mercoledì 7 ottobre 2015

Aria, il bene più prezioso

L’aria che ci entra nei polmoni e nella quale ci muoviamo è forse l’unica e ultima cosa gratis che abbiamo, ma è spesso inquinata.  «Necessario come l’aria che respiriamo», si dice, ma di cosa parliamo, quando parliamo di «aria»?
Cos’è l’aria?
E’ un insieme di gas, in cui prevalgono azoto (circa 80%) e ossigeno (circa 20%), con percentuali di vapore acqueo e varie quantità di anidride carbonica, idrogeno e gas nobili. È nella cosiddetta atmosfera, meglio dire troposfera, lo strato sottile di «aria» che circonda la Terra per una dozzina di km. È il velo che avvolge il pianeta come una pelle di cipolla, nel quale avvengono i fenomeni meteorologici. 
L’atmosfera è cambiata?
La composizione dei suoi gas ha registrato drammatici cambiamenti nell’ultimo secolo e mezzo, da quando è iniziata la Rivoluzione industriale. Da metà Ottocento è aumentata l’anidride carbonica: da 290 parti per milione a 400 parti per milione. Il 30% in più, all’incirca, variazione enorme: una concentrazione più alta di CO2 si registrò solo nel Vulcanesim milioni di anni fa.
Cosa respiriamo oggi?
Un adulto in condizioni di riposo respira dai 6 ai 9 litri di aria al minuto; durante un’attività fisica moderata ne respira 60 litri al minuto, con attività fisica intensa 130. L’aria inalata è composta per il 20% da ossigeno, quella esalata ne ha solo il 15%; quindi circa un quarto dell’ossigeno viene consumato a ogni respiro.
E’ aria pulita o «mal’aria»?
Occorre distinguere ciò che nuoce all’uomo e ciò che nuoce agli altri viventi. L’anidride carbonica è utile alle piante. Quella nell’atmosfera danneggia l’uomo, perché agisce come i vetri di una serra: trattiene energia, calore, riscalda il Pianeta. Ogni grado in più ha effetti sconvolgenti sugli oceani e gli ecosistemi. Poi c’è l’aria che respiriamo in città, contiene i gas di combustione di auto e centrali di riscaldamento e particelle solide microscopiche dell’usura dei penumatici: i famigerati Pm10.
Cosa sono?
Le polveri sottili (Pm10 perché hanno un diametro inferiore ai 10 micron) sono una miscela di particelle solide e liquide: possono rimanere sospese nell’aria a lungo, essere inalate e arrivare nei polmoni. Il Pm10 è formato da metalli (Piombo, Cadmio, Zinco, Nichel, Rame), solfati, nitrati, sabbie, ceneri, fibre di amianto, polveri di cemento e carbone
L’atmosfera può rigenerarsi da sola?
In qualche misura sì: un inverno molto piovoso può abbattere le polveri sottili, inverni di bassa pressione e aria stagnante le concentrazioni salgono. Senza contare che in natura esistono inquinanti, come le microparticelle del vento di sabbia o le emissioni dal sottosuolo o il metano dalla digestione dei ruminanti (non tanto dall’intestino ma dalla bocca): circa 20 litri per animale al giorno. Ruminanti vuol dire vacche e vitelli: mangiare meno bistecche aiuta il Pianeta. 
Quindi è un problema politico e individuale?
Sì, oltre al determinante intervento di politici, industriali e amministratori ognuno di noi può fare qualcosa. Le scelte individuali influenzano il mercato: mangiare uva o fragole a dicembre che arrivano da oltreoceano significa trasporti inutili ed emissioni enormi. Se usassimo fibre tessili come lino, cotone o canapa, anziché composti del petrolio, faremmo un bel passo avanti.
L’aria del Pianeta può tornare salubre?
Sì, ma il discorso va affrontato più in generale: dopo 150 anni di emissioni dovute a un modello economico obsoleto, che ha prodotto grandi benefici in alcuni Paesi ma che ora si rivela a livello mondiale catastrofico, va rivisto il modo di produrre che deve diventare «compatibile». L’umanità ha bisogno di energia, ma dev’essere pulita e non basata sulle energie fossili. Le tecnologie rinnovabili esistono, occorre cambiare modello economico. E si tornerà a respirare meglio.

domenica 4 ottobre 2015

L'Italia di Internet corre come una lumaca

In Italia la velocità di internet è un problema:  nel terzo trimestre 2014 la media è 5,5 Megabit al secondo, colpa di una infrastruttura tecnologica ancora non allineata agli standard dei Paesi più avanzati: la sorpresa non è tanto che a batterei in velocità sia la Svizzera (15,5 Mbps) o che prima al mondo sia la Corea del Sud (25,3 Mbps), ma che nella classifica mondiale siamo pari con l'Uruguay. Tradotto in attività quotidiane, significa ad esempio che per scaricare un film acquistato su un negozio online ci vogliono trenta minuti, mentre in altri Paesi ne bastano quattro o cinque.
La Commissione Europea ci dice che in Italia solo il 21% delle famiglie ha accesso all'Internet Veloce, il dato di copertura più basso tra i vari membri della Comunità. Una connessione più lenta significa servizi più arretrati e più scomodi da usare, siti di e-commerce meno sicuri, servizi e piattaforme che stentano a decollare. La pubblica amministrazione, le banche e le scuole online, ad esempio.

Secondo Eurostat, l'Istituto Europeo di statistica, nel 2014 in Italia il 32% della popolazione tra 16 e 74 anni non si è mai connessa a Internet, non ha mai mandato una mail, non usa Whatsapp, non ha mai comprato oggetti o servizi online. Siamo messi meglio con la rete mobile: le connessioni internet via smartphone e tablet crescono, la velocità è nella media della Comunità europea. Sarà un telefonino a salvarci?

giovedì 1 ottobre 2015

I lipidi

I lipidi (dal greco iypos, grasso) rappresentano la sorgente più concentrata di energia (il valore calorico di un grammo di lipidi è circa il doppio rispetto a zuccheri e proteine, circa 9,46 kcal/g contro 4,15 kcal/g. Sono praticamente insolubili in acqua, ma solubili nei solventi organici.
La loro funzione è energetica (energia di riserva), strutturale, regolatrice e di trasporto (trasportano le vitamine liposolubili, le quali vengono assorbite solo in presenza dei lipidi).
Inoltre, sono essenziali dal punto di vista nutrizionale perché contengono degli acidi grassi che il corpo umano non è in grado di produrre autonomamente.
Questi acidi grassi, che vengono classificati in base alla lunghezza della catena della loro molecola, nonché al numero e alla posizione di eventuali doppi legami, si suddividono in "saturi", "monoinsaturi" e "polinsaturi".
• Acidi grassi saturi: contenuti soprattutto negli alimenti di origine animale come burro, lardo, strutto e utilizzati spesso nei prodotti alimentari confezionati.
• Acidi grassi monoinsaturi: contenuti soprattutto nell'olio d'oliva.
• Acidi grassi polinsaturi: contenuti soprattutto negli oli di semi.
Il nostro organismo è in grado di sintetizzarli quasi tutti, tranne quelli essenziali: l'acido linoleico serie Omega-6 e l'acido linolenico serie Omega-3.
In quanto essenziali, questi acidi grassi devono essere introdotti con la dieta.
Altri lipidi importanti dal punto di vista nutrizionale sono i trigliceridi, che si accumulano nelle cellule di deposito e che sono formati da acidi grassi; il colesterolo, che è un componente di molti ormoni e dei sali biliari; i fosfolipidi, costituenti delle membrane cellulari e delle guaine delle fibre nervose.
Tra questi il colesterolo svolge importanti funzioni nel nostro corpo in quanto componente delle membrane cellulari precursore di numerosi ormoni. Solo il 10% del colesterolo viene introdotto con gli alimenti (colesterolo esogeno). La quasi totalità, circa il 90%, lo produce il nostro organismo (colesterolo endogeno). Il colesterolo è contenuto solo negli alimenti di origine animale.
A livello metabolico gli acidi grassi saturi aumentano i livelli di colesterolo LDL (colesterolo "cattivo") a scapito di quello HDL (colesterolo "buono") che al contrario aumenta con l'assunzione di acidi grassi insaturi.
L'apporto giornaliero di lipidi per un individuo adulto deve corrispondere a circa il 25-30% delle calorie totali, dando la preferenza ai grassi di origine vegetale perché più ricchi in acidi grassi polinsaturi e privi di colesterolo.
Un eccessivo apporto di grassi con la dieta favorisce il sovrappeso e l'obesità, e se i grassi in eccesso sono soprattutto quelli saturi il rischio di incorrere in ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia è più elevato.
Grassi saturi: Burro, panna strutto, Olio di palma, di cocco, salame, mortadella, Formaggi, latticini, dolci, merendine.
Grassi polinsaturi: pesce azzurro, noci, mandorle, verdure a foglia larga, verdura a foglia verde, legumi, olio di semi.
Grassi monoinsaturi: Olio oliva, noci, nocciole, pinoli.
Colesterolo: uova, formaggi, insaccati, dolci.

lunedì 28 settembre 2015

17° compleanno di Google

Ieri, 27 settembre, Google ha festeggiato con un doodle nella pagina iniziale, il suo 17° compleanno. Google fu fondato nel 1998: la data di fondazione viene festeggiata convenzionalmente il 27 settembre di ogni anno. In realtà non esiste una data precisa del compleanno di Google. I fondatori di Google sono Larry Page e Sergey Brin: studiavano entrambi informatica alla Stanford University quando si conobbero nel 1995.
All’epoca si inventarono BackRub, che può essere considerata una prima rudimentale versione del motore di ricerca usato oggi da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Per circa un anno, BackRub fu usato sui server dell’università, prima che si rendesse necessario un suo trasferimento perché occupava troppe risorse della rete universitaria. L’anno seguente, Page e Brin si inventarono un nome più creativo per il loro motore di ricerca: “Google” è un gioco di parole legato alla parola “googol”, termine matematico usato per indicare il numero con un 1 iniziale seguito da 100 zeri. Con quel nome, Page e Brin speravano di riuscire a comunicare l’intento di Google, appunto, e cioè catalogare una quantità potenzialmente infinita di informazioni su Internet.
La domanda di registrazione della società Google fu presentata in California il 4 settembre 1998. Nel conto in banca della società, Page e Brin depositarono un assegno da 100 mila dollari che avevano ricevuto da un primo finanziatore rimasto affascinato dagli obiettivi di Page e Brin e desideroso di dargli una mano a sviluppare al meglio la loro idea. Alla fine del 1998, Google ottenne una prima rilevante notorietà quando finì nella Top 100 dei siti web e motori di ricerca di PC Magazine. A giugno dell’anno seguente, Google ricevette un incredibile investimento da 25 milioni di dollari.
Oltre ad aver creato uno degli strumenti più semplici ed efficienti per trovare le cose su Internet, in più di 17 anni di esistenza quelli di Google si sono inventati diverse altre cose grandi e piccole, alcune quasi dimenticate, altre diventate pezzi importanti del nostro rapporto quotidiano con Internet: tanto da aver generato un esteso e intenso dibattito sul “monopolio” di Google nei confronti della vita digitale di tutti.
Nel 2004 lanciarono il servizio di posta Gmail, uno dei più diffusi e apprezzati – ancora oggi – tra tutti quelli presenti nella loro offerta: lo resero disponibile il primo di aprile e per alcune ore in molti pensarono che si trattasse di uno scherzo. In quello stesso anno la società si quotò in borsa a Wall Street.
Google Maps, oggi presente anche sui dispositivi mobili di mezzo mondo, fu lanciato nel 2005: Google investe ogni anno enormi quantità di denaro per organizzare e aggiornare le mappe con immagini satellitari e sempre più definite, a livello stradale. Google nel 2006 ha acquisito YouTube diventando negli anni il principale sistema per vedere e condividere video online: si stima ne siano caricate 60 nuove ore ogni minuto. Nel 2007 è stato il turno del sistema operativo Android per dispositivi mobili, ora il più diffuso grazie alle sue numerose versioni adatte per smartphone e tablet anche molto diversi tra loro.

Google nel 2008 ha lanciato Chrome, il suo browser che ha avuto molto successo e dal quale più di uno su tre, tra di voi, sta ora leggendo questo articolo. Infine, nel 2011 Google ha lanciato il suo social network Google+ per dare a ogni suo iscritto la possibilità di organizzare meglio i vari servizi offerti e per condividerne i loro contenuti. Google+ fatica ancora oggi ad affermarsi a causa della concorrenza molto forte di Facebook ma Google sta continuando a investire nel servizio per migliorarlo.

martedì 8 settembre 2015

I Carboidraiti

I carboidrati, chiamati anche glucidi (dal greco glucos, dolce), glicidi o zuccheri, hanno numerose funzioni tra cui fornire al corpo energia di pronto utilizzo. Sono, inoltre, una preziosa riserva energetica che viene immagazzinata nei muscoli e nel fegato. I glicidi hanno anche funzione strutturale, in quanto costituenti della struttura delle cellule, e sono indispensabili per le funzioni energetiche dei globuli rossi e per il tessuto nervoso.
Il loro componente principale è il glucosio, sintetizzato dall'organismo partendo dai carboidrati assunti con la dieta.
I carboidrati, in base alla loro struttura molecolare e alla loro velocità di assorbimento da parte dell'organismo, vengono suddivisi in zuccheri "semplici" e "complessi".
Gli zuccheri semplici vengono assorbiti velocemente dall'intestino senza necessità di lunghe digestioni e bruciati per fornire energia immediata. A loro volta si suddividono in monosaccaridi, costituiti da un'unica molecola, e in disaccaridi, composti da due molecole.
Fra i monosaccaridi troviamo il GLUCOSIO, il FRUTTOSIO (frutta), il GALATTOSIO (latte).
Fra i disaccaridi il SACCAROSIO (glucosio + fruttosio), lo troviamo nei dolci e nelle bibite
LATTOSIO (glucosio + galattosio), nel latte
MALTOSIO (glucosio + glucosio), nei cereali, birra, gelatine di frutta
Più molecole di zucchero formano i polisaccaridi, caratteristici degli zuccheri complessi, i quali hanno tempi di assorbimento più lunghi. Tra i polisaccaridi c'è anche l'amido, una molecola che prevede una lenta digestione prima di essere trasformata in glucosio. È presente soprattutto nei cereali, nei legumi secchi e nei tuberi.
Il nostro corpo è in grado di immagazzinare nei muscoli e nel fegato i carboidrati sotto forma di glicogeno, in modo da renderli, disponibili quando più necessari. Le riserve sono però limitate; infatti i 250-400 g di glicogeno immagazzinati vengono esauriti in 30-90 minuti di esercizio fisico intenso.
L'IG (indice glicemico) è la misura della velocità con la quale un alimento provoca l'aumento del glucosio nel sangue. Quando un alimento ha un IG basso, il livello di glucosio è più prolungato e costante nel tempo, mentre alimenti con un IG alto forniscono una disponibilità energetica più rapida ma meno persistente.
I carboidrati in natura si trovano soprattutto negli alimenti di origine vegetale.
Gli zuccheri semplici li troviamo prevalentemente nella frutta, nei dolci, nelle bibite, mentre quelli complessi nella pasta, nel riso, nelle patate, nel pane, nei cracker, nei grissini e in generale nei prodotti da forno.
Il nostro organismo dovrebbe assumere tutti i tipi di carboidrati, siano essi zuccheri semplici (in quantità minore) che complessi, così da avere un costante rifornimento di energia in base alle diverse necessità fisiche.

martedì 11 agosto 2015

Le proteine

Dopo aver presentato cosa sono i principi nutritivi da oggi li esaminiamo uno ad uno, cominciando dalle proteine.

Le proteine sono tra i composti organici più complessi e sono i costituenti fondamentali di tutte le cellule animali (proteine animali) e vegetali (proteine vegetali).
• Proteine vegetali
nei cereali: frumento, orzo, mais, segale, grano saraceno, miglio, farro, kamut;
nei legumi: fagioli, ceci, lenticchie, soia, piselli, fave, cicerchia, lupini e arachidi;
in alcuni tipi di semi: pinoli, mandorle, pistacchi, noci, nocciole.
• Proteine animali
carne, pesce, latte e derivati, uova.
Le proteine sono costituite da unità di base differenti chiamate aminoacidi e svolgono molteplici e specifiche funzioni:
• funzione plastica: costituiscono la struttura delle cellule;
• funzione protettiva: concorrono alla formazione degli anticorpi che ci difendono, neutralizzandoli, da virus e batteri;
• funzione regolatrice: rappresentata da ormoni ed enzimi;
• funzione di trasporto: trasportano nutrienti e altre sostanze nel sangue. Sono importanti per la conduzione degli impulsi nervosi e la contrazione dei muscoli;
• funzione energetica: possono produrre energia in condizioni estreme quando non sono disponibili altri nutrienti più idonei.
Il nostro corpo è in grado di sintetizzare tutte le diverse unità che compongono le proteine, cioè gli aminoacidi, tranne 8 , definiti essenziali, e che sono introdotti attraverso gli alimenti. In base al tipo di aminoacidi presente, le proteine vengono classificate in proteine ad alto valore biologico o complete (proteine nobili) e proteine a basso valore biologico o incomplete.
Le prime contengono tutti gli aminoacidi essenziali nelle quantità ottimali e si trovano negli alimenti di origine animale; le seconde forniscono proteine
con quantità nulle o insufficienti in aminoacidi essenziali e si trovano negli alimenti di origine vegetale. Queste ultime possono ugualmente fornire 15%
proteine di ottima qualità se combinate con altre ricche di aminoacidi. È il classico esempio del "piatto unico" formato dalla combinazione di cereali e
legumi (per esempio, pasta e fagioli).
Un'alimentazione che non copra il fabbisogno proteico ed energetico necessario può causare malnutrizione, con il rischio di utilizzare le proteine per fornire energia e con la conseguenza di ridurre la massa magra. Per contro, l'eccesso di proteine introdotte con la dieta sarà degradato con un surplus di lavoro per il rene, non essendo disponibili nel corpo depositi per l'allocazione delle proteine in eccesso.

VIDEO: LA QUALITA' DELLE PROTEINE


giovedì 6 agosto 2015

6 agosto, la bomba atomica di Hiroshima

Su ordine del presidente americano Harry Truman, esattamente 70 anni fa, il 6 agosto 1945, alle 8.15 del mattino, l'equipaggio del bombardiere Enola Gay delle Forze armate degli Stati Uniti sganciò su Hiroshima il primo ordigno atomico a uso bellico della storia, chiamato Little Boy, cogliendo di sorpresa la città giapponese, importante centro navale e militare.
Lo spostamento d'aria di eccezionale potenza rase al suolo le case e gli edifici nel raggio di circa 2 km. Ai gravissimi effetti termici e radioattivi immediati (80.000 morti e quasi 40.000 feriti, più 13.000 dispersi) si aggiunsero negli anni successivi gli effetti delle radiazioni, che portarono le vittime a quota 250.000. 
Tre giorni dopo fu la volta di Fat Man, la seconda bomba atomica lanciata su Nagasaki, responsabile di 70.000 vittime dirette entro la fine del 1945, più altrettante negli anni successivi. Il 14 agosto successivo, la riunione del governo nel rifugio antiaereo del Palazzo imperiale vide l'imperatore Hirohito annunciare la volontà di arrendersi dopo i drammatici bombardamenti delle due città. L'indomani il suo discorso di resa fu consegnato alla radio, malgrado il tentativo di bloccarlo da parte di alcuni giovani ufficiali dell'esercito.