, che in inglese vuol dire letteralmente “condivisione dell'automobile”, è un servizio che permette agli utenti di poter prenotare una delle auto messe loro a disposizione, utilizzarla e parcheggiarla, pagando esclusivamente l'utilizzo in minuti o in chilometri percorsi.
Un cittadino iscritto al servizio, attraverso una app installate sul proprio cellulare, riesce ad individuare l’auto disponibile più vicina a lui, può prenotarla e raggiungerla. A questo punto, attraverso una card magnetica o direttamente tramite app, l’auto si apre e può essere utilizzata per tutto il tempo che occorre. Una volta terminato l’utilizzo l’utente parcheggia l’auto, o nei parcheggi pubblici di determinate aree della città, o in quelli del servizio stesso e scende dall’auto, che torna ad essere libera e pronta per il prossimo utente. Tra i vantaggi dell’utilizzo del car sharing in numerosissime città c’è la possibilità di entrata libera nelle ZTL (zone a traffico limitato) e il posteggio gratuito entro tutte le strisce blu, che normalmente sarebbe a pagamento.

Il car pooling si differenzia dal primo modello, poiché in questo caso si tratta dell'utilizzo della stessa automobile da più persone per condividere uno spostamento. Si pensi ad esempio a dei lavoratori che devono raggiungere lo stesso luogo di lavoro. A differenza del car sharing, che prevede l'utilizzo dell'auto presa tra quelle della flotta di un’azienda che eroga il servizio, per il car pooling si usa di solito l'auto privata di uno dei passeggeri, che poi dividerà con gli altri tutte le spese del trasporto. Nel tempo diversi siti online hanno creato delle vere community sulle quali si possono offrire passaggi, o trovare utenti che percorrono il proprio stesso tragitto e cercano accompagnatori. Sugli stessi siti è possibile lasciare informazioni sui vari utenti, feedback sui viaggi percorsi e ogni tipo di informazione, in modo da rendere più trasparente e social questo servizio. In Italia sono sempre di più quelli che scelgono il car pooling anche per i lunghi spostamenti.

I vantaggi di entrambi i modelli sono semplici da immaginare, sia a livello economico che ambientale. Infatti attraverso il car sharing, si può evitare l'acquisto e le spese di manutenzione di un’ auto (assicurazione, tasse varie, benzina, usura, parcheggio, lavaggio) utilizzando una vettura esclusivamente per il tempo che necessita lo spostamento, o per il chilometraggio; il car pooling,  invece, permette di dividersi le spese di ogni tratta, svuotando di fatto le strade. Ipotizzando una copertura totale del servizio si avrebbero addirittura 4 auto su 5 di quelle che vediamo perennemente sulle nostre strade ferme ai box, migliorando sia la situazione stradale che quella ambientale delle nostre città.

venerdì 28 ottobre 2016

Tunnel dei record


Con un anno d'anticipo sul previsto (quando si dice la puntualità svizzera!) lo scorso 10 giugno è caduto l'ultimo diaframma del tunnel ferroviario del San Gottardo. Una cerimonia solenne, con i capi di Stato europei, ha festeggiato l'opera voluta da un referendum votato dagli svizzeri nel 1992. L'hanno realizzata lavoratori di 15 Paesi impiegati in tre turni, sino a 2400 unità al giorno.
E costato 11 miliardi di euro, non un centesimo di più di quanto era previsto. Dopo 17 anni di lavoro, la galleria entrerà in servizio il prossimo 11 dicembre.
E il tunnel dei record intanto, con i suoi 571 chilometri, è il più lungo del mondo, superando quello di Seikan, in Giappone (53,9 Km). Eccezionali anche le tecnologie applicate: dalle gallerie di connessione alle vie di fuga, dov'è possibile uscire in entrambe te direzioni; dai dispositivi delle fermate d'emergenza alle condotte alimentate da ventilatori e dal flusso dell'aria spinto dal passaggio dei treni.
La galleria si estende da Erstfeld (portale Nord, nel cantone di Uri) fino a Bodio (portale Sud, Can-ton Ticino). Vi potranno circolare 260 treni merci e quelli passeggeri impiegheranno 20 minuti per attraversarlo. I convogli raggiungeranno una velocità di 249 Km l'ora (160 quelli merci). Si risparmieranno 45 minuti da Milano a Zurigo, un viaggio di tre ore.
L'obiettivo principale, però, è quello di trasferire su rotaia gran parte del traffico commerciale che oggi percorre, nei due sensi, la dorsale tra il Sud della Germania e il Nord dell'Italia. Gioverà non soltanto all'economia, ma anche all'ambiente: meno tir, meno emissioni inquinanti. Adesso mancano la galleria del Brennero, che dovrebbe terminare nel 2025, e la Torino - Lione prevista per il 2030.

La memoria corta

Le ultime ricerche neurologiche confermano che la nostra memoria è sempre più corta. Colpa di Internet che sta modificando la soglia di attenzione e la capacità di avere ricordi condivisi. I sempre più invasivi social media cambiano il nostro cervello. Nicholas Carr (autore di Internet ci rende stupidi?) spiega come ormai «accettiamo la perdita di concentrazione e di capacità di mettere a fuoco un solo argomento, in cambio dell'abbondanza di notizie».
Come a dire che i nativi digitali, sommersi dalle informazioni, stentano ad approfondire un argomento e tutto diventa nebbia.
Supereremo anche questo scoglio. Del resto, è un fenomeno che si ripete nella storia umana: ogni volta che "l'homo sapiens" ha costruito uno strumento fondamentale - l'elettricità, le auto, i cellulari - ha modificato la vita e quindi anche un poco il cervello.